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Graspop Metal Meeting 2025 – Giorno 4: gran finale tra icone del metal e show mozzafiato

Till Lindemann in concerto al Graspop Metal Meeting 2025 di Dessel
Till Lindemann in concerto al Graspop Metal Meeting 2025 di Dessel foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

L’ultima giornata (domenica 22 giugno) è stata un trionfo di musica e emozioni, un vero viaggio attraverso la storia e il futuro dell’heavy metal. Nonostante le tre giornate già intense, l’energia del pubblico non è calata – aiutata anche dalle misure dell’organizzazione per combattere il caldo infernale, come acqua gratuita, creme solari e vaporizzatori disseminati ovunque . Fin dal mattino, band emergenti come Seven Hours After Violet hanno attirato curiosità: questo nuovo supergruppo metalcore, fondato dal bassista dei System of a Down Shavo Odadjian, ha mostrato un sound moderno che fonde nu-metal e spunti elettronici, segno dell’evoluzione del genere. Sul fronte classic rock, c’è stato spazio per un tuffo negli anni ‘90 con gli Ugly Kid Joe, che con ironia e riff rocciosi (immancabile la hit “Everything About You”) hanno strappato sorrisi nostalgici a molti spettatori. A seguire i texani Nothing More hanno messo in scena uno show energico e creativo, con il frontman Johnny Hawkins, dimostrando perché sono considerati tra i live act più interessanti dell’hard rock attuale. I tedeschi Beyond the Black, guidati dalla potente voce di Jennifer Haben, hanno poi riportato il metallo sinfonico al centro dell’attenzione: il loro set epico e curato nei dettagli ha unito melodia e potenza, a testimonianza della crescente popolarità del filone female-fronted.

Seven Hours After Violet in concerto al Graspop Metal Meeting 2025 di Dessel
Seven Hours After Violet in concerto al Graspop Metal Meeting 2025 di Dessel foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Nel pomeriggio, sul Main Stage Nord sono saliti i Power Trip per una scarica di thrash metal senza fronzoli. Nonostante la tragica scomparsa del frontman Riley Gale nel 2020, la band è tornata in azione con rinnovata determinazione (alla voce ora c’è il carismatico Blake “Izzy” Hall). E l’impatto è stato devastante: come anticipato, i Power Trip “hanno spazzato via tutti, proprio come avevano fatto qui nel 2019” , mandando il pubblico in visibilio a colpi di riff taglienti e ritmiche old school. A portare alta la bandiera dell’heavy metal classico ci hanno pensato anche gli svizzeri Krokus, vere leggende viventi: la loro esibizione, probabilmente tra le ultime di una carriera cinquantennale, ha regalato momenti di puro rock ’n’ roll con brani storici come “Heatstrokes” e “Born to Be Wild”, salutati con affetto dai fan di lunga data. I Heaven Shall Burn hanno rappresentato il lato più estremo della giornata: il gruppo tedesco ha scatenato un inferno metalcore sul palco Nord.

Ugly Kid Joe in concerto al Graspop Metal Meeting 2025 di Dessel
Ugly Kid Joe in concerto al Graspop Metal Meeting 2025 di Dessel foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Con il calare della sera, il Graspop 2025 si è trasformato in una celebrazione della storia del metal. Sul Main Stage South è andato in scena l’attesissimo ritorno dei Savatage: la seminale band di culto americana, assente dalle scene europee da anni, ha fatto rivivere ai fan momenti magici. La formazione del 2025 – con Zak Stevens alla voce al posto dell’influente Jon Oliva (assente per problemi di salute, ma coinvolto dietro le quinte) – ha riproposto classici che hanno fatto la storia del prog/power metal. La platea si è emozionata sulle note di “Edge of Thorns” e “Gutter Ballet”, e non sono mancati attimi toccanti: durante la ballata “Believe”, lo stesso Jon Oliva è apparso a sorpresa sul palco per un duetto emozionante col suo successore , scatenando un’ovazione. I Savatage hanno dimostrato che, nonostante le tragedie e gli anni passati, il loro contributo pionieristico al metal resta influente e leggendario, e ora “sono tornati in azione” con rinnovato vigore . In contemporanea sullo Stage Nord i pionieri svedesi In Flames infuocavano l’aria con il loro melodeath moderno: Anders Fridén e compagni hanno alternato pezzi storici come “Only for the Weak” a brani dell’ultimo album, accompagnati da muri di chitarre e immancabili fiamme sul palco (nomen omen!).

