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Reportage Live

GOGOL BORDELLO a Milano. Perchè ci vuole cuore. Possibilmente sano.

Articolo di Serena Lotti – Foto di Andrea Ripamonti

Cosa si può mettere in campo per contrastare gli effetti depressivi di una domenica sera di un luglio bollente, con una temperatura di 35 gradi, un tasso di umidità tale da trasportarci direttamente nella Death Valley e con zanzare talmente grandi in grado di guidare da sole gli autoarticolati parcheggiati fuori dal Carroponte di Sesto San Giovanni?

La soluzione che abbiamo scelto noi è un mix idratante di gypsy punk, reggae, hip hop, dub e musica tradizionale ucraina, il tutto innaffiato da una corroborante dose minerale di suoni di fisarmonica, fiddle, grancasse, percussioni, chitarre flippanti e con un’attitudine che mixa cabaret, circo, folklore gitano e anarchia totale.

Insomma in due parole Gogol Bordello. Il collettivo musicale più assurdo, incredibile, devastante e divertente che possiate desiderare di ascoltare in una sera d’estate, un autentico cardiotonico capace di spararvi addosso una scarica di energia pura, elettrica e assolutamente contagiosa. I Gogol Bordello, da sempre animali da palco (questo è il quinto concerto che vedo e sono sempre più scatenati), sono composti da un collettivo di musicisti totalmente pazzi e istrionici, guidati dalla figura carismatica ed eccentrica di Eugene Hutz, vera anima della band. I Gogol Bordello tornano in scena dopo due anni di stop con un tour in Italia (tre tappe di cui l’ultima ieri sera al Carroponte di Sesto San Giovanni) che toccherà anche Zagabria,Tel Aviv, Budapest, Bucarest, Grecia, Bulgaria, Germania, Lussemburgo, Olanda e Londra. I confini dentro cui si muove il Roaring 2020 Tour non sono però solo musica e passione, ma anche impegno civile e politico, amore per la patria e celebrazione della libertà.

Gogol Bordello in concerto al Carroponte di Sesto San Giovanni foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

I Gogol Bordello sin dall’inizio dell’invasione russa, si sono infatti impegnati in prima linea per raccogliere fondi e coordinare aiuti per l’Ucraina (di cui Hütz è nativo), anche con una campagna che trovate sul sito della band (andate sul banner “Support Ukarina“, che potete raggiungere cliccando qui e fate la vostra parte). Con questo intento, tra le varie iniziative promosse dalla band, è nato Teroborona brano uscito nel 2022 che prende il nome dalla forza di protezione civile ucraina e che racconta degli sforzi delle milizie che stanno attualmente combattendo contro l’invasione russa. Un brano che si autoproclama come una dichiarazione incendiaria volta a celebrare il patriottismo ucraino e che si propone il fine nobile di raccogliere e devolvere tutti i proventi alla causa dei compatrioti del frontman dei Gogol Bordello.

Ma torniamo in Italia. Un parterre copioso di gente sudata e colorata assiepata sotto un palco dove campeggia l’iconica immagine di un pugno chiuso coi colori della bandiera ucraina e il dictat “Solidaritine“.

Quelli presenti stasera non sono lì per caso (ci sono fan di ogni fascia d’età, dagli ultrasessantenni a bambini perchè Gogol Bordell significa prima di tutto festa), non sappiamo però se gli estimatori di recente affiliazione esattamente sappiano cosa significhi assistere ad un’esibizione dal vivo dei Gogol Bordello, ovvero un mix urticante di energia rock e gypsy punk ad alto tasso detonante ed assolutamente unico nel suo genere, al quale ci si deve presentare con una buona tenuta antisommossa e un certificato di sana e robusta costituzione.

“Come avete passato la pandemia? Non ce ne frega un cazzo. Siamo qui e siamo vivi!” il gitano, lo zingaro, il punk rocker Hutz è già arrivato sul palco, il piede piantato su una delle tante casse che stasera verranno fatte piroettare come birilli, il braccio sul fianco, sguardo irriverente, guarda la folla come un pirata che sta per salpare. La capacità di sapere scegliere con arte i pezzi di apertura porta la band a spararci in faccia le incendiarie e psichedeliche versioni di I Would Never Wanna be Young Again, Immigrant Punk, Not a Crime, Wonderlust King e il parterre diventa d’incanto un tripudio di motherfucker, poghi forsennati, birre lanciate per aria, risate, abbracci mentre sul palco si fa già a gara di headbanging. Una follia scomposta e amorevolmente hardcore.

