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Interviste

Voci da Rock Contest. Intervista a NARCADIAN

Luca Vertebra mette insieme la foga precisa e affilata dell’industrial con testi di denuncia del mondo e della sua noia. E per questo si è guadagnato un posto nelle prime selezioni di Rock Contest.

Articolo di Marzia Picciano

Da Pennabilli, Rimini, NARCADIAN, nome in codice per Luca Vertebra, arriva a Rock Contest superando le prime selezioni e posizionandosi per la semifinale.

Lo fa portando una musica che è prima di tutto un punto di vista, decisamente critico, su tutto quello che lo circonda, e senza mediare nell’esprimere le contraddizioni che vede realizzarsi come profezie senza dubbio autoavveranti. La musica è quella ovviamente dell’emisfero alternative rock, ma con un potente contributo dello spirito industrial che li accomuna al filone costruito da Samuel e Boosta a Torino e portato avanti da chi ha abbracciato questa missione, di rendere reale la distopia del presente nella propria produzione artistica.

Viene da chiedersi chi si è quando si smettono i panni di Narcadian.

“Narcadian è un progetto che parte per iniziativa mia” risponde Luca “almeno per quanto riguarda la scrittura dei brani, mentre in studio e nei live ho dei membri (ed amici) che danno un contributo importante al progetto.”

Da dove viene Luca Vertebra?

“Sono nato e cresciuto in campagna con poca gente intorno, il mio paese conta pochissimi abitanti così come la maggior parte dei paesi circostanti. Questi posti insegnano ad abbracciare la solitudine, ma spesso la solitudine diventa pesante, magari è questo un motivo per cui scrivo canzoni.”

In totale onestà appena sento Tutto È Inutile ho quasi cominciato a cantare L’Errore dei Subsonica.

“A dire la verità, ho cominciato ad approfondire la loro musica solamente dopo che un mio amico mi ha fatto notare le somiglianze. “L’Errore” è stato proprio il brano con cui ho cominciato ad approfondirli, decisamente uno dei miei preferiti, ma a quel punto Tutto è Inutile era già stata registrata.
Ho avuto il piacere di conoscere Samuel dopo un suo DJ Set ed è emerso che abbiamo molte influenze in comune, suppongo che la somiglianza sia dovuta anche a questo.”

Dal punto di vista delle canzoni invece siete molto più spinti sul contesto sociale di denuncia. Quanto è importante per te il fattore, o meglio la dimensione “sociale” nella musica?

“Spesso i miei testi sono di denuncia sociale, è la naturale conseguenza del mondo in cui viviamo. L’ispirazione per scrivere la trovi sempre dentro di te, ma le circostanze modellano inevitabilmente il tuo pensiero. I miei sono argomenti che riguardano la vita di tutti, la tempestività delle notizie, il bombardamento di pubblicità, il susseguirsi di infiniti idoli tutti con gli stessi ideali, è nauseante. Sarebbe ipocrita da parte mia omettere tutta la rabbia e la frustrazione che provo guardandomi intorno. Credo che indorare la pillola con la leggerezza (come fanno in tanti) svilisca il messaggio e rappresenti un insulto all’intelligenza degli ascoltatori.

Sei al lavoro su musica nuova o un nuovo disco?

“Abbiamo un LP pronto con 4 singoli che aspettano di essere pubblicati, a breve uscirà qualcosa. Oltre a questo scrivo ogni settimana materiale nuovo, sono sempre pieno di demo.”

Cosa vuol dire Rock Contest per te?

“Questa domanda mi lascia un pò interdetto perché non sono bravo a dare risposte eclatanti stile Miss Italia senza sembrare sarcastico. Rock Contest è una bella opportunità e siamo tutti molto grati di partecipare.”

Written By

Dall’Adriatico centrale (quello forte e gentile), trapiantata a Milano passando per anni di casa spirituale, a Roma. Di giorno mi occupo di relazioni e istituzioni, la sera dormo poco, nel frattempo ascolto un sacco di musica. Da fan scatenata della trasparenza a tutti i costi, ho accettato da tempo il fatto di essere prolissa, chiacchierona e soprattutto una pessima interprete della sintassi italiana. Se potessi sposerei Bill Murray.

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