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Reportage Live

MACHINE GUN KELLY live a Milano: la resurrezione di una rock star

Il viaggio pop-punk nella tormentata vita di MGK trionfa al Forum di Assago

Articolo di Chiara Bernini | Foto di Roberto Finizio

Se si dovesse usare una parola per descrivere ciò che il concerto di ieri sera di Machine Gun Kelly al Mediolanum Forum di Assago ha rappresentato per il trentaduenne di Houston, quella sarebbe resurrezione. Nell’unica attesissima data italiana del suo Mainstream Sellout Tour – sold out ormai da tempo – MGK ha infatti confermato di essere la stella più scintillante nell’attuale scena pop-punk internazionale. Un successo tale da permettergli di scrollarsi di dosso le critiche che da anni lo accompagnano dopo il suo passaggio dal mondo del rap a quello delle chitarre elettriche.

Se, infatti, con il suo Tickets to Downfall (2020), Kelly aveva raccontato la sua vulnerabilità in un album-rivelazione che lo ha portato alla ribalta rock, sfidando tutto e tutti. Oggi, restando fedele alle sonorità pop-punk, con Mainstream Sellout (2022), MGK ci dimostra la maturata consapevolezza di sé stesso e delle sue conquiste. 

Ad aprire la serata c’erano 44phantom e Iann Dior, due artisti statunitensi che hanno collaborato con lo stesso Machine Gun Kelly. Rispettivamente un astro nascente del pop e un affermato rapper, i due hanno superato con successo il compito di riscaldare gli animi di una moltitudine di giovanissimi adolescenti colorata di rosa e nero. 

Conclusi i due set, la sensazione che si percepisce al Forum è di incontenibile felicità. Lo si legge sul volto dei presenti che, avvolti dalla trepidante attesa, guardano incuriositi la scenografia che si sta aprendo ai loro occhi. Da un semplice sfondo nero, infatti, il palco si sta trasformando in un’immensa scalinata colorata a scacchi bianchi e neri, come le Vans più punk a cui si possa pensare. Sul suo punto più alto spicca una batteria scintillante e, via via che si scende dai gradini, appaiono gli altri strumenti.

Pochi istanti prima dell’inizio del concerto, le note struggenti della marcia Welcome to the Black Parade dei My Chemical Romance (altro gruppo redivivo, riunitosi recentemente) si diffondono in tutta la venue. Un’intro utilizzata da Kelly come monito, mettendo in chiaro sin da subito quale strada abbia ormai intrapreso la sua carriera. Un coro all’unisono da brividi echeggia in tutto il palazzetto.

Le luci finalmente si spengono e improvvisamente, dopo l’annuncio di atterraggio lanciato da un pilota dagli schermi laterali, sul palco del Forum cala un elicottero a strisce rosa e nere che illumina il pubblico. Sul sottofondo martellante della batteria di Born with Horns – singolo che apre il nuovo disco – arriva finalmente l’atteso urlo “Milanooo” di Machine Gun Kelly che, aggrappatosi alla corda dell’elicottero, chiama a raccolta l’intera città fluttuando nel vuoto. 

Inizia lo spettacolo. 

Senza sosta, seguono subito altri due brani tratti da Mainstream Sellout, la blink-182 style God Save Me e la ritmata Maybe, in collaborazione con i Bring Me the Horizon. È tutto perfetto. I componenti della band si dimenando sul palco facendo su e giù dalle scale scenografiche. Dagli spalti, le luci schizofreniche e i rumorosissimi ma spettacolari fuochi d’artificio che illuminano a intermittenza la folla oceanica del pubblico saltellante regalano un’immagine ben precisa della macchina da intrattenimento che è MGK.

Ricoperto di lustrini, Kelly è sul palco che si diverte a osservarci, cantando con la sua voce tagliente e profonda mentre suona una chitarra rosa shock. L’unico elemento a dividerlo dal pubblico in adorazione è la particolarissima asta per il microfono. Costituita da due lunghe braccia bianche che terminano agli estremi in due mani. Una chiusa che sostiene il microfono e l’altra con il palmo aperto verso l’alto. Sopra c’è un posacenere che il cantante utilizzerà per qualche suo siparietto come contenitore di sigarette che fumerà durante l’esibizione.

MGK sfoggia un completo composto da canottiera e pantaloni scintillanti, forse un po’ troppo attillati come lui stesso scherza: “Milano sei hot! Stasera ho scelto questo outfit per mostrare la mia salsiccia italiana… ma in realtà ne ho una norvegese”. E proprio perché vuole mostrarsi in tutto il suo splendore, chiede ai fotografi sottopalco di restare anche per la quarta canzone. Una decisione contro le policy stabilite dal suo staff, volta a mostrare in anteprima il suo nuovo tatuaggio sul petto.

