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Reportage Live

Triplete #MaxForever a San Siro: dagli anni ’90 ad oggi in più di 165 mila a cantare e ballare le “hits(only)” di una vita

Articolo di Stefania Clerici | Foto di Marco Arici

Se Max Pezzali fosse un’auto sarebbe la DeLoarean di Ritorno al futuro. Non me ne voglia la sua passione da centauro per l’Harley-Davidson, con cui è arrivato da Pavia lo scorso 30 giugno facendosi strada tra le vie di Milano dall’autostrada del Sole, passando da Porta Romana, per poi raggiungere i Navigli e, percorrendo tutta la cerchia dei Bastioni, arrivare al feudo del Suo San Siro, per una 3 giorni tutta di musica dove ci ha catapultato in un viaggio nel tempo senza pari.

Dopo il tour dei palazzetti dello scorso anno e la due giorni al Meazza nell’estate ‘23 quasi da considerarsi una prova generale di questo tour estivo negli stadi italiani, Max Pezzali approda finalmente nella sua city d’adozione, a seguito delle vincenti tappe di Trieste, Torino, Bologna e Roma.

Max Pezzali in concerto allo stadio San Siro di Milano, foto di Marco Arici per www.rockon.it

Per l’ultima serata del 2 luglio è stato raggiunto il record di più di 57 mila presenze che sommato ai numeri del 30 giugno e del 1 luglio, vede un totale di più di 165 mila partecipanti ai 3 giorni di live, un successo che – volendo fare paragoni- giusto Vasco, senza nuovi album all’attivo, riesce a reggere. Sempre andando per parallelismi, il fattor comune dei due artisti italiani che ho avuto la fortuna e il piacere di vivere a San Siro nelle ultime settimane è saper parlare di temi trasversali e sempreverdi a più generazioni, abbattendo ogni differenza attraverso gli anni, sapendo sì reiventarsi ma ascoltando il proprio pubblico, sempre mantenendosi fedeli a se stessi. Elementi banali forse da elencare, ma difficilmente riscontrabili nel panorama tanto italiano quanto internazionale della musica, perchè farsi trascinare “dalle mode del tempo” per sopravvivere alla fama (e alla fame) è facile, ma il ragazzo poco più che ventenne che cantava Con un deca nella provincia pavese degli anni ’90 è rimasto lo stesso uomo 56enne di oggi, che canta il passato delle Discoteche abbandonate, con nostalgia e coscienza e non per trend o sound catchy e smart.

Max Pezzali in concerto allo stadio San Siro di Milano, foto di Marco Arici per www.rockon.it

Il fil rouge dello spettacolo di Max Forever è raccontato attraverso i visual che aprono le varie sezioni del live attraverso le “scatole della memoria” di Pezzali (che è anche la nostra memoria), conservate nel suo garage di provincia: ecco che ad ogni unboxing (che non è quello a cui ci siamo abituati a vedere oggi sui social di giovani influencer a far markettate)  si ri-vivono altri mondi, del passato e dell’immaginario collettivo: le prime esperienze in discoteca con La regina del Celebrità, le prime cotte con Bella vera,  i primi (e costanti) due di picche con La regola dell’amico, le prime vere e durature amicizie con Io ci sarò e le prime delusioni amorose con Come deve andare. Dicevamo, appunto, temi universali e senza tempo, a portata di tutti e tutte.

A testimoniare la trasversalità della musica di Pezzali è proprio il pubblico presenta ai suoi concerti: uomini, donne, bambini, bambine, ragazzi, ragazze, nonni, nonne. Insomma tutt* a cantare nel rito collettivo più di 3 decenni di canzoni che hanno fatto la storia di più epoche: ci si perde sempre per strada, con o senza navigatore, come in Rotta x casa di Dio e ci si ritrova “deficienti a fare cazzate”, ci si imbatte spesso in un nuova conoscenza alla Te la tiri  o 6 uno sfigato, ci si addormenta male come de Il grande incubo, per poi risvegliarsi in una realtà forse peggiore di quella che si era immaginata dormendo.

