Louis Tomlinson, 34 anni di vita e 15 di carriera musicale, torna per la terza volta da solista sulla scena musicale internazionale con How Did I Get Here? un album che è un inno all’autenticità e alla leggerezza, in uscita il 23 gennaio in tutto il mondo. Ascoltarlo in anteprima ha trasferito un po’ di quelle good vibes da Santa Teresa, cittadina colorata del Costa Rica dove il tempo è a colori e il disco è stato ultimato, a un fine settimana dal cielo bianco con pochi gradi e molte nuvole.
Partiamo dal titolo: How did I get here? Non è una domanda ma uno statement, una vera e propria affermazione dal sapore attonito scandita attraverso le 12 tracce dell’album. È la parafrasi di un classico ordinario e nostrano “mistero della fede” che ci avvolge quando non riusciamo a capire come tormenti, tempeste e sorprese abbiano trovato una quadra nelle nostre vite viste in rewind. Louis, partito da una cittadina inglese un po’ sfigata, arriva in vetta al mondo con una delle boy band più acclamate degli Anni 2000, i One Direction, diventando un idolo in tutto il mondo. Si prende una pausa dalla band per affrontare esperienze personali e seguire progetti individuali che lo portano a una evoluzione professionale sempre più consapevole e centrata senza rinunciare alla sperimentazione e all’introspezione. Questo disco restituisce tanta leggerezza interpretata come una sorta di stato di grazia che il cantante ha finalmente raggiunto. “Mi sto permettendo di essere l’artista che ho sempre sognato di essere” (cit.), dice in alcune interviste.

Se nell’album di debutto, Walls (2020), esplora un sound pop-rock arricchito da melodie graffianti, e in Faith In The Future (2022), secondo album, introduce influenze indie e alternative, in How did I get here? le radici pop-rock con accenti indie, incontrano sonorità più sperimentali proponendo per lo più brani uptempo vivaci e incalzanti.
L’ispirazione a icone del britpop come Robbie Williams si contamina con il dance-pop o synth-pop alla Dua Lipa o Myley Cyrus come in Imposter (eh già, anche Louis non ne esce dalla sindrome dell’impostore tanto da farci un brano apposta). L’ indie-pop risuona in On Fire, brano che richiama alla mente i primi The Kooks. Un mix di ballate introspettive emozionanti, come Dark to Light (titolo abbastanza parlante), e brani più energici e coinvolgenti, come Jump The Gun, Sanity o Last Night, mette in risalto la sua estensione vocale, le sue capacità di scrittura e la propensione a lasciarsi andare.
Lemonade, primo singolo già uscito dal friccico un po’ funk, e Sunflowers (“la canzone che non avrei mai immaginato di scrivere”), entrambi molto allegri e melodici, sono il fulcro rappresentativo dell’album. In effetti, uno spirito gioioso, leggero, “a colori” abita tutto questo progetto musicale orecchiabile e familiare. Palaces, sua preferita, è una classica pop song schitarrata dal sapore escatologico in cui dice “There’s beauty in the scars tonight”. Gioca evidentemente sull’assonanza tra “stars” e “scars” poichè tutto quello che viviamo ci resta addosso come cicatrici e in fondo sono proprio quei segni sottopelle a farci da stelle. E’ un brano di in connessione passato e futuro.
Con Lucid, la ballata che chiude l’album e che contiene la frase che gli dà il titolo, termina l’ascolto di un progetto discografico che arriva proprio come fatto “a cuor leggero”, non con superficialità ma con la leggerezza dell’autenticità e della connessione. Un album illuminato e più “solare”, come lui stesso lo descrive, spartiacque immaginario tra un “prima”, fatto di tentativi e coraggio, in missione esplorativa dentro sé stesso, e un “ora”, fatto di dedizione e chiarezza, in cui non conta impressionare ma solo condividere.
Il 23 gennaio esce l’album. La fan base di lunga data è in trepidazione ma How Did I Get Here? non farà fatica ad intercettare un pubblico ancora più ampio che magari seguirà Louis Tomlinson anche in tour. L’ex 1D partirà a marzo 2026 dal Nord America per arrivare in Europa e fare ben due tappe in Italia: 9 aprile Bologna, 10 aprile Milano. Biglietti > https://tidd.ly/3Nw03oG
Noi ve l’abbiamo detto.































