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Reportage Live

Pinkpop Festival 2018: foto e reportage del Day 2 (Noel Gallagher, Foo Fighters, A Perfect Circle)

Pinkpop Festival – giorno 2: Foo Fighters, Noel Gallagher’s High Flying Birds, The Scripts e Parov Stelar

Articolo di Stefania Clerici – foto di Roberto Finizio

Il sole continua a splendere nel day 2 di Festival a Megaland, anche oggi grandi nomi sui palchi del Pinkpop: aperture alle 14.30 con il soul di JP Cooper, giovane artista rasta di Manchester che già aveva suonato l’anno scorso e che torna ad aprire l’IBA stage nella giornata di oggi. Un album all’attivo, Raised Under Grey Skies, singoli alle vetta delle pop hit europee – September Song e She is on my mind– un suono caldo che strizza l’occhio alla prima birretta del giorno. Un concerto sull’erba tutto da ascoltare per aprire la giornata.

Si continua il pomeriggio sotto al tendone dello Stage 4 per i Gang Of Youths, giovane band australiana ora in tour in Europa e poi in USA dal sound sognante e corposo. Il frontman ha l’aspetto di un Khal Drogo per capelli e un Jon Snow per il viso, nonostante per accento appaia del New Jersey è invece australianissimo. Devotissimi al grande Bruce, la band regala un set colorato, in cui emerge una ballabilità dei primi Franz Ferdinand e una buona sintonia degli elementi.

È ora di danzare e alle 16.30 il secondo stage si apre per ospitare Parov Stelar. Vi dice qualcosa elettroswing? Se no, vi dirà sicuramente il suo Booty Swing, colonna sonora del nostro festival italiano della canzone, nonchè fortunato jingle di una nota compagnia telefonica. Il dj produttore austriaco ha lavorato con artisti di fama mondiale come Lana Del Rey, Lady Gaga e Bryan Ferry, ora è in tour europeo nei maggiori festival estivi.

La giornata continua per noi con due chicche che gli appassionati di rock non potranno che apprezzare: A perfect circle e i Nothing But Thieves. Sui primi, sebbene fosse ancora incerta l’esistenza della band (non suonavano insieme da 14 anni!) trovarli in lineup non può che renderci felici. Maynard James Keenan, già presente due anni fa al Pinkpop con i Puscifer, torna sul palco con i suoi compagni, portando un sound più elettronico rispetto al precedente lavoro. Sul palco di Landgraf è stato uno strepitoso successo che potrete vedere in Italia il 1 luglio a Villafranca di Verona, mentre a dicembre a Milano e Roma: qui tutte le info e biglietti > http://bit.ly/apcircle

Poco dopo sul Mainstage ecco che tornano dopo due anni i Nothing But Thieves. Seguitissimi dal pubblico olandese e già visti in Italia in Festival come supporters e in piccoli club, arrivano il 14 luglio a Padova, mentre in autunno approderanno a Milano per un grande salto di stage, esibendosi al Fabrique.


Sul tramonto che scende nel parco di Megaland, si accende la musica dei The Script. Amatissimi dal nostro pubblico e ospitati in Italia qualche giorno fa in concerto a Padova e  Milano (clicca qui per vedere le nostre foto), con 5 album all’attivo, 29 milioni di copie vendute, il gruppo irlandese arriva anche al Pinkpop per un live coloratissimo e tutto da ascoltare.

Tra le prime file sventolano bandiere a strisce arancioni, bianche e verdi, l’attenzione per la band è altissima e meritata. Si parte con Superheroes e poi Rock the World, purtroppo subito inizia a piovere. È però una nuvola passeggera, proprio su Rain esce di nuovo il sole! La loro setlist spazia tra i successi di No Sound Without Silence (2014), e l’ultimo album uscito, Freedom Child di cui ascoltiamo anche No Man Is an Island.


La serata continua sulla scia del rock oltremanica, con Noel Gallagher’s High Flying Birds, che per la prima volta arriva da solista al Pinkpop. Qui l’anno scorso aveva suonato il fratello, mentre insieme come Oasis bisogna tornare al lontano 2000. Per i fan del brit rock però nessuna delusione, gli High flying birds vantano in gruppo l’ex chitarrista degli Oasis Gem Archer che il batterista Chris Sharrock: le premesse per un revival-live ci sono tutte e infatti, come anche è successo lo scorso aprile al Fabrique, l’inizio tutto dedicato al nuovo corso da solista, ma dopo Dream On prende il via un’infilata di pezzi dei tempi d’oro in cui finalmente il freddo pubblico olandese si scalda, e sembra di tornare indietro di 20 anni. Wonderwall e Don’t Look Back in Anger sono riarrangiate e arrivano dritto al cuore, i cori della folla si mischiano alla voce di Noel e per l’ultimo ritornello di Sally l’artista lascia cantare noi sotto palco. La chiusa con la cover dei Beatles All You Need Is Love lascia tutti felicissimi, siete pronti per goderveli agli I-Days il 23 giugno?


