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Reportage Live

JACK JASELLI: reportage del concerto di Treviso

Articolo di Claudia Gardin

È sempre un piacere vedere Jack Jaselli dal vivo, un’emozione sempre forte, di chi ti sa portare lungo un viaggio immaginario di serenità e voglia di scoprire sempre qualcosa di nuovo. Venerdì 27 aprile Jack è tornato sul palco dell’Home Rock Bar a Treviso, accompagnato come sempre da Max Elli e Chris Lavoro ma con un nuovo percussionista, Facs, in attesa del rientro dello storico batterista Nik Taccori. Una versione acustica che verrà riproposta quest’estate, infatti questa è stata la prima di molte date che presto saranno annunciate.

Jack come sempre ha accolto i fan e la sottoscritta con un grande sorriso e la voglia di raccontarsi al pubblico. Siamo riusciti a fare due chiacchiere veloci prima del concerto, parlando del suo progetto ancora in divenire con l’associazione Closer e le detenute del carcere di Venezia, che ha portato all’uscita del brano Nonostante tutto e dell’omonimo documentario. In questo contesto c’è stata l’occasione di chiedergli come si sente a cantare in italiano, Jack con un grande sorriso ha semplicemente detto che si sta divertendo, che è felice e che si sente anche più libero di sperimentare. Nonostante un inglese da sempre impeccabile probabilmente cantare nella propria madrelingua può donarci un’attitudine più naturale e spero di poter confermare questa mia ipotesi non appena uscirà il nuovo album. Non mi ha parlato di titoli o uscite ma di canzoni pronte e voglia di portare le nuove melodie sui palchi; magari per l’autunno ci potremmo aspettare un Jack tutto in italiano nei club! Personalmente ne sarei molto curiosa.

Il live di venerdì all’Home ha visto Jack e amici proporre quattordici pezzi. Sono partititi dall’album Monster Moon con My Baby, pezzo che sa portarci nel suo mondo, e che ci fa capire che la musica è Musa per Jack. Subito dopo siamo passati all’italiano, con il primo pezzo presentato al pubblico in questa lingua circa sei mesi fa: In Fondo alla Notte. Jack poi ci ha riportati nella dimensione del viaggio cantando Ocean 5 am e This is the end, spiegando al pubblico che è necessario intraprendere dei percorsi per arrivare in un posto “dove star bene”. Ha concluso questo momento di riflessione sul viaggio personale con Take me Home. Riallacciandosi al concetto di ritorno a casa ha presentato un brano inedito in italiano, scritto con l’amico e musicista Chris Lavoro, un brano che nel ritornello ci parla proprio di cosa si può provare quando alla fine di un percorso ci si dice “torno a casa da te”.

Prima di presentare al pubblico il pezzo del momento, ha proposto il pezzo storico I call you, sottolineando il fatto che il nuovo percussionista Facs all’epoca ne aveva fatto una cover. La presentazione di Nonostante Tutto è stata molto intensa, con due dei ragazzi dell’associazione Closer presenti e in prima fila, con le parole di Jack che hanno descritto benissimo cosa è riuscita a fare la musica all’interno di un carcere femminile: ha saputo abbattere i muri.

Dopo aver riproposto due pezzi molto conosciuti con il coinvolgimento del pubblico (Welcome to the world e la sua cover di Could you be loved), Jack ha presentato un secondo brano inedito, in cui si parla di un ultimo addio, ma che dice anche: balla, non ti fermare! Il live poi è terminato con Brightest Angel e l’abituale chiusa in mezzo al pubblico.
Quello che ci propone Jack Jaselli è di fare con lui un viaggio tra vecchi e nuovi pezzi, che portano ad emozioni e percezioni diverse ma che hanno sempre un’aurea magica e positiva.

Credo che questo sia il messaggio più bello che possa dare a tutti i suoi fan: intanto viaggia, non importa se nel viaggio perderai delle cose, delle persone o delle esperienze che tu consideri come migliori della tua vita.

La cosa importante è continuare a muoversi, sempre alla ricerca di una meta in cui stare bene. Jack sicuramente sta affrontando un viaggio, che l’ha portato anche a cambiare sistema di comunicazione ma che sempre più ci trasmette un grande senso di pace. Grazie Jack Jaselli!

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