Gogol Bordello in concerto al Carroponte di Sesto San Giovanni foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Un set che è una miscela sorprendentemente vincente e piena di carisma e che arriva a toccare le vette con le proposte incredibilmente intense di Saboteur Blues, My Companjera, ed una lunghissima ed incendiaria Mishto. Uno dei momenti clou della serata sono state senza dubbio le esibizioni detonanti e infiammate di Start Wearing Purple e Sally, con grande gioia della folla bagnata dal vino che Eugene non ha fatto altro che spruzzare sulla folla sudata. Oltre all’amore, alla passione per la musica quello che ha guidato il live è stato un sentimento di rabbia e di protesta in segno di autentica condivisione e vicinanza al popolo ucraino. Un live di due ore, intenso, emozionante, divertentissimo, capace di travalicare qualsiasi cosa potesse rappresentare una divisione, e farci sentire tutti uniti, sotto un palco che lettaralmente stava per venire giù tanta era la foga del collettivo che non ha tirato il fiato mai, in nessun momento, saltando sul palco, arrampicandosi sugli amplificatori e le casse, lanciando le aste dei microfoni ovunque, facendo roteare gli strumenti sui corpi nudi toralmente bagnati di sudore. Nulla è negoziabile nella musica nei Gogol Bordello.

All’encore ci arriviamo devastati, ma grati. Una chiusura col botto per rimarcare le intenzioni dei Gogol Bordello: una versione intensa e sentita di Alchol e un’epica Solidarity, dove Hutz ha modificato il testo della canzone “Siamo con te con il cuore e con la mente. Mentre il popolo ucraino cerca di prendere posizione“.

Gogol Bordello in concerto al Carroponte di Sesto San Giovanni foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Si va in chiusura con un’indimenticabile e lunghissima versione di Understructable con un Hutz in stato di grazia, nudo, incazzato, dal gracchio potente e con gli occhi grati e strabuzzati al tempo stesso. Ringrazia il pubblico, ci parla ancora di libertà. Chiude un set di oltre due ore con un urlo potente, selvaggio e che arriva da lontano, dal profondo, dagli anfratti più remoti dello stomaco del frontman ucraino e che contrappone la morte che si sta consumando poco lontano da noi con la celebrazione della musica, che è vita, che è libertà, che è pace.

UKRAINA IS UNDERSTRUCTABLE!!!

Se potessero i Gogol Bordello a gridarlo in faccia a Putin, sono certa che arriverebbe a crederlo anche lui.

Clicca qui per guardare le foto del concerto dei GOGOL BORDELLO al Carroponte di Milano (o sfoglia la gallery qui sotto)

Gogol Bordello

GOGOL BORDELLO – La scaletta del concerto di Milano

DARLING
I WOULD NEVER WANNA BE YOUNG AGAIN
NOT A CRIME
IMMIGRANT PUNK
WONDERLUST KING
SABOTEUR BLUES
MY COMPANJERA
SUDDENLY
THROUGH THE ROOF
FOCUS COIN
TC HUSTLE
DANCE AROUND THE FIRE
IMMIGRANIADA
THINK LOCALLY, FUCK GLOBALLY
MISHTO
START WEARING PEOPLE
SALLY
PALA TUTE

Encore

ALCOHOL
TEROBORONA
FORCES OF VICTORY
SOLIDARUTY (ANGELIC UPSTARTS)
BARO FORO
UNDERSTRUCTABLE

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Milanese, soffro di disordini musicali e morbosità compulsiva verso qualsiasi forma artistica. Cerco insieme il contrasto e il suo opposto e sono attratta da tutto quello che ha in se follia e inquietudine. Incredibilmente entusiasta della vita, con quell’attitudine schizofrenica che mi contraddistingue, amo le persone, ascoltare storie e cercare la via verso l’infinito, ma senza esagerare. In fondo un grande uomo una volta ha detto “Ognuno ha l’infinito che si merita”.

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