Articolo di Silvia Cravotta | Foto di Giorgia De Dato
Può bastare una manciata di EP per diventare delle vere rockstar? Decisamente sì, se sei i Leap, come in effetti aveva già capito chi li ha visti nel loro primo concerto italiano, tutto esaurito all’Arci Bellezza di Milano. A un anno esatto di distanza, la band inglese è tornata in città, facendo il bis in Santeria Toscana 31, unica tappa italiana di un tour europeo di 25 date in 43 giorni, quasi tutte sold out. Guidati da un frontman carismatico come Jack Balfour Scott, ex The Mispers, i quattro non hanno certo deluso le aspettative del pubblico eterogeneo – tra i 20 e gli oltre 50 anni, perché si sa che il rock non ha età – che ha riempito il teatro del locale milanese: ad appena quattro anni di distanza dalla loro comparsa on stage, i Leap si confermano un gruppo che merita di spiccare quel salto (come dice il loro nome) verso arene più grandi, dove portare la loro energia battente e quelle canzoni che ti si agganciano al cervello. E il momento potrebbe non essere lontano, vista la novità che loro stessi hanno annunciato durante il concerto.
Ma partiamo dall’inizio, affidato ai Glazed Curtains. La band viennese sale già carica sul palco, con l’intento dichiarato di riscaldare il pubblico per i Leap. Sono giovani ma il loro suono è maturo, funzionano bene insieme e interagiscono con il pubblico come se non facessero altro da sempre. Le influenze del rock passato si sentono tutte, passano anche attraverso un veloce omaggio ai Pixies, e si chiudono dopo una mezz’ora con l’annuncio del loro nuovo singolo in uscita questo venerdì, con un urlo in italiano “Ti vogliamo bene, Milano” e con Freaks, una delle loro canzoni simbolo.

Passa poco tempo tra la loro uscita, dopo aver dato una mano a smontare gli strumenti, e l’ingresso in scena dei Leap. Una entrata da antidivi, senza intro registrate o corsette sul palco: arrivano, salutano e si mettono a fare un veloce soundcheck con i tecnici. Ma l’attitude da rocker è conclamata e non passa inosservata, già nelle movenze di Scott che – con chiodo e occhiali scuri – non ha neanche iniziato a cantare. Basteranno pochi minuti di attesa, però, perché questo succeda.

L’attacco è lasciato a The Downfall, title track del terzo EP uscito lo scorso novembre, nonché canzone che dà il nome al tour. Come in molti dei loro brani, anche qui si racconta un momento difficile della vita ma lo si fa con un suono che pesca dal patrimonio del passato – rock classico, grunge, punk, indie – e lo rielabora per creare qualcosa che suona completamente nuovo e originale. C’è molto lavoro in tutto questo, e molto amore. Nonostante i temi crudi delle loro canzoni, i Leap sembrano proprio impegnati a voler trasmettere quella forza che ti fa pensare che dalla caduta, appunto, ti potrai rialzare. Il pubblico questo lo sente e la connessione con le persone sotto il palco è fortissima sin dalle prime canzoni.
A tessere questa trama che sta costruendo una solida fanbase (oltre un milione di streaming, virali su Shazam e con tante date esaurite) contribuiscono lo storico compare Hector Cottam alla batteria, Declan Brow da Camden al basso (con indosso maglia della band) e l’angelicato Adam Mason alla chitarra, che con Scott hanno costruito in pochissimi anni un gruppo solido e affiatato, in studio come nei live. Una vera rock band pronta a innescare moshpit ogni volta che arriva la canzone giusta, al grido di “facciamo casino”, che il cantante ripete tutta la sera.

Canzoni come Where The Silence Goes, chiuso da un virtuoso assolo di chitarra sul limitare del palco, Sick Sense o Over & Out, d’altronde, non possono che farti saltare insieme a Scott, che con i suoi movimenti sinuosi, il suo cantare guardandoti negli occhi e – non da ultimo – i suoi bicipiti tatuati, ha scatenato non solo il pogo ma anche gli ormoni di gran parte del pubblico femminile presente. Ma c’è anche tempo di rallentare il ritmo e far ondeggiare le braccia, con canzoni come Sleepwalker o l’intima Burnt Matches. C’è il tempo per Hector di lasciare i suoi piatti e andare al microfono per raccontare del disturbo bipolare di cui ha sofferto Jack, che lui da amico di sempre ha vissuto in prima persona, e riconoscere il successo di chi lo ha sconfitto e vinto una vita nuova, quella stessa persona che subito dopo intona le note di Sinking Feeling, sofferente nel testo come nella voce di chi la canta. Ma poi è il momento di scendere dal palco e finire al centro del pogo cantando Fistful Of Money, o di raccontare del tour e distribuire lattine di Peroni al pubblico, che gli canta un inevitabile “sei bellissimo”.
È in uno di questi momenti che arriva l’annuncio ufficiale, che in molti aspettavano. Il 3 ottobre uscirà finalmente il primo album della band, Entropy, che darà il via a un nuovo giro di concerti. E per chi non ha ancora potuto, è una imperdibile occasione di vederli in versione 3 D.

Anche per sentire canzoni come Exit Signs, che avrete orecchiato sui social probabilmente, e – siamo già al momento dei bis – One Way Out, che vede protagonista un bimbo molto rock che dalle spalle del padre passa direttamente sul palco attraverso le braccia di Scott. Energies è l’ultima scarica di adrenalina che ci regalano prima di salutare, dopo aver dato appuntamento fuori dal locale. Ma il vero appuntamento è con le date del tour che seguirà l’uscita del nuovo album a ottobre. Milano è già pronta, d’altronde non c’è due senza tre.
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LEAP: la scaletta del concerto di Milano
The Downfall
Play Dead
Where The Silence Goes
Sick Sense
Over & Out
Vision of Us
Sleepwalker
Show Me The Way You Love
Waste Your Love
Fistful Of Money
Sinking Feeling
Burnt Matches
One Million Pieces
Exit Signs
BIS
One Way Out
Energies































