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Interviste

Intervista a Jack JASELLI

Pic e video by Francesca Franz Gottardo | Intervista LaCla

Intervista a Jack in occasione del live di Jaselli presso il Chiosco a Padova per il “Monster Moon Tour”, venerdì 24 giugno 2016.
Due chiacchiere insieme con Jack per parlare del nuovo album Monster Moon e della dimensione live.

Lacla: Ciao Jack, tutto bene? Sei stanco visto che è da più di un mese che sei in tour?
Jack: Ciao! Tutto bene, un po’ accaldato più che stanco.

Lacla: La prima domanda riguarda il primo pezzo del nuovo album (This City), appena sentito al sound check. Pensando a Jaselli penso alle emozioni che la musica mi dà: la tranquillità, la serenità, il surf e invece in This City ho sentito anche un po’ più di aggressività. C’è una dicotomia tra quello che fai ed esprimi nella tua musica e il vivere la tua città, Milano?
Jack: Beh, sì. Nel senso che non a caso è il primo pezzo di questo disco. Un po’ perché mancano gli stimoli o parte degli stimoli. Mi spiego, gli stimoli che ci sono stati fino ad ora sono stati sacrosanti e andavano bene ma ora abbiamo necessità di qualcosa d’altro, quindi ci siamo stancati delle stesse domande che ci vengono mosse, o a stare nello stesso posto. Abbiamo bisogno di andare a cercare delle risposte altrove.

Lacla: Che è quello che avete fatto poi andando a LA. Leggendo invece varie interviste già uscite, ho visto che spesso ti hanno chiesto quale è stato il pezzo che più ti è piaciuto registrare in studio e tu hai risposto Kistukuroi, con la successiva spiegazione di questa una pratica giapponese che consiste nell’utilizzo di oro o argento liquido o lacca con polvere d’oro per la riparazione di oggetti in ceramica, che si rifà all’idea che dall’imperfezione e da una ferita possa nascere una forma ancora maggiore di perfezione estetica e interiore. La mia domanda invece è relativa alla dimensione live, cioè: tra i pezzi nuovi quale ti dà maggiori emozioni nel suonarlo dal vivo?
Jack: Non saprei dirti perché è il primo tour in cui li facciamo dal vivo, o perhé siamo ancora nella fase in cui li riscopri poco a poco. Sicuramente mi è piaciuto suonare fin da subito This City e The Wolf.

Lacla: Che sono anche quelli un po’ più rock se vuoi.
Jack: Sì. Anche se in questo momento in realtà The Road il pezzo che abbiamo cambiato un po’ di più anche dal vivo, il che mi diverte. Mi diverte un sacco anche My Baby, perché l’abbiamo cambiata parecchio. E poi Brightest Angel, che è diventato il pezzo del momento un po’ più particolare del concerto, infatti l’abbiamo cambiata completamente da come è sul disco.

Lacla: Bene, per me sarà una scoperta stasera.
Jack: Sì, tant’è che la registreremo stasera, l’arrangiamento è diverso e credo che lo ri-registreremo anche in studio.

Lacla: E The End, visto che la fate da molto tempo l’avete cambiata?
Jack: The End è rimasta più o meno uguale dal vivo, ma ora c’è Chris che suona il basso nei live (Chris Lavoro infatti si è aggiunto per basso e synth da questo tour).

Lacla: Complimenti ovviamente per il contratto con la Universal, tanto di cappello. Sicuramente sei un esempio di quello che si definisce “gavetta”. Dopo questo contratto è cambiato qualcosa nel rapporto con i fan, o, per ora, è rimasto simile?
Jack: Mah, non lo so. Ovviamente per chi fa un percorso come il nostro, che da band locale con gli amici che ti vengono a seguire e poi ti aiutano a spargere la voce, è un po’ un cambiamento. Nel senso che abituato ad avere un certo tipo di “scena”, quasi che poi a Milano ci siamo creati noi, poi ti stacchi e niente ti viene a vedere gente che magari ti ha sentito in radio, o ha sentito l’intervista o ha visto un video… ecco, questa cosa prima non c’era ma continuammo a non far parte di nessuna scena, se non quella che ci creiamo noi. Quindi è e resta particolare.

Lacla: Ad ogni modo resta un tuo rapporto diretto con i fan, ne parlavamo prima della tua gestione diretta anche dei social media. Non è cambiato molto da questo punto di vista. Se sempre tu che fai i video, le foto e le carichi, no?
Jack: Sì, siamo sempre NOI. Tutti quanti ci sbattiamo, abbiamo un rapporto diretto, ci fa piacere, e per ora i numeri ci consentono di avere un rapporto veramente diretto, anche a fine concerto la possibilità di fermarci quanto vogliamo.

