Connect with us

Hi, what are you looking for?

Reportage Live

Reportage Live: IGGY & The STOOGES in concerto a Firenze


Articolo di Marco Dalla Stella | Foto di Alessio Bazzichi

Iggy & The Stooges @ Piazza della Repubblica, Firenze 29/09/2012
Cosa si può dire di un concerto di Iggy & The Stooges che non sia già stato detto? Da quarant’anni l’Iguana incarna il rock’n’roll nella sua accezione più selvaggia, vitale e ardente. Dal 2003 è tornato a girare il mondo con i suoi Stooges, mostrando alle nuove generazioni cosa significa essere la miglior live band in circolazione. Qualunque live report possiate leggere di quelli che sono ogni volta dei concerti-evento dirà più o meno le stesse cose: Iggy è un animale sguinzagliato sul palco, i suoi “tirapiedi” macinano rock con volumi e velocità impressionanti, il pubblico in completo delirio. Perché, dunque, la data che si è consumata giovedì 27 settembre a Firenze dovrebbe essere diversa? In primo lugo perché, come da loro stessi dichiarato, con tutta probabilità è stata l’ultima occasione per vedere Iggy e compagni all’opera nel nostro Paese. Inoltre si trattava di un concerto gratuito in una piazza storica di Firenze, uno di quegli eventi che fanno tornare alla memoria i Pink Floyd a Venezia nell’89. Purtroppo, le ragioni per cui il sottoscritto ricorderà questo concerto non hanno tanto a che vedere con quello che succedeva sul palco. Ma andiamo con ordine.

Mercoledì 27 settembre 2012 a Firenze c’è l’aria dei grandi eventi. Alle 15:00 sotto al palco ci sono già i primi “irriducibili”. Gruppi di ragazzi e ragazze che, fregandosene della pioggia, vogliono avere una postazione d’onore per godersi lo show di Iggy e dei suoi Stooges. Ci aggreghiamo e, chiacchierando con i presenti, scopriamo che alle 13:00 erano stati distribuiti dei braccialetti (una ventina) a pochi fortunati che si godranno il concerto da un’area appositamente delimitata sotto al palco (tra gli energumeni della security, per capirci). La cosa un po’ ci lascia contrariati, perché insomma, si era là apposta per salire sul palco con Shake Appeal. Pazienza.
Lentamente quanto inesorabilmente la non grandissima Piazza della Repubblica va riempiendosi. Quando Dj Ringo sale sul palco lo spazio vitale è già ridotto al minimo e il pubblico è già in trepida attesa, tanto che voleranno un bel po’ di insulti al dj di Virgin Radio.
E’ però quando salgono sul palco i Desma, band bresciana vincitrice del contest indetto dall’Hard Rock Cafè, che la folla inizia a spazientirsi. Dopo tante ore di attesa sotto la pioggia e una lunga quanto triste parte introduttiva ad opera di Ringo i Desma si presentano con il piglio di chi nel proprio vocabolario non sa cosa sia l’umiltà. Perché se la tua musica è un malriuscito connubio del peggior rock italiano (robe che i Modà sono i nuovi Iron Maiden) e un cantato simil-Piero Pelù artificioso quanto ridicolo e devi suonare di fronte a migliaia di persone scalpitanti per gli Stooges, un po’ di umiltà è d’obbligo. Il cantante è invece un individuo totalmente costruito, che infarcisce i suoi brani di mossette e gestualità che potresti aspettarti da un Justin Bieber qualunque. I fischi e gli insulti, da parte di un pubblico a questo punto decisamente molesto, si sprecano.

