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Reportage Live

HARDCORE SUPERSTAR: reportage del concerto di Cassano Magnago (Varese)

Foto di Simone Tadiello – per vedere tutta la fotogallery clicca qui

Si è chiusa Domenica sera la terza edizione del Summerfield Music Festival, interessante e ben organizzata kermesse che ha visto esibirsi nei giorni, tra gli altri, Modena City Ramblers e Gabri Ponte. Un grazioso palco collocato sotto a una tensostruttura immersa nella cornice di un verde parco ha ospitato l’ennesima energica performance della band di Goteborg.

Prima di loro si sono esibiti i veneti Sinatra’s (territori sonori cari ai Pantera e ai secondi Entombed) autori di una prova muscolare macchiata, purtroppo, da suoni non all’altezza e da alcuni problemi tecnici, e i bolognesi Speed Stroke autori di un bel set che ha entusiasmato il folto pubblico accorso a Cassano Magnago per questa serata di puro rock. Il convincente set della band bolognese ha sconfinato gli orari previsti dal tabellone facendo così slittare l’inizio della band svedese, presentatasi sul palco con notevole ritardo rispetto al previsto.

Il torpore tipico del fine week end e della notte ormai alle porte viene letteralmente spazzato via dall’ingresso della band scandinava , entrata a piede teso sul palco per lanciarsi in un’incendiaria esecuzione della datata “Hello/Goodbye”, ripescaggio live targato 2016 (prima di questo tour assente dalle scalette dall’ormai lontano 2007) di un estratto dallo storico primo album della band di Jocke e soci.

L’ultimo lavoro in studio, a mio parere non molto convincente, viene omaggiato dall’esecuzione della sola “Touch The Sky” (più efficace nella sua versione live rispetto a quella su disco). Per il resto assistiamo ad un vero e proprio greatest hits, condito da qualche chicca di rilievo come “Punk Rock Song” (abbandonata live nel 2005), la scarsamente utilizzata “Silence For The Peacefully” e la bellissima “Dear Old Fame” che, anche questa sera, non riesce a raggiungere nella sua veste live la bellezza della sua versione da studio.
In mezzo è accademia, i quattro matti sparano le cartucce migliori di una ormai quasi ventennale carriera senza risparmiarsi, inanellando uno dopo l’altro i singoli più riusciti della loro intera produzione in studio.

Difficile dire quale sia stata la più acclamata tra “My Good Reputation”, le storiche “Liberation” e “Someone special”, “Wild Boys”, “Dreamin’ In A Casket” o i veri e propri inni di “Last Call for Alcohol” e “We Don’t Celebrate Sundays”, tutte entusiasmanti e granitiche rock songs che hanno fatto ballare per un’ora e mezza il convinto e felice pubblico del Summerfield.

Nonostante il tardo orario c’è stato tempo per un encore di tre canzoni nel quale sono state suonate, oltre la già citata “Dear Old Fame”, la trascinante “Moonshine” e l’ormai classica (sebbene piuttosto recente) “Above The Law”, anticipata dal suono registrato delle sirene della polizia e accompagnata nel suo chorus dal dito medio alzato al cielo da Jocke e dall’intero pubblico, al convinto grido unisono di “Fuck the law”, mentre l’ormai classica scenetta del roadie che smonta la batteria durante la canzone, lasciando Adde a suonare con un paio di piatti, prendeva atto sullo sfondo del palco.

Gli Hardcore Superstar confermano per l’ennesima volta di essere una vera e propria “sicurezza”, non saranno una band particolarmente ricercata o raffinata ma “spacca” come poche altre del circuito. Se volete passare una bella serata di rock’n’roll scegliete la stella degli Hardcore Superstar e non ve ne pentirete.

HARDCORE SUPERSTAR – scaletta Cassano Magnago – 11 Settembre 2016

Hello / Goodbye
Touch The Sky
Liberation
My Good Reputation
Silence for the Peacefully
Wild Boys
Dreamin’ in a Casket
Someone Special
Punk Rock Song
Last Call for Alcohol
We Don’t Celebrate Sundays
– – – – –
Moonshine
Dear Old Fame
Above the Law

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Nasco il giorno di San Valentino del 1978, e forse proprio per questo sono, da sempre, un nostalgico romantico. Apro per la prima volta gli occhi a Genova, ma non riesco a definirmi Genovese a tutti gli effetti pur essendole visceralmente legato. La mia vita è stata vissuta al confine tra la provincia ligure e quella Alessandrina, mi piace considerarmi un apolide della collina. Appassionato di musica sin dalla giovanissima età, cresciuto tra i dischi dei miei, diviso tra Black Sabbath e Led Zeppelin, seguo la musica da sempre. Sono ormai più di vent'anni che coltivo la passione dei concerti, una delle poche a non essere mai calata nel tempo. Sono un Vespista e un Jammer, chi ha una di queste due passioni sa cosa esse significhino. Nella vita lavorativa mi occupo di tutt'altro, le mie passioni sono la mia linfa e la mia energia, sono ciò che riempiono quel bicchiere che, per mia fortuna, riesco sempre a vedere mezzo pieno.

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