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È tutta una Punk Fiction

“Cosa aspetti, che ritorni Elvis in vita?”
“Che si riuniscano i Sex Pistols”
, rispose Giacomo.

E voi, che nel 1995 avevate dai 16 anni in su, verso quale utopia indirizzavate i vostri desideri?
La reunion dei Sex Pistols è lo scossone che aspetta Giacomo, il protagonista del libro “È tutta una Punk Fiction”, romanzo d’esordio di Mark Renton.

Giacomo è all’ultimo anno di superiori ed è disegnato dall’autore come il ritratto dell’adolescente che lotta contro l’ignoto. Il diploma è una sorta di rito di passaggio e l’ultimo anno di scuola che prepara i ragazzi a quell’evento è ricco di emozioni contrastanti: entusiasmo, paura, rabbia, liberazione.
Giacomo però non è semplicemente un ragazzo che sta per diplomarsi, il suo identikit infatti combacia con quello del giovane adulto di quella che è stata poi battezzata come “Generazione X”.

Se alcune esperienze, come gli innamoramenti tragici, sono comuni tra la maggior parte degli adolescenti in tutte le epoche, è giusto ricordare che lo sfondo storico e sociale non è sempre lo stesso, cambia di generazione in generazione e a cambiare è anche l’approccio dell’individuo alla vita.

Giacomo è cinico, deluso, cade nella tentazione di credere di aver trovato qualcosa di unico e meraviglioso ma ancora una volta resta deluso. E poi un’altra caratteristica: la diffidenza verso la tecnologia che a metà anni ’90 stava pian piano divorando il mondo. Per chi non ha vissuto questi momenti è curioso e complicato comprendere la presa di posizione per certi argomenti da parte di Giacomo. Per chi ha vissuto in diretta l’arrivo del mondo digitale per la massa, internet e il cellulare per tutti nel leggere questo libro più volte esclama: “che ricordi!”
Chi in giovane età era solito mettere i suoi pensieri su un foglio coglierà subito in molte parti del libro uno “stile diario”. Molti passi del romanzo vi sembreranno pensieri scritti da voi in quegli anni dove l’idea di Social media non era semplicemente lontana ma inesistente. Avere o no il cellulare, vi chiederete: “ma come facevamo prima?”

Ma ora ripartiamo dall’inizio: perché la reunion di una band può salvare il mondo di Giacomo? La carriera dei Sex Pistols è durata 2 anni, la band era formata da ragazzi tremendamente disagiati pronti a sfogare la rabbia durante i loro concerti. La risposta generale dei Sex Pistols era il “Caos”, presente nei brani, presente nell’estetica e durante l’autodistruzione, protagonista dei loro concerti. Ciò che rende unici i Sex Pistols, nel bene e nel male, è che la maggior parte delle loro caratteristiche sembra esser stata una costruzione ben studiata e per niente autentica, per lo meno questo è ciò che ha voluto confessare il loro manager Malcolm McLaren in “La grande truffa del Rock ‘n’ Roll”, documentario in cui i membri della band sono descritti come pedine inconsce del gioco del business. Quel manifesto anarchico altro non era che una macchina per fare soldi, Malcolm McLaren sfruttò simboli e atteggiamenti provocatori, illudendo così la gioventù di fine anni ’70 e facendo arrabbiare una vasta fetta di popolazione. Ma era tutto un gioco. Già, era tutta una Punk Fiction.
I giovani di qualche anno dopo, la Generazione X, iniziarono a scoprire che il lavoro stabile, ambito e raggiunto dai loro genitori, stava scomparendo. Il pessimismo iniziò ad invadere le coscienze e con lui arrivò anche il cinismo. La percezione di molti giovani era di non essere capiti, un posto per loro non c’era e in realtà quel mondo così incline al materilsmo non era il mondo di cui volevano fare parte. Dal punto di vista musicale, in molti abbracciarono la corrente nata a Seattle, il Grunge. Tramite la musica, ancora una volta si è potuto esprimere i sentimenti dominanti di una certa epoca. Dal Punk Rock che s’incontra con l’Hard Rock nacque un genere musicale capace di esprimere l’angoscia e la malinconia tipica di quei giovani che, senza colpa, stavano vivendo un cambiamento radicale, che avrebbe poi trasformato il mondo per farlo diventare come lo conosciamo oggi.
Giacomo perciò stava contemporaneamente attraversando due fasi: il diploma e il mondo che stava cambiando radicalmente sotto i suoi piedi.
Quando poi i Sex Pistols si riunirono davvero nel 1996 Giacomo riuscì a presenziare all’evento nella sua Milano?

In “È tutta una Punk Fiction”, pubblicato da Porto Seguro Editore, l’autore ha raccontato le dinamiche di vita di una classe scolastica di una grande città, Milano, ma molti di voi potranno rispecchiarsi in questi racconti, ovunque voi abbiate vissuto l’adolescenza in quegli anni.

Di certo c’è un aspetto al quanto bizzarro: il tour che fecero i Sex Pistols nel 1996 si chiamava “The Filthy Lucre Tour” ed è perciò il colmo che ciò che stava aspettando Giacomo per star meglio altro non era che un tour organizzato a scopo di lucro, una dichiarazione della band brutale e forse onesta. D’altronde, è tutta una Punk Fiction!

Link al Libro per acquisto:
http://www.portoseguroeditore.com/product/e-tutta-una-punk-fiction/

Articolo di Stefania Courson
https://www.facebook.com/profile.php?id=100009102828543

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