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Manu Chao, alla continua scoperta del mondo

Quanti di voi hanno compreso il loro posto nel mondo durante un viaggio?
Quanti di noi sono rimasti così tanto ispirati da un luogo al punto di trovare la giusta strada da seguire?

Molti o pochi che siano, coloro che nel viaggiare hanno trovato le risposte sono una grande fonte di ispirazione e questo potrebbe essere uno dei motivi che ha spinto Peter Culshaw a pubblicare il suo primo libro “Clandestino – Alla ricerca di Manu Chao”. Il giornalista ha viaggiato con l’artista in giro per il mondo per cinque anni e grazie a questa esperienza ha potuto creare quella che è la prima biografia autorizzata di Manu Chao, pubblicata in Italia a Ottobre 2021 da Castello Editore nella collana Chinaski.

Oggi è 30 Novembre e per i conoscitori di Manu Chao è una data importante perchè 33 anni fa veniva pubblicato “Patchanka”, il primo album della Mano Negra, gruppo del quale Manu era il leader. Quello di oggi però non è il semplice compleanno di un disco perchè è anche l’anniversario della nascita del genere musicale “La Patchanka”. Dalla fusione di più mondi è infatti nato con la Mano Negra un nuovo universo , un incontro caotico ma perfetto tra Punk, Reggae, Rock, Flamenco e via dicendo. Una confusione senza schemi, specchio della libertà di Manu Chao e dei suoi compagni, che non si risparmiano in niente in questo album, basti pensare che la band francese si esprimerà in più lingue nelle loro canzoni. Uno degli aspetti che più emoziona del libro “Clandestino – Alla ricerca di Manu Chao” è che l’autore sia riuscito a trasmettere quanto ad un certo punto il cantante capisca da che parte stare, avviene un vero e proprio scatto quando Manu Chao si trova in Ecuador e Perù, un’ esperienza che tracciò e cambiò per sempre la rotta dell’artista. La reazione che il pubblico del Sud America ha avuto nei confronti del brano “Mala Vida” è stato determinante per le scelte future della band e ancora oggi è uno di quei brani che colpisce di più, ovunque possiate avere la fortuna di sentire Manu Chao dal vivo.Un uomo cresciuto in una casa frequentata da artisti, un rapporto molto buono con i suoi genitori e un grande amore per il Rock, un uomo estremamente libero che trova un pò di stabilità con la Mano Negra, un amore per la musica puro e molto lontano dalle dinamiche dello star system: con attenzione viscerale è questo il Manu Chao che Peter Culshaw racconta nel suo libro. Il mix di sensibilità , tenacia e curiosità di cui è fatto lo spirito di Manu porta il lettore in mondi per niente comuni. Perchè diciamolo, chi deciderebbe mai di fare un tour nei quartieri a luci rosse di Parigi? E questo è solo un esempio del percorso di Manu Chao, tanto inafferrabile quanto generoso ma sopratutto, ricordiamolo, libero.

Attenzione però a non confondere la libertà di Manu con “superficialità”. Come si evince da questa biografia, la sensibilità di questo artista è estrema e non mancheranno dei momenti di sconforto profondo, come quando la Mano Negra si sciolse e Manu Chao si ritrovò in un vortice di depressione che lo portò ogni giorno a pensare alla morte. La salvezza dell’artista arriverà grazie all’incessante voglia di viaggiare e agli incontri di varia natura che farà. Nascerà così “Clandestino”, un album che conferma la sua predisposizione a stare dalla parte di chi subisce ingiustizie, un disco solista che descrive anche il suo animo ricco di ferite.
Leggendo “Clandestino – Alla ricerca di Manu Chao” si capirà che ci sono degli aspetti fondamentali e ricorrenti nel modo che ha Manu di affrontare la vita: improvvisazione, autenticità, coerenza, coraggio e determinazione. La lista è lunga, gli impegni musicali e sociali presi da questo artista sono un immensità e per la maggior parte sono inconsueti, registrare un album in una clinica psichiatrica è per caso un’attività a cui siamo abituati?

Peter Culshaw, definito da Malcolm McLaren “l’Indiana Jones” della world music, riesce con il suo libro a trasportarci in luoghi dove solitamente non andremmo e soprattutto ci dà la possibilità di imparare quanto più possibile da un artista che non ha le aspirazioni delle star comuni. Chiunque abbia conosciuto Manu Chao porta dentro se molti aneddoti, esperienze ed emozioni ed è proprio con un’emozione legata a Manu che Federico Traversa, direttore della collana Chinaski, chiude la versione italiana di questo interessante e toccante libro. Manu Chao non è un artista così facile da afferrare ed è per questo che le pagine di “Clandestino” sono un regalo prezioso.

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