Dal 20 al 22 giugno 2025, l’Hurricane Festival ha trasformato ancora una volta la cittadina di Scheeßel in un vero e proprio ritrovo per la musica dal vivo. Tra caldo torrido, un programma eclettico , ed un vero e proprio uragano finale, l’edizione 2025 si è distinta per l’abituale varietà artistica e la solita grande affluenza.
Si comincia il giovedì sera con il warm-up party: Fatoni, Edgar Wasser e Juse Ju hanno aperto le danze con rime taglienti e consapevoli, mentre 100 Kilo Herz e Raum27 hanno dato un’anteprima dell’energia punk e indie che avrebbe attraversato tutto il weekend.
La vera kermesse musicale comincia il venerdì con un clima piacevolmente mite , circa 23 °C e cielo sereno. Il sole batte forte sui 4 palchi: River, Forest, Mountain e Wild Coast. Tra i primi ad esibirsi la cantautrice e chitarrista inglese Paris Paloma che ha sfidato il sole cocente con la sua pallida carnagione. Quindi tornano su un palco in Germania, dopo aver dovuto cancellare due concerti a Berlino e Colonia per motivi politici, gli Irlandesi The Murder Capital con tanto di bandiera palestinese sul palco ed il loro post punk potente. In contemporanea sul main stage Girl in Red: la popstar norvegese ha trasformato le sue introspezioni in un’esplosione di energia indie, cantando da “I Wanna Be Your Girlfriend” a “Serotonin” con una presenza scatenata e autentica. Sul tardi, le vibes sono salite alle stelle con Rise Against sul River Stage: “Prayer of the Refugee”, “Savior” e “Satellite” hanno acceso pogo e adrenalina, confermando l’ottimo stato di forma della band di Chicago. Poi, AnnenMayKantereit hanno addolcito l’atmosfera: Henning May e band hannoconquistato il pubblico con ballate come “Barfuß am Klavier”. La chiusura del venerdì ha visto i tedeschi Alligatoah con il loro classico stile misto di goliardia e rock potente.
Il Sabato ci ha regalato un’altra giornata ideale, meteorologicamente parlando, con sole ed una temperatura di 22 gradi. Sul main stage si sono susseguiti nomi forti di vari generi come l’elettronica dei The Prodigy, il mix metalcore/elettronica/synth-pop degli Electric Callboy, l’alternative dei Jimmy Eat World, il nu metal dei Deftones di Chino Moreno, ed il german rap di Apache 207 a testimoniare l’ecletticità dell’Hurricane festival, da sempre punto forte del festival. Tra i momenti top: Electric Callboy, che hanno scaldato bene il pubblico prima dei pesi massimi, e Deftones, che hanno portato intensità emotiva con i loro classici. Accolto da un boato collettivo l’anthem “My Own Summer”. Mentre il timido Sam Fender ha conquistato il pubblico con il suo soft alternative rock.
L’ultima giornata è iniziata con temperature atipiche elevate, fino a 36 °C: un caldo intenso, perfetto per godersi le ultime performance, però, che poi si è trasformato nel più classico dei temporali estivi , spingendo l’organizzazione ad interrompere per un paio di ore tutte l’esibizioni musicali. Ma andiamo per ordine. Hot Milk hanno aperto l’ultima giornata sul River Stage con un set avvolgente: il pubblico, pur provato dalla calura, ha risposto con passione e partecipazione. Poco dopo è stata la volta di Amyl & The Sniffers, che, nonostante l’afa, ha portato esplosività punk. La frontwoman australiana ha ironicamente salutato i più resistenti nel pit con un carismatico “Fucking soldiers holding down the fucking fort!” . Altri momenti degni di nota: Nina Chuba, Yellowcard, e l’energico set di Zeal & Ardor.
Come dicevamo, intorno alle 19:30, il tempo è cambiato improvvisamente: sono arrivate le prime gocce, poi un temporale inaspettato ha interrotto la musica, costringendo a un’evacuazione dell’area festival per ragioni di sicurezza. La ripresa è avvenuta con stile: SDP, che avevano dovuto interrompere il set, hanno riconquistato il pubblico con la loro musica travolgente tra hip‑hop, coriandoli e synth.
A chiudere il festival, sono stati i Green Day: uno show potente e pirotecnico dove hanno alternato i loro classici intramontabili come “Basket Case”, “When I Come Around”, “21 Guns” a messaggi diretti sulle tensioni globali e a critiche a Trump. Il pubblico ha cantato a squarciagola, illuminando il campo con migliaia di luci in un crescendo emozionante.
Anche quest’anno l’ Hurricane Festival 2025 si è confermato come una tappa obbligata per gli amanti della musica live. Nonostante il caldo implacabile e un finale interrotto dal maltempo, l’evento ha saputo regalare momenti indimenticabili, emozioni sincere e uno sguardo moderno sul futuro dei grandi raduni musicali. Una tre giorni intensa, che, come è da sua caratteristica, ha saputo unire rock, elettronica, rap e pop in un solo grande abbraccio collettivo. Se cercate un festival che sappia emozionare e sorprendere, Hurricane è ancora oggi una certezza.
Portate la crema solare, la borraccia… e lasciatevi travolgere. Ah e non dimenticate ombrello ed impermeabile!
































