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COLORE PERFETTO – Il Debutto

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Colore Perfetto - Il Debutto

E’ una bella dichiarazione di intenti questo “Il Debutto”. Un condensato di mezz’ora suddivisa in dieci pezzi, che per la maggior parte non superano i tre minuti. In un mondo indie dove le canzoni spesso si perdono troppo in variazioni, cambi, code strumentali, noise, questo sparo uscito dalla pistola dei Colore Perfetto è già un bel segnale. Pochi fronzoli. Come il gruppo, un trio base, chitarrabassobatteria. Non disdegna però inserimenti misurati di organi o fisarmoniche. E quando sull’onda del ritorno degli anni ’80, tutti infilano nei pezzi mille tastierini sintetici, sacrificando la profondità delle chitarre, anche questa formula essenziale balza all’occhio.

La musica dei Colore Perfetto non è nulla di nuovo, e su questo non ci sono dubbi. Ma hanno il merito di sintetizzare dieci, anche vent’anni di musica rock e cantautorale italiana (e non solo), smembrarla, togliere il superfluo insieme alle parti troppo rumorose e muscolari. Per poi rimetterla insieme, con semplicità, senza andare a cercare il passaggio a effetto, ma stando attenti ad essere sempre equilibrati.

Non assomigliano a nessuno, ma hanno dentro frammenti di molti, e questo è un grande merito.

Gli episodi che più ho apprezzato sono stati “Un Giorno Qualunque”, dove alla voce c’è un “agnellato” Moltheni, mentore e fan del gruppo, incorniciato da splendide chitarre. “Da Quella Sera” è l’unico momento nel quale si concedono qualche secondo in più per dare voce agli strumenti; che trovano spazio e se ne impadroniscono senza essere invasivi. Infine il pezzo che più in assoluto mi ha affascinato è stato “Come Se Non Bastasse”, dove un ritornello fantastico esplode, senza fare danni, in mezzo a delle strofe delicate.

Questo (Il) debutto, uscito sotto Tempesta Dischi, prodotto da Giacomo Fiorenza, in collaborazione con Moltheni è da ascoltare. Non voglio dare coordinate precise o fare paragoni perché sarebbe riduttivo. Se vi piace il rock anche quando è gentile è il vostro disco. Di fatto è un bel sasso lanciato in mezzo al lago dell’indie italiano. Speriamo non vada a fondo, e che le sue onde si propaghino a lungo.

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