Con Corponuovo, g.em aggiunge un nuovo tassello a un percorso che si muove con discrezione ma con una direzione precisa. Il disco è raccolto, essenziale, quasi trattenuto: quattro brani che non cercano l’effetto immediato ma preferiscono lavorare in profondità, tra immagini intime e arrangiamenti che lasciano respirare la voce. La scrittura è delicata, a tratti sospesa, e costruisce un mondo fatto di piccoli spostamenti interiori più che di dichiarazioni eclatanti.
Il titolo promette una trasformazione, un attraversamento del corpo e dell’identità, ma g.em sceglie una strada meno frontale: più che parlare esplicitamente di corpo, lo evoca, lo sfiora. Corponuovo sembra spesso muoversi su un piano simbolico, quasi rarefatto, dove il cambiamento è suggerito più che raccontato. Questa scelta rende il lavoro coerente e raffinato, ma allo stesso tempo può lasciare la sensazione che l’artista non si esponga mai del tutto, che resti un passo indietro rispetto alla materia che sta trattando. C’è una grazia evidente, ma anche una certa cautela.
Le sonorità accompagnano questa tensione: produzione misurata, pochi elementi, atmosfere morbide che non invadono mai il campo. È un disco che si ascolta in silenzio, che chiede attenzione e restituisce dettagli. Non punta al ritornello esplosivo né alla costruzione pop più tradizionale, ma a un equilibrio fragile tra parola e spazio.
In questo senso, Corponuovo è anche uno specchio interessante su una scena semi-sconosciuta come quella di Cesena e dintorni, dove sono ancora pochi gli artisti locali capaci di emergere davvero oltre i confini provinciali. Al di là di alcune occasioni “storiche” e di festival come il MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti, che ogni anno prova a dare visibilità alla musica indipendente italiana, di questo territorio sappiamo forse molto meno di quanto meriterebbe. Lavori come quello di g.em aiutano a colmare quel vuoto, mostrando che anche lontano dai grandi poli dell’industria musicale esiste una ricerca autentica.
Siamo contenti di avere g.em nelle nostre playlist proprio per questo: perché rappresenta una provincia creativa che non fa rumore ma costruisce, che preferisce la coerenza alla rincorsa dei numeri. Corponuovo non è un disco che grida, ma uno che resta. E a volte, nel panorama attuale, è una scelta più radicale di quanto sembri.













![PETER GABRIEL [Credits: Nadav Kander]](https://www.rockon.it/wp-content/uploads/2026/10/peter-gabriel-600x337.jpg)