Basta poco invece ai Cyborgs per fare meglio dei bresciani. Due persone con maschera da saldatori, un rock’n’roll lo-fi già sentito ma incalzante e la folla inizia a muoversi. Questo, per quanto riguarda me, la mia minuta ragazza e molte delle persone attorno a noi è l’inizio di un dramma.
Piazza della Repubblica è stipata oltre ogni logica e basta l’attacco di Boogie a rendere le prime 10-15 file il luogo più angusto e inospitale del Pianeta. Nel giro di pochi minuti, quelli sotto l’1.75 di altezza si trovano col fiato corto, in balia delle mareggiate della folla che, comprimendosi e dilatandosi, rende difficilissimo controllare i propri movimenti. Un ragazzo vicino a me sbrocca male e comincia a dare pugni a tutti, in cerca di una boccata di aria non viziata. La mia ragazza comincia a sentirsi male e quando le dico “Ora usciamo” mi accorgo che uscire da quella bolgia è già impossibile. Mi accorgo quindi di non poter fare assolutamente niente, immobilizzato da 10.000 persone che spingono e si appoggiano le une sulle altre. Riesco allora a lanciarla, materialmente, tra le braccia di un buttafuori delle prime file ma basta guardare le facce intorno per capire che la festa, per molti, è già finita.
Praticamente tutto il concerto dei Cyborgs è un’estenuante tentativo di uscire da quella trappola per topi che era Piazza della Repubblica. Dopo 5 ore di attesa sotto al palco, rimanerci sarebbe significato probabilmente rischiare le costole o qualcosa di più.
Troviamo una piccola area libera alla destra del palco, di fronte al ristorante Giubbe Rosse. Mentre ascoltiamo la fine del concerto dei Cyborgs parliamo con le persone e ci arrivano notizie dei primi malori e delle prime risse. Ad un certo punto poi la folla si dilata nuovamente, spingendoci praticamente dentro al ristorante dove, in una situazione kafkiana, signorotti ben vestiti consumano indisturbati la loro cena a base di carne rossa e abbondante vino. La sicurezza del ristorante a malapena riesce ad evitare di venire travolti dalle persone che cercano una via di fuga mentre le transenne che ne delimitano il perimetro vengono staccate dalla forza dell’impatto.

E’ a questo punto che decido di allontanarmi definitivamente dall’area calda del concerto, facendo un giro per le vie circostanti e per finire col guardare da lontanissimo la bionda chioma di Iggy saltare senza sosta per il palco.
Quando Iggy & The Stooges aprono con l’uno-due da paura di Raw Power e Search & Destroy ha inizio il one man show del signor Osterberg. Su di giri come non mai, sembra posseduto dall’adrenalina sprigionata da quella situazione di pericolo. Su Shake Appeal la (programmata) invasione di palco vede la partecipazione anche di una ragazza in topless, mentre non ho ancora chiaro la quantità di volte in cui il buon Iggy si è lanciato tra il pubblico o si è denudato quasi integralmente. Le novità nella scaletta rispetto a quella “solita” sono il suo pezzo solista più conosciuto (aka sputtanato) The Passenger e una You’re Pretty Face Is Going To Hell posta a sorpresa dopo del brano che solitamente chiude i suoi concerti, la cover di Louie Louie. Il resto è la consueta dose di istrionismo, eccezionale condizione atletica e totale coinvolgimento col pubblico. Una nota però va anche alla sua band, impareggiabile nel riprodurre un sound immortale e irriproducibile (basta ascoltare i concerti da solista di Iggy per notare la differenza tra suonare gli Stooges ed essere gli Stooges).

Alla fine del concerto fortunatamente non si concretizza quello che in molti avevano temuto. Molte persone (tra cui noi) sono riuscite ad abbandonare l’area sotto al palco così da liberare uno spazio minimo adatto alla sopravvivenza dei più stoici. Qualcuno è svenuto, qualcun’altro è stato calpestato e altri hanno avuto sintomi da schiacciamento tali da richiedere cure mediche, ma considerando quello che si è rischiato il bollettino finale è tutto sommato contenuto. Il ricordo di Duisburg è ancora vivido nelle menti dei più e per dei lunghi, infiniti minuti mi sono trovato a viverne l’incubo.
Hard Rock Cafè, Virgin Radio e il Comune di Firenze devono mettersi una mano sulla coscienza per aver esposto così tante persone ad un rischio simile, perché non è stata presa alcuna precauzione per garantire un sereno svolgimento della serata. In una Piazza più grande (o in un luogo più adatto) e magari con un paio di zone-cuscinetto poste strategicamente ci si sarebbe tutti divertiti e ora staremmo a tessere le lodi di uno dei più fenomenali concerti gratuiti a cui si sia mai assistito.
Più che le acrobazie di Iggy, ciò che mi porterò nella memoria di questo concerto saranno gli occhi spaventati delle persone a me vicine. “Voglio uscire, fatemi uscire, vi prego non respiro” sono i versi di una canzone che avrei voluto non cantare. No Fun.

Avatar
Written By

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Scopri anche...

Arte

Inaugurata lo scorso marzo e subito chiusa per l’emergenza coronavirus, riapre giovedì 2 luglio la mostra fotografica “Peterson – Lavine. Come as you are:...

Dischi

Un cofanetto di 7 CD, “The Bowie Years”, che esplora gli album dell’era berlinese di Iggy Pop, è in uscita il prossimo 29 maggio...

Festival

È naturale che vent’anni di musica stiano così bene in un unico cartellone. E non solo. Oggi il Primavera Sound Barcellona 2020 presenta il...

Recensioni

Loma Vista / Caroline A settantadue anni e con un carriera di oltre cinquant’anni Iggy Pop può, e giustamente si arroga il diritto di,...