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Reportage Live

PINGUINI TATTICI NUCLEARI a San Siro: il sogno si è avverato ed è pure sold out

Prima volta nella Scala del calcio per la band bergamasca, dopo la data zero del loro tour Stadi 2023. Davanti a loro altre nove date, quattro delle quali hanno già registrato il tutto esaurito, come le prime due.

Articolo di Silvia Cravotta | Foto di Andrea Ripamonti

C’è una cosa che si sente spesso ripetere quando si parla dei Pinguini Tattici NucleariDal vivo spaccano. La curiosità del cronista impone di verificare questa voce popolare: di questi tempi, per farlo, c’è solo una strada ed è quella che si dirige verso San Siro, dove ieri il sestetto ha dato il via al suo tour Stadi 2023, inaugurato dalla data zero di Venezia che il 7 luglio ha ospitato 60 mila persone. Undici date, da Nord a Sud, che si chiuderanno alla RCF Arena di Reggio Emilia, il 9 settembre prossimo.

Una prima volta molto attesa, quella di San Siro, “un sogno che si avvera” lo avevano definito gli stessi componenti della band, con il frontman Riccardo Zanotti in prima fila grazie alla sua nota passione nerazzurra. Per annunciarlo, nell’ottobre scorso, avevano diffuso sui social un’immagine che li ritraeva in posa da squadra nello stadio milanese, alle loro spalle quelli che sembravano giocatori, con lettere sulla maglia a formare la scritta “San Siro 11/07/2023”.

Per garantire una cronaca il più onesta possibile di questa prima data milanese, è però necessario uscire fuori dall’hype che questo tour ha spontaneamente generato nei musicisti, tra il pubblico e nei media, dopo i sold out delle prime due date del tour, Milano e Roma, andate esaurite in neppure mezza giornata a novembre. Una notizia inattesa, arrivata a breve distanza dall’uscita di Fake News, pluripremiato quinto album in studio e grande protagonista di questa loro corsa estiva per l’Italia. 

Ne hanno fatto di strada questi ragazzi della Val Seriana, passati dai dischi autoprodotti a quelli di platino e dal circolo sotto casa agli stadi delle principali città italiane. A guidare la squadra, Zanotti, paroliere eccezionale, fondatore e voce del gruppo, frontman a 360 gradi. Con lui gli inseparabili Elio Biffi alle tastiere, Nicola Buttafuoco e Lorenzo Pasini alle chitarre, Simone Pagani al basso e Matteo Locati alla batteria.


Inseparabili nel senso letterale del termine perché a salire sul palco milanese non è stato solo un cantante con i suoi musicisti, ma un corpo unico saldamente costruito da una carriera messa su un pezzo per volta, mattone su mattone, come avrebbe fatto il padre muratore di Zanotti. In due ore e passa di concerto, tutti i membri della band hanno cantato, ballato e interagito con i 60 mila che hanno riempito il prato e gli spalti del Meazza. E che si sono trovati davanti una vera e propria squadra musicale, capace di comunicare all’unisono senza neanche la più piccola sbavatura.

Ma andiamo con ordine, e nel modo più onesto possibile, cercando di mantenere un distacco oggettivo dalle emozioni che ieri si respiravano con forza allo stadio. Del caldo soffocante non è neanche il caso di parlare. Eppure, tra il pubblico si vedevano solo volti freschi, forse grazie alla loro giovane età o forse perché talmente felici di essere là da dimenticarsi di sudare. Hanno atteso in un quasi religioso silenzio l’inizio ma non hanno dovuto aspettare molto visto che, dopo il canonico quarto d’ora accademico, sono partire le grafiche con scherzose fake news sull’annullamento del concerto e sul gruppo (d’altronde il titolo dell’album deriva dalla notizia, che circolava poco prima della sua uscita, di un loro presunto scioglimento).

L’ingresso sul palco è da vere star, da chi palesemente accarezzava da tempo l’idea di questo momento e se lo vuole godere tutto. Outfit d’ordinanza della band a tema Fake News, con giacche e camicie con una stampa a giornale, la scritta Fake News e delle strisce rosse spalmate sopra, forse per rappresentare i danni che un certo di comunicazione può fare. Sul cappello di Zanotti il tao pinguinesco, che fa da logo alla band.

L’intro corale e il ritmo cadenzato, tra pop e urban, di Zen danno il via al concerto, insieme ai visual, gli scenari e le luci creati da Ombra Design che ci accompagneranno per tutto lo show. Le fiammate e i fuochi d’artificio che partono dal palco in contemporanea con il ritornello sono occasioni di piccole urla di piacere che si diffondono per tutto San Siro. Tutto lo stadio salta, e anche la tribuna stampa trema, quando parte Giovani Wannabe, hit danzereccia dal gusto molto estivo, e oggettivamente è difficile stare fermi, anche se sei seduta con un computer acceso davanti che ti blocca i movimenti.

