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Reportage Live

Il terzo giorno del Nameless Festival con THE CHAINSMOKERS

Non c’è Nameless che tenga se non arriva la bomba d’acqua: tra il set dei Nero e i The Chainsmokers la pioggia battente ha confermato le previsioni, oltre che il trend fisso che c’è dalla prima edizione. Ma cosa succederà nel 2026?

Il Nameless Festival 2025 dalla Nameless Tent Molinari (foto di Francesca Binda)

Articolo di Philip Grasselli

Passa un anno e ancora non si rompe la maledizione del Nameless Festival: in uno dei tre giorni deve per forza piovere a catinelle. Anche l’anno scorso, durante il set dei Chase & Status e di Steve Angello, è venuto giù l’universo, un mix tra piogge monsoniche e grandine, che ha fatto scappare un sacco di pubblico verso il tendone della Molinari o al primo riparo disponibile.

Come sempre, le “porte” del triangolo dall’alta Brianza, ovvero Annone di Brianza, Oggiono e Molteno, sono aperte per l’ultima edizione da queste parti, poiché per il 2026 si torna un po’ alle origini, a Lecco, e con una versione invernale in più, a febbraio, a Barzio (LC).

Martin Garrix al Nameless Festival 2025
Martin Garrix a Nameless Festival 2025 il giorno precedente (foto di Francesca Binda)

Sono circa novantamila le presenze di questa edizione, commentata in questa maniera dal fondatore di Nameless, Alberto Fumagalli:

Posso dire che abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati, primo fra tutti quello di fare un festival che fosse più bello da vivere rispetto all’edizione precedente. È chiaro che tutte le scelte fatte, anche in previsione del futuro, vanno sempre nella stessa direzione. L’obiettivo è cercare di rendere l’esperienza sempre meno stressante per le persone che frequentano il Festival e crediamo di essere riusciti a soddisfare le loro necessità in ogni ambito.

Alberto Fumagalli (CEO e Founder del Nameless Festival)

Cosa ci si presenta in questo vasto prato?

Due sono gli ingressi, una dal lato di Molteno e l’altro verso Annone di Brianza, in cui i ventimila fan del festival possono fluire in maniera controllata verso i palchi e le grosse aree comuni.

Dall’ingresso B, visto lo spostamento di parcheggi per questione meteo – la prima cosa che capita è la Fructis Arena, il palco dove la trap fa da padrona. Più avanti, il paesaggio si apre con tutta una serie di container dedicati al cibo e alle bevande, ma non solo. A destra c’è un palco-non palco brandizzato Heineken, dov’è possibile ascoltare un’ulteriore maratona di DJ, mentre i fan cercano di accaparrarsi una maglietta edizione Nameless stampata sul momento; a sinistra, invece, l’atmosfera più sperimentale e urban dell’elettronica con il set della Red Bull Energy Zone, con questi container accatastati a mo’ di cerchio e con la postazione DJ posizionata in maniera un po’ poco chiara, di primo acchito.

Scorrendo avanti, tra i vari piccoli stand degli sponsor, arriviamo infine al grande bivio: a sinistra il Main Stage, a destra la grande arena coperta del Nameless Tent Molinari, dove ospita il meglio della più energica scena dell’elettronica, dalla speed techno all’hardcore.

Il Main Stage del Nameless Festival

Il focus maggiore, ovviamente, riguarda ciò che accade sul palco più grande del festival, per l’occasione – viste le avverse condizioni meteo previste – coperto da una grande tettoia traslucida, almeno per la postazione del DJ, e da tre enormi ledwall semitrasparenti. Sul lato destro, rispetto al palco, infine, gli Sky Box e l’area VIP dove poter assistere ai set in maniera più esclusiva, come tipico dei più grandi festival europei.

Albert Marzinotto

Il primo a scaldare l’atmosfera umidissima è Albert Marzinotto, da Portogruaro, classe ’89, che porta un set easy house, con anche influenze funk, disco e latin (come il l’ultimo singolo “Qué Rico”, muy caliente).

Gladde Paling

Più hardcore è il set di Gladde Paling, il più difficile da capire: sono tutte meme track quelle che propone, con drop da enormi mosh, tracce da almeno 170-180 BPM, cortissime e che hanno portato il primo grande spostamento di pubblico verso il Main Stage. Volete provare una piccola esperienza? Ascoltatevi “Ratata”.

Interplanetary Criminal

Si va verso la scena britannica, con Interplanetary Criminal da Manchester, che porta la giusta dose di UK garage e bass: divenuto famoso con Eliza Rose per “B.O.T.A. (Baddest of Them All)”, con più di trecento milioni di stream su Spotify e l’ingresso in numerose classifiche mondiali per via di questo connubio tra elettronica di inizio anni 2000 e la contemporaneità di alcuni synth utilizzati. Tra l’altro, piccola parentesi, Eliza Rose era presente nella prima giornata nel box di Red Bull, prima dei Gorgon City.

