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Interviste

Telemagenta, o 50 sfumature di violetto

di Stefania Clerici

Non solo un colore, Telemagenta è il nome del gruppo che vogliamo presentarvi oggi: dopo l’esordio di Bucaneve è uscito da poco il video di “Poi”  in cui Chiara, Lorenzo, Dario, Tommaso e Bongo parlano vintage attraverso ricordi, sogni, VHS, lettere d’adolescenza, fotografie stampate.

I Telemagenta, evocando la luce dei neon accesi tutta la notte, sono portatori così dei suoni groovy del funky, della disco, del pop e dell’indie. suoni che hanno una storia musicale non indifferente e che, riascoltati in questo nostro tempo, ci riportano indietro di qualche decade, facendoci sognare un po’ di essere in altri luoghi e in altre epoche, rispondendo ad un bisogno di evasione mai soddisfatto.

Ma da dove nasce questa ricerca? Lo abbiamo chiesto direttamente ai Telemagenta che, ci raccontano il loro progetto e ci raccontano i loro consigli di ascolto “preso bene”... ora più che mai necessario.

ROCKON: Come nasce il vostro progetto?
TELEMAGENTA: Il progetto nasce da un desiderio ben preciso: far ballare la gente. Un po’ questo sentimento comune, un po’ il destino e un po’ la turpe natura dei nostri animi ci hanno fatto incontrare e legare saldamente, e così ci siamo ritrovati a fare musica insieme, cercare etichette che ci pubblicassero, guardare Ciao Darwin, commentare video su PornHub e cose così. Mancando clamorosamente quello che era l’obbiettivo dall’inizio, e cioè salire sul palco e, appunto, far ballare la gente. Siamo usciti nel 2020, con “Bucaneve” a marzo e “Poi” a ottobre, due pezzi scientificamente piazzati nel mezzo delle due ondate di Covid con annesso lockdown e chiusura di ogni attività collegata alla musica e allo spettacolo. Questo non ci ha portato fortuna (o siamo noi a non aver portato fortuna al 2020, a seconda di come la si vuole vedere).

Quali sono i vostri modelli musicali?
Chi più chi meno, tutti noi abbiamo storie musicalmente imbarazzanti da raccontare che riguardano gli anni del liceo. Storie di heavy metal, volume altissimo, rap incazzosi e capigliature improbabili. I casi della vita ci hanno poi portato ad abbandonare le vecchie fedi; o meglio, a farci apprezzare anche le chitarrine sexy del funky, le melodie indimenticabili del pop, le parole dritte al cuore dell’indie e i ritmi elettronici della dance. E così proviamo ad attingere da queste fonti, alla ricerca di quella sensazione magica di quando ascolti una musica che parla di te e ti sa raccontare, che risuona con le tue corde e ti fa ballare.. Che poi ci riusciamo è un altro discorso, diciamo che ci si prova!

Ci segnalate 5 brani che a vostro avviso rispecchiano come voi lo stile Groovy a cui vi ispirate?
Volentieri, tra l’altro abbiamo un’intera playlist carica di mine super groovy e super ballabili, la trovate sul nostro profilo Spotify!

1 – Don’t start nowDua Lipa: sì, è scontato, ma questo pezzo è un capolavoro di essenzialità e groove che vorremo tanto aver scritto noi.

2 – TieduprightnowParcels: mentre tieni il tempo con la testa, con le braccia, con le gambe, ti accorgi all’improvviso che ti manca il sole e il profumo di quelle vacanze del ’72… Ma non eri ancora nato.

3 – GiubbottinoMargherita Vicario: ritmica esplosiva, una melodia azzeccatissima, si parla di porno: approvato.

4 – Good TimesChic: potresti passare i mesi a suonare quelle quattro note, ma quel tempo, quel feeling, quell’incastro perfetto avranno sempre qualcosa in più da insegnarti.

5 – Tristan ZarraCosmo: la cassa che riprende mentre sei ancora ipnotizzato dal parlato.. Cosmo gioca con le tue sensazioni come il gatto col topo.

Written By

Milanese, classe 1983, sono appassionata di musica, cinema e cultura pop. Adoro viaggiare, mangiare, dormire, viaggiare, ballare, sorridere e fare l'amore. Oltre a scrivere di musica su Rockon sono digital producer per il tuo canale tv preferito. Amo il rock in tutte le sue forme, i gatti, fotografare il cibo che mangio (e lo faccio da anni, non per moda social) e perdermi per le vie delle città che non conosco. Bulimica di serie tv, collezionatrice di vestiti, scarpe, borse e tutto ciò che può entrare in una grossa cabina armadio puoi chiedermi di tutto e ti darò la risposta che cerchi (altro che Google e il libro delle risposte!), basta non domandarmi: “qual è il tuo artista preferito?”.

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