
Articolo di Fabio Lombardi | Foto di Davide Merli
Chiunque ascolti la musica rock, sa perfettamente che tutto ebbe inizio grazie a una ristretta cerchia di eletti, giunti tra noi con il compito di diffondere il “verbo” a suon di riff indemoniati. Tra questi profeti, anche un gruppo britannico formatosi a Hertford nel 1968, capace di imporsi sin da subito nella scena musicale mondiale e gettare le basi di quello che, negli anni a venire, sarebbe diventato l’heavy metal che tutti conosciamo.
Passano gli anni, anzi i decenni, e i Deep Purple calcano ancora i palchi di mezzo mondo, evangelizzando vecchie e nuove generazioni di rockers. Senza Blackmore e Lord, ma con un Airey e Morse in più, la band capitanata da Ian Gillan, fa tappa nella calda Milano per presentare alcuni dei pezzi dell’ultima fatica: Now What?!

Il pubblico dell’ippodromo è vasto ed eterogeneo: basta poco per scorgere qua e là criniere argentate fra ragazzotti spallati e giovanissimi accovacciati sulle spalle dei papà. Differenze che vanno sfumando al calare delle luci che preannunciano l’inizio dello spettacolo.
Basta una canzone, Fireball, per incendiare il pubblico milanese. Grandi e piccini, tutti con le tre dite alzate: questo è rock allo stato puro e non c’è altro modo per dare il benvenuto a coloro che hanno dato un significato a questa parola.
Il concerto è un autentico spettacolo. Perle del rock, come Strange kind of woman and The mule, vengono sapientemente incastonate in jam e assoli d’alta scuola, mentre Gillan canta e incinta la folla.
Space truckin’ e il riff inconfondibile di Smoke on the water chiudono la prima ora e mezza di show, ma non c’è nemmeno il tempo di riprendere il fiato perché si riparte al volo con Hush e, a seguire, con il solo al basso di Glover.
Chiude la serata Black Night, dopo una serata in cui si è ripercorsa la storia della musica degli ultimi quarant’anni. Se, come dice qualcuno, “il rock è morto”, allora questo qualcuno non ha visto i Deep Purple l’altra sera a Milano!

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Deep Purple – Scaletta concerto di Milano
Fireball
Into the Fire
Hard Lovin’ Man
Vincent Price
Strange Kind of Woman
Contact Lost
Guitar Solo
All the Time in the World
The Well-Dressed Guitar
The Mule
Bodyline
Lazy
Above and Beyond
No One Came
Keyboard Solo
Perfect Strangers
Space Truckin’
Smoke on the Water
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Hush
Bass Solo
Black Night






