Anche qui, una bella oretta di missaggio tra suoi brani originali, come “Yosemite” o “Damager”, remix di brani che vengono “pescati” tra una sigaretta ed un’altra, nella sua playlist di track IDs.

Mr. Belt & Wezol

Sempre sul palco principale del Nameless, il duo Mr. Belt & Wezol, sulla cresta dell’onda per “It’s Not Right But It’s Okay”, ma con anche comfort zone con i remix dei più grandi successi degli anni ’70, ’80 e ’90: da “I Feel Love” di Donna Summer a “Homeless” (l’originale “Gypsy Woman”) di Crystal Waters. L’house della scuola Spinnin’ Records si sente, eccome. È l’ora di cena, il tempo sta ancora reggendo, nonostante le previsioni avessero dato pioggia già da tre ore prima di questo set. Anzi, timidamente compare un po’ di cielo azzurro e di luna.

BUNT.

Uno dei DJ più coinvolgenti di tutto il Main Stage, a mani basse: BUNT, DJ tedesco classe ’96, non solo ha portato questo un po’ folk di gestire l’electronic music, ma, soprattutto, a fine set abbandona di corsa il palco per saltare in mezzo alla folla e ballare con loro, con il cameraman che fa una grande fatica a seguirlo (ed è stato divertente vedere il risultato in diretta trasmesso dai ledwall). Il suo stile richiama molto Fred again.., ed è pazzesco come non sia ancora passato in Italia: gira voce che suonerà il 7 settembre a Napoli, ma meglio non alzare troppo la voce.

Nero

I Nero sono tra i più attesi sul Main Stage, data anche la loro carriera piuttosto longeva, ma anche freschi di rientro di scena dopo sei anni. Una lezione di dubstep e drum and bass tagliente, che sa di nostalgico, con dei drop clamorosi e che creano moshpit da una parte all’altra del parterre. Volete provare un’esperienza? Mettete nelle orecchie, a massimo volume, tutto “Welcome Reality”.

The Chainsmokers

Alle 22:30 precise, Drew Taggart e Alex Pall, nonché noti come The Chainsmokers, finalmente salgono sul palco del Nameless Festival, tra il breve diluvio universale che purtroppo non ha risparmiato anche questa edizione. Ma poco importa.

La versione strumentale di “Roses”, che compie la bellezza di dieci anni (ma sembra letteralmente uscito l’altro ieri), accompagna il duo americano, con il pubblico che intona la parte di ROZES senza alcuno scrupolo. Da qui il set parte con un bell’interlacciamento tra i loro più grandi successi. Come “#SELFIE” (che ci riporta in quelle vibes da primi iPhone e Vine per fare i video corti), “Closer” – con il lancio della carriera di Halsey e “Paris”, così come i remix di brani freschi, come “That’s So True” di Gracie Abrams o “Messy” di Lola Young. Nessuno fermo, nemmeno con il fango e le pozzanghere sotto ai piedi. Il finale, a pioggia fortunatamente terminata, con “Something Just Like This”, altro grande successo con i Coldplay, è stato assai evocativo ed emozionante, con i fuochi d’artificio a determinare l’arrivederci alla prossima edizione del Nameless.

The Chainsmokers @ Nameless Festival 2025
The Chainsmokers al Nameless Festival (foto di Francesca Binda)

Il Nameless Tent Molinari

Il secondo stage del Nameless è ovviamente il terreno fertile per la musica elettronica più spinta, dall’hard trance dei Zapravka alla techno dell’italo-tedesca Stella Bossi, per passare all’techno più hardstyle e hardcore di Luca Agnelli. Migliaia di persone sotto il tendone con questa tettoia semicircolare nera, ottima sia per rendere il clima quasi a parte rispetto al resto del festival, sia per “rifugiarsi” in caso di intemperie.

La Fructis Arena

Nella Fructis Arena, infine, il focus è più dedicato alla musica trap e rap, con un miscuglio di emergenti, come DOBRO (Nikolla Dobrozi), emersi, come Suspect CB o 22simba, o, ancora, i top player del momento come Nerissima Serpe e Papa V. Un susseguirsi di rapper accompagnati dai loro DJ che portano avanti la tradizione decennale del rap su uno dei palchi del Nameless Festival.

Cosa ne sarà del 2026 targato Nameless Festival?

C’è già qualcosa di più che abbozzato. Il Nameless Festival si sposta dai tre comuni, Annone di Brianza, Oggiono e Molteno, verso il capoluogo, Lecco, come alle origini – dal 30 maggio 2026 al 1° giugno 2026. Ma non solo, il weekend di San Valentino (14 e 15 febbraio 2026) sarà colmato anche da una inedita versione invernale a Barzio (LC), tra le montagne della Valsassina, e che ha ospitato dal 2015 al 2019 il Nameless Festival estivo. I biglietti per la prossima edizione saranno disponibili da giovedì 5 giugno alle 12:00 sul sito del festival. Ed è già subito hype…

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Se non parlo di musica, parlo di sport. Se non parlo di sport, parlo di ingegneria. Se non parlo di ingegneria, parlo di meme. Se non parlo di meme è perché dormo.

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