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Interviste

Voci da ROCK CONTEST. Intervista ad ACANTO

Tra i prossimi alle semifinali ci sono anche i pistoiesi Acanto, autori di un rock tutto ricordi e riverberi new wave da nineties.

Articolo di Marzia Picciano

Gli Acanto, ovvero i pistoiesi Davide Coppini, Simone Breschi, Tommaso Di Cecio e Alessio Barbasso, “quattro ‘ragazzi’ normalissimi, ben assortiti possiamo dire”, come dicono loro, a leggere il loro Spotify fanno musica da interni che riguarda invece mondi esterni. Che poi, alla fine, quello che viviamo fuori è quello che internalizziamo e promuoviamo nelle nostre cerchie vitali al coperto: e immagino che loro lo sappiano fin troppo bene, altrimenti non proporrebbero a noi ascoltatori una summa finale di tutto quello che abbiamo imparato a ricordare degli anni ’90, soprattutto in termini di sound o di che suono hanno i ricordi di quegli anni.

Siamo lì, nella zona del post punk malinconico delle atmosfere sognati delle chitarre elettriche (e relative distorsioni) – dove siamo stati tutti, almeno una volta nella vita.

Attivi dal 2023, con un EP del 2024 e ritornati a inizio 2025 con il singolo acquedolci, il quartetto è in fase di produzione di nuovo materiale. Nel frattempo hanno già anticipato qualcosina questo venerdì con Baionette.

Li intervistiamo poco dopo aver superato il primo round di selezioni, felici e soddisfatti “perché da quando abbiamo visto gli altri progetti in gara abbiamo pensato che passare la prima serata non sarebbe stato facile.”

E invece siete qui. Con il vessillo della new wave più onirica che ci sia. Quando avete iniziato a suonare, avevate in mente proprio queste atmosfere?

“Sulle etichette assegnateci ci riserviamo di non rispondere, non ce ne diamo mai da soli, non saremmo mai d’accordo fra di noi, e in fondo non sono così importanti. I suoni e le atmosfere sono semplicemente il risultato di quello che ognuno ha portato al progetto, non c’era e non c’è un modello preciso al quale attenersi. Questo ci lascia molta libertà.”

È difficile fare musica di questo genere oggi?

“La musica non è difficile da fare, qualsiasi essa sia, al contrario, non è mai stato così facile creare e pubblicare materiale. La cosa difficile è avere l’occasione di suonarla in giro, di fronte a persone diverse ogni volta.”

Se poteste scegliere il brano che vi rappresenta di più.

“Crediamo che in ogni brano abbiamo distribuito elementi, suoni e immagini che ci rappresentano, però se proprio dobbiamo scegliere diciamo losportcompleto.”

A me è piaciuta molto cinque marzo, e i versi “voglio morire in macchina/sulla provinciale che va verso il mare”. Quanto c’è della vostra città nella musica che fate?

“Pistoia, dall’Appennino al {adule, per quanto provinciale ha una sua micro-scena molto viva, che si sta facendo spazio negli ambienti disponibili (che sono pochi). La viviamo appieno grazie a realtà nate dal basso come il Bello Veramente Festival, e il Bubinga Sound dove registriamo il nostro materiale. Scambiarsi favori e aiuto come collante sociale è fondamentale.”

Come va la preparazione del disco?

Siamo contenti di essere di nuovo in studio, dove abbiamo finalmente modo di veder nascere cose nuove. Stiamo cercando di far contenti soprattutto noi stessi, con i mezzi a noi disponibili.

Solita domanda di rito. Cosa vuol dire Rock Contest per voi?

“Rock Contest è prima di tutto esposizione a orecchie alle quali è più difficile arrivare, ad orecchie che contano in più sensi. È anche benchmark, quindi mettersi accanto a numerosi altri progetti che si trovano in un punto simile al nostro: vedere cosa fanno gli altri e come lo fanno. Infine è molto bello da vivere anche da spettatori interni, e conoscere personalmente gli altri artisti.”

Written By

Dall’Adriatico centrale (quello forte e gentile), trapiantata a Milano passando per anni di casa spirituale, a Roma. Di giorno mi occupo di relazioni e istituzioni, la sera dormo poco, nel frattempo ascolto un sacco di musica. Da fan scatenata della trasparenza a tutti i costi, ho accettato da tempo il fatto di essere prolissa, chiacchierona e soprattutto una pessima interprete della sintassi italiana. Se potessi sposerei Bill Murray.

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