Articolo di Giulio Taminelli| Foto di Giorgia De Dato
Ormai lo sappiamo, il J-Ax del 2026 ha deciso di fare ciò che vuole divertendosi e senza cedere a compromessi con nessuno, nemmeno con i suoi fan, su ciò che deve rappresentare il suo modo d’essere. Ennesima prova di ciò è stata la svolta country annunciata in occasione dell’ultima edizione del Festival di Sanremo, in cui l’artista milanese ha presentato al pubblico «Italia starter pack», primo singolo dell’album «Vita, morte e miracoli» pubblicato lo scorso 4 settembre. A 24 ore dalla prima data soldout al Fabrique accolta con entusiasmo dai fan milanesi, lo «Zio» Ax riprova l’ardua impresa di presentare dal vivo la sua ultima fatica. Sarà in grado di replicare l’impresa? Scopriamolo insieme.
Prima della prima nota: la location
Per questo breve tour composto da sole 4 date, J-Ax ha scelto di portare il suo spettacolo in due club simbolo della musica italiana, il Fabrique di Milano e l’Atlantico di Roma. Cornici sì importanti, ma decisamente più intime rispetto ai palazzetti visti negli scorsi anni. Quindi, poche date e meno pubblico. Una scelta che probabilmente sposa un tasso di conversione ascolti/presenze dal vivo non esattamente favorevole, ma che fa anche riflettere su quanto J-Ax veda -finalmente- la musica come uno dei tanti suoi passatempi che lo fanno star bene, come i podcast o, secondo quanto raccontato da lui stesso in diverse interviste, il mondo del making. In ogni caso, il Fabrique si è dimostrato il perfetto crocevia per i fan di tutto il nord Italia, con una buona fetta di pubblico proveniente dal veneto a giudicare dall’accento nelle zone antistanti il bancone del bar.

L’inizio del concerto.
A fare da «antipasto» pre concerto per il pubblico del Fabrique è stata «Johnny» di Alberto Camerini mandata in diffusione a tutto volume. Un preludio probabilmente insolito, con un brano parte del primo album acquistato da Ax in tenera età -questo ha dichiarato durante il concerto- e decisamente in clima con quello che sarà il clima della serata, a cavallo tra follia, pop, rock e cantautorato. Il primo a fare il suo ingresso sul palco è proprio J-Ax. «Un concerto dovrebbe partire al buio, ma io voglio che mi vediate bene, almeno all’inizio, mentre faccio cazzate». Questa la prima frase dell’artista, che ha voluto cominciare il suo show con un monologo che ha toccato ogni punto della sua vita in chiave ironica, dalla vecchiaia allo star system, passando per i progetti falliti e gli strani hobby. L’inizio vero è proprio è stato con il classico «Ohi Maria», seguito in rapida successione da «I consigli di un pirla», «Due su due» e «Pub Song», le ultime due cantate in compagnia del fratello Grido.

Uno show country country… ma siamo sicuri?
Ora, dobbiamo parlarne. J-Ax si è messo a fare country ma non vuole abbandonare né il rap né il rock. Un potenziale suicidio musicale, bisogna dirlo, che si è trasformato in un concerto estremamente trascinante, tanto per ritmo quanto per la risposta del pubblico. La cosa più interessante di questo show è che, grazie anche alle qualità da polistrumentista del chitarrista Mark the Hammer tanto abile sulle sei corde quanto con tastiera e banjo, tutte le canzoni si sono dimostrate ben inserite in scaletta a prescindere da stile e anno di pubblicazione. A rendere il tutto ancora più coeso è stato un J-Ax che è passato dalle movenze rap (con il giusto limite dell’età) a momenti più intimi in cui semplicemente si è seduto e ha cantato, come nel caso di «La vita non è un film», eseguita dopo un toccante discorso sulla morte e sulla sua importanza per apprezzare la vita, momento in cui il cantante ha ricordato gli amici Guido Style e Fausto Cogliati.Nella fase finale del concerto che, per inciso, era diviso in canzoni di vita, morte e miracoli esattamente come il titolo dell’ultimo album, ha fatto il suo ingresso sul palco anche Paola Folli, una delle più grandi voci italiane nonché membro stabile degli Elio e le Storie Tese. I due si sono esibiti sulle note di «Niente per Niente», prima di arrivare al gran finale in cui sono state eseguite «Italia starter pack» e, al culminare delle due ore e mezza totali di grande musica, pogo e discorsi, «Maria Salvador» e, ovviamente «Vita, morte e miracoli».
Non ho voluto inserire titoli di canzoni «classiche» non perché non siano state eseguite ma, semplicemente, perché se J-Ax ha costruito l’intero concerto per appagare il meno possibile il suo ego alle spalle dei presenti -per sua stessa ammissione- io mi sono riservato il privilegio di raccontarlo non come una vecchia gloria ma come un cantante che continua a conquistarsi il suo pubblico giorno dopo giorno.

L’artista J-AX com’è oggi?
Va comunque detto che Ax, pezzi nuovi o no, resta comunque quello di «Siamo nell’anno 2030 e mi ritrovo che di anni quasi ne ho sessanta». Passano gli anni, e ormai quel lontano 2030 è dietro l’angolo, ma come se la passa il ragazzo classe ‘72 che quella canzone l’ha cantata nel 1996? Beh, a mio avviso, benissimo. Si muove, canta, scherza e spinge come un vero animale da palcoscenico. L’esperienza da personaggio televisivo e da podcaster gli ha poi dato la parlantina e la consapevolezza del ritmo da tenere durante uno show che va oltre il semplice spettacolo musicale. Ovviamente lo «Zio» di questi anni lo conosciamo, ha palesato il suo amore per lo stile all’americana. Abito da cowboy, bastone e immancabile cappello con la falda. Questa passione si è però riversata anche nello spettacolo, con l’inserimento di momenti da «sgabello e pianoforte» come nei grandi show americani, i monologhi sulla vita e l’esistenza oltre che, ovviamente, il costante coinvolgimento del pubblico, sempre preso in considerazione anche durante un lieve problema nel pogo. Certo, ormai le grandi urla sono un ricordo e l’overflow più pesante, seppur presente, è spesso sorretto da altre voci o portato con una respirazione più frequente. In definitiva, Ax è sempre Ax, solo più vecchio e finalmente in grado di fare sul palco la cosa più bella che ci sia:
Divertirsi.

Clicca qui per vedere le foto di J-Ax al Fabrique di Milano (o sfoglia la gallery qui sotto).
J-AX: La scaletta del concerto al fabrique di Milano
Ohi Maria
I Consigli Di Un Pirla
Due Su Due
Pub Song
Odio La Gente
Più Stile
Aqua Nella Scquola
Spirale Ovale
Piccoli Per Sempre
Funkytarro
Tranqui Funky
Immorale
Pogo
Domani Smetto
Non E’ Un Film
Scusami Dio
Dalla Parte Della Strada
Sarò scemo
Retirement Plan
Rap N Ro Rapn Koll
Ribelle E Basta
F.R.&G.N.A.
La Mia Ragazza Mena
Gente Che Spera
Tutto Tua Madre
L’Ultima Bomba in Città
Senza Dubbio
Italiano Medio
Niente per Niente
Hippy Ya Yo
Italia Starter Pack
Segreto
Maria Salvador
Vita, Morte e Miracoli













![PETER GABRIEL [Credits: Nadav Kander]](https://www.rockon.it/wp-content/uploads/2026/10/peter-gabriel-600x337.jpg)















