Articolo di Marzia Picciano | Foto e sensazioni di J. Diego Bianchi
Un giorno al Genius Loci di Firenze non basta, davvero, per poter godere completamente della bellezza di questo evento. Ovvero della manifestazione conclusasi domenica 28 settembre che abbiamo approfondito su RockOn, organizzata da da Controradio Club, Controradio e Opera di Santa Croce (col contributo del Comune di Firenze per Estate Fiorentina 2025 – PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021 – 2027 e il sostegno di Fondazione CR Firenze). Evento che giunto alla sua ottava edizione, davanti a stanze (ovvero chiostri, Cenacoli) gremiti di Santa Croce (migliaia, maledetti limiti previsti di accesso) ha dimostrato di essere l’esperienza che alla fine dell’ennesima estate dominata dalla ricerca del tormentone, non ci aspettavamo ma che assolutamente si, volevamo.
Ecco, noi ci siamo stati un giorno, quanto serve per capire cosa ci stavamo perdendo.

Successo di pubblico per tutta la settimana nonostante le turbolenze meteo e l’arrivo di un gelido inaspettato, Santa Croce è riuscita a mantere la sua atmosfera sacra e magica alternandosi tra letteratura, arte, e ovviamente musica. Tra i protagonisti Michelangelo Pistoletto, Emma Nolde, Enrico Rava, Frida Bollani Magoni, Aldo Schiavone, Carlo Lucarelli, Citron Citron, Sirom (qui intervista), BITOI, Compagnia Lombardi-Tiezzi, Gianni Maroccolo e moltissimi altri.
Le manifestazioni come queste sono sempre più preziose. Creano un allineamento rispettoso e creativo tra la nostra infrastruttura storica e quella che è la naturale propensione di noi uomini oggi a crescere, inventarsi, riscoprirsi in quello che siamo, e allora cosa c’è di meglio che mettere quello che la rappresentazione del presente in qualcosa di storico? E seguirne le corrispondenze e le armonie?

La giornata del 26 settembre, che abbiamo seguito, ci ha dato il senso ultimo di questa considerazione, spiccia, ma mai, giammai, banale. Lo abbiamo fatto, Genius Loci lo ha fatto trovando il comun denominatore, la pietra angolare attraverso cui interpretare, leggere, quello che siamo, storicamente: il basso.
Uno strumento profondo, qualcuno diceva “aggrappato alla terra”, quello che nella band suona il ventre della canzone, lo spirito più animale. È difficile saper usare un basso.
BITOI presenta Sirkulu
Per questo la prima esibizione è quella di chi ne ha fatto la base di un progetto musicale, BITOI o Bass Is The Original Instrument, per dire – per saperne di più, potete leggere l’intervista sul nuovo disco Sirkulu che la band nordica ha portato al Genius Loci.

BITOI, ovvero l’ensamble di basso e voci femminili guidati da Cassius Lambert apre la serata con la magnificenza di un sussurro armonico pregno di suggestioni. L’audience è ipnotizzata e incantata, quasi sopresa nel vedere il lavoro immenso del coro nel bilanciare con tale armonia note basse e alte, scandite ritmicamente dal basso di Lambert.
Ecco, questo basso è lì, pesante, di pancia, fende l’attimo sospeso nel suono di una voce soave e leggera: si percepisce l’energia. Le voci sono un accompagnamento “curativo”, ma sempre un accompagnamento. Siamo nel Chiostro e l’acustica si muove in un eco religioso a ogni suono, a ogni canzone, a ogni cosa che trema sul palco. Tra le voci bianche, sentiamo anche un pò di oriente. Abbiamo già detto ipnotico?

GIANNI MAROCCOLO e il sonatore di basso
Quindi si passa all’atto due, con Gianni Maroccolo che ha ripreso il lavoro svolto con il libro il Sonatore di basso – e si entra nella dimensione dell’analisi del bassista.
Maroccolo, ospite su RockOn a inizio anno con il crowdfunding lanciato proprio per il libro, aveva detto dell’origine di questa iniziativa: “Molti mi chiedono spartiti, tablature o dettagli sul mio modo di suonare. Per rispondere a queste e ad altre curiosità, sognavo da tempo una pubblicazione che narrasse il mio viaggio a quattro corde, ma ho sempre rimandato, forse per pudore. Sono passati 50 anni, è giunto il momento di festeggiare e di realizzare questo sogno”.
Ovvero, di condividere le trascrizioni delle sue parti di basso di 100 brani della sua carriera dai Litfiba, passando da CCCP Fedeli alla Linea, C.S.I., P.G.R, Marlene Kuntz, Claudio Rocchi e molti altri, giungendo fino a oggi. E anche dei racconti, o meglio delle Memorie di un sonatore di basso.

La sala è totalmente piena, la sicurezza deve intervenire per evitare lo straripamento, pronta, in silenzio, si fa guidare da questa voce narrante che va a illustrare l’inizio del concerto. Si parla del primo impatto del bassista, e da dove questo suono di basso ha avuto inizio, e come potrebbe continuare nel suo percorso.
Non si è semplicemente presentato un romanzo, si è dato un pezzo della sua essenza. Sarà che non viene presentato come biografia, ma come un percorso mentale dello stesso bassista.
Nell’esibizione siamo davanti a un suono che va a riempire l’intero Cenacolo, un rimbalzo di suoni, un giro di chitarra elettrica arpeggiata che passa la palla al basso. Come sposare il significato profondo di quest’arte, suonare uno strumento di pancia, con l’approccio di colui che viene sempre, e solo, definito “suonatore di basso”?
È un’arte anche quella. Speriamo di vederla nel prossimo Genius Loci.

Clicca qui per vedere le foto di BITOI e GIANNI MAROCCOLO a GENIUS LOCI di FIRENZE (o sfoglia la gallery qui sotto).






