Power Trip in concerto al Graspop Metal Meeting 2025 di Dessel
Power Trip in concerto al Graspop Metal Meeting 2025 di Dessel foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Per concludere questo viaggio di quattro giorni, il festival ha offerto un doppio gran finale da brivido. Da un lato, sul main stage, gli immortali Judas Priest (non annunciati inizialmente, ma subentrati come sorpresissima headliner) hanno celebrato i loro 50 anni di carriera con uno show metal classic imperdibile: Rob Halford, in piena forma vocale, ha sfoderato acuti micidiali in brani come “Painkiller” e “Breaking the Law”, e un intero esercito di metallari ha tributato ai Priest la standing ovation che meritavano. Dall’altro lato, sul palco opposto, Till Lindemann – frontman dei Rammstein – ha presentato il suo spettacolo solista, trasformando l’area Nord in un cabaret infernale. Pur “senza Rammstein” e senza le provocazioni sessuali più estreme del passato, Lindemann ha comunque saputo shockare e divertire: tra scenografie grottesche (si vocifera di pesci morti lanciati sul palco) e sketch surreali, il cantante tedesco ha servito al pubblico un “culmine musicale senza sesso ma pieno di follia” . Accompagnato da ballerine in latex, Lindemann ha proposto brani del suo progetto solista (come “Steh auf” e “Praise Abort”) con la consueta potenza vocale baritonale, chiudendo il festival in maniera esplosiva. In parallelo, nel tendone Marquee, un’altra leggenda ha dato l’ultimo saluto: King Diamond, maestro dell’horror metal, ha incantato i fan della vecchia guardia con un concerto da brividi. Tra scenografie da film gotico – compresa la celebre nonna in sedia a rotelle e croci rovesciate – e la sua inconfondibile voce in falsetto, il Re ha dimostrato di saper ancora stregare le platee. Brani immortali come “Welcome Home” e “Sleepless Nights” hanno risuonato nella notte, regalando ai presenti un’esperienza unica e riportandoli indietro nel tempo agli albori del metal estremo.

A mezzanotte inoltrata, con gli ultimi accordi nell’aria, si è chiuso il sipario su un’edizione del Graspop davvero da record. Non solo per l’eccezionale qualità delle band e l’atmosfera impareggiabile, ma anche per le condizioni climatiche “infernali” che hanno messo alla prova tutti: mai come quest’anno si può dire che il festival sia stato “hotter than hell” , in tutti i sensi. Eppure, l’organizzazione ha gestito ogni sfida in modo impeccabile, prendendosi cura dei fan come una grande famiglia metal . Il risultato? Un successo straordinario, che ha unito generazioni diverse sotto il segno della musica pesante e ha confermato il Graspop Metal Meeting come uno degli appuntamenti più importanti al mondo per la comunità metal. GMM2025 entrerà negli annali, ma già si guarda al futuro: le date per l’edizione 2026 sono fissate (18-21 giugno)  e c’è da scommettere che, dopo un’esperienza così intensa, i metalhead di tutta Europa abbiano già cerchiato in rosso quei giorni sul calendario. Stay metal, ci si vede l’anno prossimo a Dessel!

Clicca qui per vedere la gallery del quarto giorno del Graspop Metal Meeting 2025 (oppure sfoglia la gallery qui sotto)

https://flickr.com/photos/rockonit/albums/72177720327328920
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