Sulla scia dell’hype, il concerto prosegue con la richiesta di aiuto di Concert for Aliens e con il racconto della propria immaturità in Drunk Face, in un continuo susseguirsi di virtuosismi ipnotici dei componenti della band e da improbabili lanci di chitarra di MGK. Con Fake Love Don’t Last e Dont’t Sleept, Repeat Kelly duetta con Iann Dior e 44phantom, raccogliendo il consenso del pubblico. Ne approfitta anche per presentare il gruppo, lasciando a ogni componente lo spazio per esibire alcune tra le melodie musicali più famose. Tra queste, Seven Nation Army infiamma il Forum al ritmo del celebre riff targato White Stripes. Seguono poi brani estratti da Mainstream Sellout tra cui More than Life, in collaborazione con il diciassettenne Glaive, e Die In California

Si passa poi a una seconda fase del concerto quando, dopo un breve drum solo, MGK appare in piedi dietro la batteria intonando Floor 13, da Hotel Diablo, suo ultimo album rap del 2019 in cui, con barre serrate, rispolvera i demoni del passato. Intervallato dalla struggente Papercuts che fa emozionare tutti i presenti, sullo sfondo del palco appare la nemesi di Kelly. Un robusto umanoide con la testa a forma di televisore che rappresenta Internet e che, con voce robotica, insulta il cantante. Un mostro che, nel tempo, ha generato le critiche che hanno messo in dubbio il talento dell’artista. E proprio lui stesso presenta l’umanoide come “persona non gradita”. Un generatore di falsità che se lui lo avesse ascoltato, non avrebbe mai realizzato Tickets to Mt Downfall, l’album del riscatto.

Seguono quindi la rabbiosa Title Track, la danzereccia Kiss Kiss, la stupenda Bloody Valentine ela ritmata Roll the windows up (smoke and drive), tutti brani di grandissimo successo estratti dal lavoro del 2020. C’è anche spazio per una tenera dimostrazione di affetto di Kelly nei confronti del Bel Paese. Raccogliendo una bandiera italiana dal pubblico e sistemandola sulle scale del palco, esclama: “Adoro l’Italia e le sue persone. Spero di fare tanti concerti qua”. Inutile dire che i presenti siano scoppiati in un boato di gioia.

Intanto, l’umanoide-internet impone la sua ombra sul cantante, finché – con WW3 e WW4 –dall’elicottero (ancora sospeso sul palco) gli vengono sparati contro spettacolari fuochi che simbolicamente lo feriscono a morte.

Con Emo Girl, siamo così introdotti al terzo e ultimo capitolo del concerto in cui l’inquietudine è sostituita dall’amore per un altro umanoide dalle sembianze femminili. E non ci vuole tanto a capire chi sia la Emo girl che l’ha salvato dal suo passato, la bellissima Megan Fox, presente ieri sera tra il pubblico a supportare il marito. Una fase della serata più intima, scandita da brani quali Glass House, Lonely e un medley acustico in cui Kelly dedica tenere parole di affetto alla figlia mentre il Forum si illumina di luci provenienti dalla folla. Si torna invece a ballare con Forget Me Too e a scatenarsi con Make Up Sex e My Ex’s Best Friend. Come un amico, Machine Gun Kelly si arrampica sugli spalti, cantando appeso nel vuoto e circondato da fan in adorazione che lo seguono parola per parola. Dopo l’emozionante Twin Flame, dichiarazione di amore alla sua splendida moglie, il concerto si conclude sulle note di 9 lives. Machine Gun Kelly riunisce sul palco tutta la band e, commosso, si inchina in segno di gratitudine davanti a un pubblico totalmente innamorato.

MGK ce l’ha fatta. 

Mentre nel Forum si diffondono le parole “Lived nine lives, so I guess I got none left. But we’re not done yet. Yeah”, infatti, ci rendiamo conto di aver assistito all’emancipazione definitiva di un rocker inaspettato. Un viaggio musicale e visivo di oltre due ore che ci ha trascinati attraverso la sua vita, con un passato ingombrante che – come un fantasma – lo ha perseguitato fino ad oggi e con cui il cantante ha fatto pace, risorgendo.

Clicca qui per vedere le foto di Machine Gun Kelly in concerto a Milano o sfoglia la gallery qui sotto

Machine Gun Kelly

Machine Gun Kelly – la scaletta del concerto di Milano

Welcome to the Black Parade (My Chemical Romance cover)
born with horns
god save me
maybe
drunk face
fake love don’t last (with iann dior)
Crazy Train / Still D.R.E. / Drum Solo / Seven Nation Army / Guitar Solo
ay!
more than life
die in california
Floor 13
papercuts
title track
bloody valentine
don’t sleep, repeat (44phantom cover) (with 44phantom)
El Diablo
WWIII
WW4
Glass House
lonely
roll the windows up
banyan tree – interlude / wish you were here / jawbreaker / sid & nancy
forget me too
make up sex
twin flame

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Il percorso di Roberto Finizio si sviluppa sotto una nuova luce a partire dal 2009, anno in cui passa dal praticare la fotografia come passione al farla diventare una professione. Dopo gli studi per affinare le proprie conoscenze tecniche, decide quindi di unire tra loro i suoi più grandi interessi: la musica ed il teatro. È così che inizialmente si dedica alla fotografia live, attività che gli permette di catturare con la sua Canon alcuni tra i più grandi artisti del panorama italiano ed internazionale. Col tempo sceglie tuttavia di ampliare i propri orizzonti, ed inizia così a lavorare anche nel settore sportivo ed in quello pubblicitario come fotografo di still life.

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