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Lacla: Ho letto, e correggimi se sbaglio, che avevate scritto 40 pezzi all’inizio e poi ne avete scelti 11 per l’album. Che ne sarà di quelli scartati? Li userete per qualcosa di nuovo?
Jack: No, no credo. Penso che sarà tutto nuovo. C’era qualche bel pezzo bello e orecchiabile, anche forte “radiofonicamente”, anche se questo è un discorso che non ha senso per noi. Però non lo mettiamo di sicuro in nessun altro disco e in questo non c’è per ogni disco è un DISCOrso, ogni capitolo deve filare, ogni canzone deve esser parte di un tutto. Questi brani erano un po’ fuori dal discorso. Magari li useremo, magari faremo come il Wu-Tang Clan e li metteremo in Marocco e costerà milioni di Euro.

[ risate 😉 ]

Lacla: Il precedente disco l’avete registrato a strapiombo sul mare, Monster Moon nei Fonogenic Studios di Los Angeles… il prossimo dove ti piacerebbe farlo?
Jack: Ed Il primo l’abbiamo fatto in una cantina! Il prossimo non lo so. Devo dire la verità, non è stato male registrare in uno studio vero :-), perciò si potrebbero bissare anche questa esperienza. Per ora siamo veramente ancora presi da altre cose e quindi non ci abbiamo ancora pensato. Ovviamente succede questa roba che dopo un po’ che vai avanti a blocco monolitico sul disco succedono delle robe. Qualche crepa c’è e qualche idea nuova entra. Quindi qualche idea nuova sul concetto del prossimo disco c’è. C’è anche già qualche abbozzo di pezzo nuovo, ma comunque ce n’è da fare ancora.

Lacla: Visto che si è unito anche Max Elli qui con noi, per quanto riguarda la prospettiva da produttori che in qualche modo ha aggiunto un ruolo a Jaselli. Come vi state muovendo? Ma forse tu Max avevi già cominciato prima, giusto?
Max Elli: Sì, io ho cominciato a fare il produttore prima di collaborare con Jack e questo progetto, poi insieme abbiamo sviluppato una sinergia tra di noi con Nik che ci ha portatati ad essere chiamati per dare un suono, quindi questo sicuramente è una grande fortuna, ma anche un grande “vanto”, perché essere chiamati per dare un suono è uno step in più. Quindi abbiamo fatto lavorato in questa veste con un paio di artisti interessanti, con Lorenzo, con Gue e poi con Marianne Mirage e quindi speriamo che continui così la cosa, perché la sinergia continua a funzionare. Ognuno con la sua peculiarità e il suo peso porta ad un risultato che per noi è buono.

Lacla: Un consiglio da dare a chi sta cominciando e cerca di fare live e gavetta? Quale è la cosa più importante per poi cercare di fare della musica anche il proprio lavoro?
Jack: Di continuare a darsi da fare e se trovi la via bene, cerca di circondarti delle persone giuste, perché è fondamentale, perché siamo in un momento che altrimenti è meglio far da soli. Da soli si riesce a fare tanto, anche se bisogna “farsi un culo così” e poi non si finisce mai il lavoro da fare, soprattutto in un paese come questo e soprattutto se vuoi affacciarti all’estero. Quindi non direi di non avere paura di niente, di nessuna delusione, di non concedersi nemmeno per un secondo di mollare. Di essere ben sicuri che sia una cosa in cui ci credi veramente, perché se ci credi veramente starai male il triplo se le cose non vanno, ma in realtà se ci credi davvero non smetti. Finché non ti sparano, come dice il nostro caro amico discografico, e non ti riesci più a muovere, tu continuerai sempre a provarci.

Lacla: Domani è il tuo compleanno. Se ti chiedessi di augurarti qualcosa? Di ricevere un regalo per te stesso?
Jack: Mi auguro di continuare ad andare avanti così come stiamo facendo, noi abbiamo questa cosa che siamo andati avanti sempre e comunque, magari lentamente, ma sempre abbiamo sempre continuato a crescere. Quindi che continui così, senza paura di metterci anche di più. Le cose sono arrivate e mi auguro che continuino ad arrivare sempre di più, restando sempre uniti come band.

Lacla: Domanda “spiritosa”, come sai mi piace sempre abbinare l’artista ad un vino o a una bevanda. Se ti dicessi di abbinare Jaselli a una tipologia di vino o alcolico?
Jack: Ti risponderei con un whisky torbato, un Lagavulin, che non piace a tutti ma se poi ti piace non lo molli più 🙂

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