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Reportage Live

Nella sala di registrazione di DANIELE SILVESTRI

Reportage, foto e scaletta del concerto di Milano

Articolo di Roberta Ghio | Foto di Lara Bordoni

Arriva al Teatro degli Arcimboldi di Milano, Daniele Silvestri, con il TEATRI/22 Tour, partito a fine ottobre e che tappa dopo tappa sta registrando un grande successo di pubblico e importanti sold out.

Da tempo l’artista capitolino ci accoglie nella sua casa. Ma questa volta, per questo tour, entrati in teatro, ci ritroviamo come in una stanza, una stanza speciale. Vediamo infatti, in primo piano al centro della scena, una poltrona. Poco distanti uno scrittoio, un baule, un mappamondo e lampade in ogni dove. L’ arredo tipico di un luogo vissuto, dove uomini e donne hanno trovato riposo, condiviso esperienze, raccontato storie. E poi strumenti: tasti bianchi e neri, percussioni, corde e fiati. Siamo nella stanza della creatività, siamo nella sala di registrazione, laddove nascono le canzoni.

Per raccontare tutto quello che è successo in un nostalgico lunedì sera di metà novembre, bisognerebbe inventare una nuova tipologia di articolo, tipo “reportage a puntate”, una sorta moderno feuilleton in cui si parla, uscita dopo uscita, del live di Silvestri agli Arcimboldi. E non sarebbe neanche così fuori contesto, dal momento che il filo conduttore della serata, il racconto che Daniele e i suoi musicisti hanno preparato per noi, riguarda proprio la storia o meglio le storie, quelle quotidiane e quelle straordinarie: Lo sguardo sul mondo è fatto di appassionarsi alle storie degli altri – ci dice… Che il racconto abbia inizio!

Siamo a teatro, assistiamo, quindi, ad una pièce. Mentre Piero (Monterisi) si sta riposando sulla poltrona, Daniele sta scrivendo un testo, ma non è soddisfatto dell’arrangiamento, parla tra sé e sé, canticchia… È l’arrivo di Gianluca (Misiti) a risolvere e suggerire il giusto ritmo, non senza battute e gag tra amici e complici; una piccola scenetta costruita ad hoc, ma realistica: abbiamo assistito alla fase creativa di Scrupoli, che apre la serata. Ma non solo: viene registrata e riascoltata real time. Originale e … divertente!

Intendiamoci, siamo comunque in un concerto e canzoni ne ascolteremo veramente tante! E ognuna, una storia. Dopo Scrupoli, il live prosegue con Tik Tak, brano uscito il 28 ottobre che fa da apripista al nuovo album che … è in creazione! È la storia di un uomo che convive con il suono costante di un metronomo nella testa, che inesorabilmente scandisce il tempo, suddividendolo in battiti – ci racconta. Il risultato un rap preciso e affilato, su sonorità che vanno tra acustica e synth, in cui le sillabe, proiettate sulla grande finestra stile industrial a fondo palco, diventano suono.

Un piccolo problema tecnico stoppa il live, la necessità di alcuni minuti per il ripristino è l’occasione per improvvisare una jam session di batteria e percussioni che diverte e rende l’impasse un momento di ritmato valore (in ogni caso, anche la proposta di una ragazza che urla “andiamo a casa mia!” non era malaccio, ma bene le percussioni!)

Risolto il problema, si procede, senza interruzioni. L’ inizio del racconto vede Daniele al pianoforte per due ballad: l’intima e sincera L’ uomo intero (dopo averla scritta, mi sono reso conto essere mio padre) impreziosita dalle tastiere di Duilio Galioto e la soffusa Mi persi, con le riflessioni urlate dal fagotto di Marco Santoro. Dopo la teatrale Acrobati, in cui il palco è totalmente immerso nel blu e Silvestri appena si intravede, seduto sul baule, imprigionato da fasci di luce banca, aumentiamo i battiti e anche il pubblico si risveglia dallo stato catatonico (da leggersi in positivo) dovuto a tanta magia.

Presa la chitarra acustica, le luci virano sui toni caldi, inizia un crescendo di ritmo e ritmi, che musicano in maniera ricca le storie. La cosa giusta, Io Fortunatamente, Precario è il mondo dal finale che è un vero tripudio strumentale. Dopo un ritorno al pianoforte per La mia casa, la cui resa è di una tale intensità emotiva da commuovere, Silvestri si porta nuovamente al centro della scena per A dispetto dei pronostici, brano al sapor di filastrocca, che racconta il punto di vista di un carabiniere di 20 anni (Ci sono storie che si nascondono, per non urtare. E allora allontani la storia e la ambienti a 100 anni fa). Sul finale di canzone, il richiamo a Contessa e il tributo a Paolo Pietrangeli, il cui volto sorridente compare a fondo palco.

Il primo tempo (o primo atto) si chiude all’insegna della potenza: dalle note calde e penetranti dal Sud America per Desaparecido a quelle elettriche e violente per la storia più difficile da raccontare, non solo perché il punto di vista è femminile, ma perché è un gesto estremo. Non sappiamo come va a finire ed è impossibile entrare nella testa della protagonista con la ragione. Ci abbiamo provato con gli strumenti. Monolocale. Schiaffi di suoni e luci per un dialogo interiore lucido e disperato, che fa trattenere il fiato fino alla riaccensione delle luci per l’intervallo.