Inizia subito dopo il lungo dialogo che Zanotti e compagni porteranno avanti il loro pubblico per tutta la serata: il frontman racconta le sue emozioni, ringrazia e confessa che “San Siro ha un posto speciale nel mio cuore”. Dopo un momento così intimo non poteva che partire Tetris, con le sue riflessioni sulle difficoltà di trovare equilibrio e giusti incastri così come nello storico videogame. Tutti cantano e la tastiera di Elio Biffi si accompagna a loro. Hold on è il momento del tatuaggio live: Zanotti scende dal palco e dalle transenne tira fuori Francesca, una ragazza minuta che si porterà a casa un ricordo indelebile realizzato nel tempo della canzone. Tutto intorno brillano le torce dei cellulari.


Parte La storia infinita, con il suo giro di accordi che rimanda alla Sirenetta Disney, una delle canzoni che meglio rappresentano il ricchissimo background che arricchisce la produzione dei Pinguini: i loro brani sono contenitori che ospitano citazioni di ogni genere, musicali, letterarie, cinematografiche, fino alle moderne serie tv. E infatti qui, tra i mille riferimenti, spicca Stranger Things, omaggiatissima anche nel video della canzone che riprende l’indimenticabile versione di Neverending Story di Dustin e Suzie. E chi dice di non ricordarsela mente, o non ha mai visto Stranger Things (e ci spiace per loro). Premio frase più significativa: “E siamo felici come Pasque, sì ma Pasqua del 2020”.

D’altronde la canzone era uscita alla fine di agosto di quell’anno terribile. E uno dei protagonisti, suo malgrado, del periodo della pandemia è stata proprio Bergamo, che dà il nome alla ballata intensa e raffinata dove la città lombarda diventa invece termine di paragone della bellezza della donna amata. Ci può essere una dichiarazione d’amore più intensa di “sei bella come casa mia”? Amore per la propria donna e per la propria città, raccontata da chi l’ha vissuta e ne conosce ogni angolo.

Sulla scia struggente di Bergamo si aggancia Hikikomori, con il suo intro di piano che ricorda tanto i Queen, e che ci rimanda inevitabilmente con la testa ai tempi del lockdown, quando tutti – pur non essendolo – ci amavamo a distanza e ci cercavamo “di notte tra le crepe della stanza”. Da segnalare lo splendido assolo di chitarra di Pasini.

Coca Zero ribalta il momento slow e con il suo andamento allegro e sincopato tocca temi di tutto rispetto quali i cambiamenti che affronta la nostra società, in particolare quelli legati alla sessualità di genere. È vero che sempre più persone preferiscono la Coca Zero a quella classica e la signora a cui si rivolge la canzone prima o poi dovrà farsene una ragione. 

Dopo Nonono, l’atmosfera cambia perché arriva Ricordi, con i suoi riecheggiamenti Coldplay e il tono sereno nonostante parli di Alzheimer, senza mai nominarlo: una storia d’amore che si rinnova ogni giorno nella speranza che le cose possano andare meglio.


Lake Washington Boulevard la cantano tutti a gran voce già prima che inizi a farlo il suo titolare. E se qualcuno ha ancora dubbi sul fatto che sia una canzone dedicata alla morte di Kurt Cobain (il titolo è il nome della via dove è stato trovato morto quasi trent’anni fa ormai) e sulle ombre che aleggiano sul suo suicidio, ci pensano i visual a rinfrescare la memoria con titoli di giornali, sagome di omicidi, sangue che cola e i dubbi sul suo messaggio d’addio. Finale d’avanspettacolo con un colpo di pistola e Zanotti che cade stecchito sul palco.

L’atmosfera cambia radicalmente. Al centro del palchetto che si estende tra il pubblico (collegato al palco da una passerella) viene sistemato un tavolo, con tanto di tovaglia a quadri, bottiglie d’acqua e di vino. I sei si sistemano tutti intorno, armati solo dei loro strumenti o della loro voce. Il momento acustico – con Scatole, Giulia e Cena di classe – è quello che maggiormente esalta il loro ruolo di moderni cantastorie (come erano in fondo gli 883 negli anni Novanta), che narrano con ironia e stile minimal i momenti della quotidianità, facendoli diventare universali. Il tutto con un tocco indie, che non guasta mai.

