Foto di Pier Paolo Campo
L’aria nello studio di Nashville è densa del profumo di legno antico e amplificatori a valvole. Tra chitarre, cavi e tazze di caffè mezze vuote, Miles Kane siede con un taccuino in mano — una scena familiare, ma questa volta tutto è diverso.
Per il suo sesto album solista, “Sunlight In The Shadows”, il musicista britannico — noto come metà dei Last Shadow Puppets e già frontman dei Rascals — ha intrapreso un nuovo viaggio: nel cuore del Sud degli Stati Uniti, sotto la guida creativa di Dan Auerbach, la mente dietro i Black Keys. Il risultato suona come se Kane avesse catturato il sole sopra la Route 66 e lo avesse riversato in dodici canzoni.
«Tutte le strade, in oltre vent’anni, mi hanno portato qui», dice Kane dell’album, pubblicato il 17 ottobre da Easy Eye Sound. E in effetti, “Sunlight In The Shadows” sembra rappresentare l’essenza di una vita musicale: soul britannico che incontra riff psichedelici, glam che si fonde con blues, Beatles che si intrecciano con Motown.
Lo stile inconfondibile di Auerbach — caldo, ruvido, rétro — si integra perfettamente con la capacità di Kane di creare melodie accattivanti e con la sua figura da crooner un po’ sopra le righe. “Love Is Cruel”, il brano d’apertura, sembra un gioiello dimenticato degli anni Settanta, mentre la cover dei Flamin’ Groovies, “Slow Death”, celebra il rock’n’roll con brillante naturalezza.
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MILES KANE: la scaletta del concerto di Berlino
- Rearrange
- Electric Flower
- Troubled Son
- Cry on My Guitar
- Without You
- Love Is Cruel
- Inhaler
- Sunlight in the Shadows
- Blue Skies
- Colour of the Trap (con ‘Happy Birthday’ intro per il batterista Jennifer Walinetski)
- My Love
- Heal
- Walk on the Ocean
- Coup de grace
- Never Taking Me Alive
- Don’t Forget Who You Are
- Come Closer