La ripresa è nuovamente all’insegna di nuovi brani. Ascoltiamo e conosciamo Il talento dei gabbiani, canzone che racconta la storia di un ragazzo che fa un provino per un talent, attraverso i tre punti di vista: del padre, del produttore e dello stesso candidato. Bella sorpresa l’ingresso dei Selton che, in portoghese, cantano il punto di vista del ragazzo. Nella seconda parte del live non mancano le atmosfere avvolgenti, come per Strade di Francia, e il tributo a Lucio Dalla con Cara, ma di certo il ritmo si fa più incisivo e anche le storie sono di persone che hanno dedicato la vita agli altri.

L’uomo col megafono (una storia molto vecchia che coincide con la mia storia personale), ci riporta a quel giovane (coraggioso) ragazzo coi cartelli, nel lontano Sanremo 1995, ora davanti ad una sala che applaude, canta e partecipa, ma con molto rispetto verso i contenuti e verso gli artisti sul palco. C’è una persona che è un dovere non accettare che non ci sia più. Il pensiero va subito a Paolo Borsellino. L’ abilità di Silvestri di coniugare note allegre, quasi una marcetta in questo caso, a fatti tragici e violenti, è unica. Il ricordo tenuto vivo da note fresche. Come da tradizione, platea e galleria si colorano di rosso grazie allo sventagliare di foglietti rossi, a ricordo del diario rosso del giudice, misteriosamente scomparso. L’ emozione è forte, ma sono occhi lucidi e lacrime alla vista in prima fila di Salvatore Borsellino, il protagonista del brano, cui il teatro tributa una doverosa e sentita standing ovation.

Riprendere non è facile, bravo il nostro padrone di casa a riportarci nel live con l’intima Il mondo stretto in una mano e la potente Il flamenco della doccia, entrambe con i Selton rientrati sul palco, che contribuiscono ulteriormente ad arricchire la già ricca parte strumentale. Ritornano le riflessioni, quelle potenti, con Il Nemico, impreziosita dai disegni dell’artista Simone Massi proiettati sul fondo, e il ricordo e tributo a Gino Strada e al suo impegno con Emergency. Questa seconda parte del live non è per niente facile, è ricca, intensa, totale. Ogni brano è come un piccolo pugno allo stomaco, grazie anche agli arrangiamenti, talmente ricchi, incisivi, potenti, da dare forma alle nostre emozioni, mettendoci in confronto diretto e senza vie di fuga, con esse.

In cuor mio spero e confido che la ripresa sia all’insegna della caciara artistica, per fare un po’ di stretching emotivo. E vengo accontentata. Ci alziamo, invitati dal un gigioneggiante Silvestri che ci invita ad andare a casa (il live finirà all’1) per terminare con l’allegria di Salirò e Testardo, con il doveroso omaggio a Gigi Proietti.

Una serata all’insegna della Bellezza, fatta di emozioni, divertimento, talento e passione. Una di quelle serate che rimette in sesto, ricongiungendo ognuno al proprio baricentro, al proprio cuore, grazie al linguaggio dell’arte. Grazie a Daniele Silvestri e ai suoi musicisti per averci arricchito e aver preso cura della nostra anima e del nostro ricordo. Con lui sul palco Daniele Fiaschi alle chitarre, Duilio Galioto alle tastiere, Piero Monterisi alla batteria, Gabriele Lazzarotti al basso, Gianluca Misiti a tastiere e sintetizzatori, Marco Santoro al fagotto e tromba, Jose Ramon Caraballo Armas ai fiati.

Clicca qui per guardare le foto del concerto di DANIELE SILVESTRI al Teatro degli Arcimboldi di Milano (o sfoglia la gallery qui sotto)

Daniele Silvestri

DANIELE SILVESTRI – La setlist del concerto di MILANO

Prima parte:
Scrupoli
Tik Tak
L’uomo intero
Mi persi
Acrobati
La cosa giusta
Io fortunatamente
Precario è il mondo
La mia casa
A dispetto dei pronostici
La classifica
Che bella faccia
Desaparecido
Monolocale

Seconda parte:
Il talento dei gabbiani
L’uomo col megafono
Strade di Francia
L’autostrada
Cara (Lucio Dalla cover)
L’appello
Il mondo stretto in una mano
Il flamenco della doccia
Il mio nemico
Le navi
A bocca chiusa
Sono io

Encore:
Aria
Salirò
Testardo

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Nata e vissuta sul mare, da qualche anno a Milano dopo una parentesi romana. Cresciuta a pane e Bruce Springsteen, da un lato gli studi scientifico matematici, un lavoro nell'IT che mi appassiona, dall'altro l'amore per la pittura, la scultura, la fotografia, il teatro e i film di Sergio Leone. Amo sia visitare città, sia la natura e lo stare all'aria aperta. La musica è una costante nella mia vita, ogni momento ha una colonna sonora; amo soprattutto la musica dal vivo, unico modo per conoscere veramente un artista. Amo scrivere e sono alla costante ricerca del modo migliore per tradurre su carta le emozioni. Sono profondamente convinta dell'importanza dell'amare e del mettere passione in tutto quello che si fa... con anche un pizzico di ironia!

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