Irene la cantano tutti, d’altronde è una delle canzoni che li ha fatti conoscere e sicuramente una delle più belle. Dentista Croazia è una ballatona autobiografica sulle loro origini, con un titolo – come raccontano loro stessi – ispirato alla scritta sul furgone che utilizzavano nei weekend per i concerti, mentre in settimana trasportava anziani che facevano cure dentistiche nel Paese esteuropeo. Una ulteriore conferma del fatto che le carriere si costruiscono partendo dal basso.

Antartide ha ovviamente un sottofondo visual di pinguini mentre Freddie viene affidata a Elio Biffi, che apre la camicia sul petto e prende il microfono in mano per precisare che loro fanno canzoni e non politica, intro necessaria per un brano dedicato alla libertà di amare chi si vuole. Il momento Dj Set invece è quello del deejay Buttafuoco, che sale in consolle per un danzerino e colorato medley di Scooby Doo, Verdura e Fede, con la sua rincorsa tra giochi di parole e musica su un tema delicato come quello, appunto, della fede.


Per Ridere entra in scena Giorgina, che canta e balla con il frontman utilizzando la lingua dei segni. I due si divertono tantissimo e non fanno niente per nasconderlo. E il momento leggero continua con Rubami la notte, l’ultimo singolo uscito nel maggio scorso. Pop romantico e coinvolgente, è la perfetta hit estiva e c’è da scommettere che la sentiremo ancora tanto nei prossimi mesi.

È il momento degli encore: Zanotti ci scherza su dicendo che faranno solo finta di uscire ma chiedendo al pubblico di attenderli cantando, perché è più facile rientrare così che con lo stadio in silenzio. E sul prato e sugli spalti la gente comincia a cantare: il suono è confuso, ovviamente non ci si è accordati su cosa cantare. Ma cantano tutti lo stesso ed è comunque bello, anche senza capirci niente.

Così i Pinguini Tattici Nucleari rientrano sul palco. Tocca a Ringo Starr, canzone che gli è valsa un terzo posto a Sanremo 2020 grazie al suo sound orecchiabile che unisce pop, rock e funk per dare spazio a quelli che stanno dietro, mica siamo tutti John e Paul. Chiudono Scrivile scemo, introdotto da una tastiera alla Coldplay (che proprio su quello stesso palco sono passati da poco) e Pastello bianco, una delle loro hit più note, sul cui finale Zanotti confessa che gli viene da piangere.

Le luci si accendono, i musicisti sono ancora sul palco, il pubblico al suo posto. Inevitabile iniziare a cantare una versione a cappella di Fuori dall’hype, tutti insieme. “E allora trovami un bel prato per morire degnamente”. Difficile immaginare un modo migliore di salutarsi dopo due ore di spettacolo, ottimi arrangiamenti e sing along da decine di migliaia di voci. Decisamente, non sono solo canzonette.

Mercoledì 12 si replica a San Siro, sempre sold out.

Clicca qui per vedere le foto del concerto dei Pinguini Tattici Nucleari a San Siro (o scorri la gallery qui sotto)

Pinguini Tattici Nucleari

PINGUINI TATTICI NUCLEARI: la scaletta del concerto di Milano

Zen
Giovani Wannabe
Tetris
Hold On
La storia infinita
Bergamo
Hikikomori
Coca Zero
Nonono
Ricordi
Lake Washington Boulevard

Set acustico:
Scatole
Giulia
Cena di classe

Irene
Dentista Croazia
Antartide
Freddie

Medley-Dj set: Non sono Cool/Scooby Doo/L’Ultima Volta/Verdura/Melting Pop/Fede

Ridere
Rubami la notte

Encore:
Ringo Starr
Scrivile scemo
Pastello bianco

PINGUINI TATTICI NUCLEARI: le prossime date del tour

Biglietti in vendita a questo link > https://bit.ly/ptnsansiro
Oppure qua > https://ticketmasteritalia.46uy.net/ptn2023

15.07.2023 – FIRENZE STADIO ARTEMIO FRANCHI SOLD OUT
19.07.2023 – TORINO STADIO OLIMPICO SOLD OUT
23.07.2023 – ROMA STADIO OLIMPICO – SOLD OUT
24.07.2023 – ROMA STADIO OLIMPICO
27.07.2023 – BARI STADIO SAN NICOLA
30.07.2023 – MESSINA STADIO SAN FILIPPO
13.08.2023 – OLBIA RED VALLEY FESTIVAL 
09.09.2023 – REGGIO EMILIA RCF ARENA

Biglietti in vendita a questo link > https://bit.ly/ptnsansiro
Oppure qua > https://ticketmasteritalia.46uy.net/ptn2023

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