Noi intanto siamo tutti pronti a dirigerci verso il palco principale per gli attesissimi Foo Fighters. Era il 2015 quando la band era attesa sul palco del Pinkpop per chiudere la domenica di Festival. Due giorni prima dell’evento quel pazzo di Dave Grohl è però caduto dal palco in Svezia, rompendosi una gamba. Tour annullato, compresa la data prevista qui, milioni di fans in presa male, un nuovo tour con un trono di chitarre per lo stampellato King of the Breaking legs, e il resto è storia.

Finalmente 3 anni dopo quella sfortuna, i Foo Fighters tornano anche in Olanda: qui l’attesa era altissima. Se noi abbiamo avuto la fortuna di averli già visti questa settimana al Firenze Rocks questi pazzi di rockers, in un tour-trottola che li catapulta sui maggiori palchi d’Europa in poco meno di un mese, arrivano sul prato di Megaland carichi come molle, pronti per regalare quasi 3 ore di puro rock.

Alle 21.30 in punto Dave corre sul palco e tutta la band lo segue nelle postazioni: si inizia con Run ed è subito un’esplosione di suoni. Dalle prime alle ultime file il pubblico canta a gran voce: su The Pretender si arriva subito all’apice e in bridge ci si accompagna sui suoni di The Sky Is a Neighborhood.
La band è in gran forma, ma davvero questi hanno suonato ieri in Scozia e oggi sono già qua? Me lo chiedo dubbiosa, intanto che arriva Rope, che lascia sulla coda gran spazio al virtuosissimo Taylor Hawkins e al suo spintissimo drum.

Dopo Sunday Rain eseguita in gruppo, ecco in assolo Dave su My Hero, epica e magnetica. L’infilata azzeccatissima con tutta la band di These Days e Walk raccoglie grida e consensi tra la folla: tutti ballano e cantano, Grohl è un perfetto frontman e conferma la sua abilità di poliedrico artista, lasciando ampio spazio alla sua band: al contrario della norma, ecco che i nostri Fighters si presentano singolarmente a metà del live. Con la cover di Under My Wheels ecco uno stratosferico Chris Shiflett che canta gli stessi virtuosismi di Alice Cooper; aperto il capitolo cover ecco arrivare un accenno di Another One Bites the Dust, per presentare la batteria, le tastiere su Imagine, che rimane per melodia, ma su cui vengono cambiate le parole e Grohl ci canta Jump, cui segue Blitzkrieg Bop in cui il protagonista è Pat Smear.
L’arena olandese all’aperto diventa subito Wembley Stadium quando viene introdotto Taylor Hawkins: metà batterista e metà Freddie, ci invita a seguirlo nei celebri vocalismi del leader dei Queen. Arriva Under Pressure ed è una bomba. Ma che spettacolo?!

Gli animi si ricompattano su Monkey Wrench, ballata e suonata con grinta. Su Wheels Grohl tira su Mike, un ragazzo dalle prime file e la dedica a lui: Mike è tutti noi e realizza il sogno di una vita nella serata, cantare sul palco con il suo idolo. Il sogno per noi continua con Breakout, Dirty Water (poco spazio in generale in scaletta per l’ultimo album, ad eccezione di 4 tracce) e finale con Best of You.

Un accenno di chiusura che dura poco più di 1 minuto: luci spente sul palco, una camera ad infrarossi nel backstage riprende il faccione di Dave che, ad occhi spalancati, ci fa aspettare poco… I am coming back, ed ecco Times Like These, seguita dall’ormai cantata di chiusura di ogni live, Everlong.

A mezzanotte e qualche minuto si chiude questo secondo e inteso giorno: emozioni tante, cantate e suonate, con la conclusione di una giornata in uno dei concerti più adrenalinici che abbiamo avuto la fortuna di ascoltare!

scaletta Foo Fighters

Run
All My Life
Learn to Fly
The Pretender
The Sky Is a Neighborhood
Rope (With drum solo)
Sunday Rain
My Hero (Dave solo into full band)
These Days
Walk
Under My Wheels (Alice Cooper cover) (Chris Shiflett on lead vocals)
Another One Bites the Dust / Imagine / Jump / Blitzkrieg Bop (band intros)
Under Pressure (Queen cover) (Taylor Hawkins on vocals,… more )
Monkey Wrench
Wheels
Breakout
Dirty Water
Best of You

Encore:
Times Like These
Everlong

Clicca qui per vedere le foto del PinkPop Day 2 (o sfoglia la gallery qui sotto).

Written By

Milanese, classe 1983, sono appassionata di musica, cinema e cultura pop. Adoro viaggiare, mangiare, dormire, viaggiare, ballare, sorridere e fare l'amore. Oltre a scrivere di musica su Rockon sono digital producer per il tuo canale tv preferito. Amo il rock in tutte le sue forme, i gatti, fotografare il cibo che mangio (e lo faccio da anni, non per moda social) e perdermi per le vie delle città che non conosco. Bulimica di serie tv, collezionatrice di vestiti, scarpe, borse e tutto ciò che può entrare in una grossa cabina armadio puoi chiedermi di tutto e ti darò la risposta che cerchi (altro che Google e il libro delle risposte!), basta non domandarmi: “qual è il tuo artista preferito?”.

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