Max Pezzali in concerto allo stadio San Siro di Milano, foto di Marco Arici per www.rockon.it

Il sogno reale di Max Pezzali è però anche il nostro: vivere in spensieratezza, tanto questo concerto, quanto la nostra vita, fatta di alti e bassi, ben raccontata nell’album di Nord Sud Ovest Est: l’infilata di Sei un mito, Nella notte (bellissima in versione remix) e Weekend ci fa cantare e riflettere allo stesso tempo, preparandoci poi all’umboxing romantico, strappalacrime (e ricordi) con Una canzone d’amore, Come mai, Nessun rimpianto, Eccoti, Ci sono anch’io e La dura legge del goal.

L’ultima delle scatole aperta da Max contiene a sorpresa un ragno che ci catapulta nella “notte da lupi nel Bronx” e sulle note di Hanno ucciso l’uomo ragno e poi de l’inno generazionale de Gli Anni, riceviamo un regalo acustico di un Grazie Mille, cantato meno a squarciagola ma molto con il cuore, in duetto con il suo chitarrista e producer Davide Ferrario. Mentre il gran finale, con un Pezzali emozionato e ben presente sul palco con grinta e vocalità, vede “tenere il tempo” sulle note delle amatissime Nord Sud Ovest Est, Tieni il tempo (appunto) e Con un deca.

Dire di aver rivissuto in una sera gli anni ’90 sarebbe scontato ma è quello che è successo: considerando però partecipazione, vibes e l’esperienza collettiva vissuta, direi che questi anni non sono certo finiti anzi, si stanno ancora vivendo, attraverso la memoria di artisti come Pezzali e di generazioni che come noi Millennials non perdono l’occasione di raccontarli a figli e nipoti che non l’hanno vissuta o di riviverla con i propri genitori per accorgersi insieme che siamo oggi tanto nel nostro passato quanto nel nostro futuro in un tempo ciclico che sempre ritorna e sempre ritornerà (“e a piedi non ci lascerà, in questa città”).

Scopri le foto del concerto di Max Pezzali a San Siro il 2 luglio oppure sfoglia la gallery qui sotto

Max Pezzali

Scopri la scaletta del concerto di Max Pezzali – 2 luglio – San Siro (Milano)

Viaggio al centro del mondo
Bella vera
La regina del Celebrità
La regola dell’amico
Io ci sarò
Come deve andare
Rotta x casa di dio
Non me la menare / te la tiri / 6 uno sfigato /jolly blu/ la radio 1000 watt
Sei fantastica
Il grande incubo
Discoteche abbandonate
Sei un mito
Nella notte (rmx)
Weekend (rmx)
La lunga estate caldissima
Una canzone d’amore
Come mai
Nessun rimpianto
Eccoti
Ci sono anch’io
La dura legge del goal
Hanno ucciso l’uomo ragno
Gli anni
Grazie mille (acoustic version)
Nord Sud Ovest Est
Tieni il tempo
Con un deca

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Milanese, classe 1983, sono appassionata di musica, cinema e cultura pop. Adoro viaggiare, mangiare, dormire, viaggiare, ballare, sorridere e fare l'amore. Oltre a scrivere di musica su Rockon sono digital producer per il tuo canale tv preferito. Amo il rock in tutte le sue forme, i gatti, fotografare il cibo che mangio (e lo faccio da anni, non per moda social) e perdermi per le vie delle città che non conosco. Bulimica di serie tv, collezionatrice di vestiti, scarpe, borse e tutto ciò che può entrare in una grossa cabina armadio puoi chiedermi di tutto e ti darò la risposta che cerchi (altro che Google e il libro delle risposte!), basta non domandarmi: “qual è il tuo artista preferito?”.

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