Prosegue la virtuosa esperienza di SOLIDO, il network tra i festival Ferrara Sotto le Stelle, Arti Vive Festival e acieloaperto, che presenta la quinta edizione del Festivalino, in programma il 28 e 29 novembre a Ferrara.
Tra i protagonisti della due giorni anche Marco Giudici, cantautore, produttore e polistrumentista tra i più raffinati della scena indipendente italiana, che si esibirà in duo con Adele Altro in uno showcase intimo e potente, presentando il nuovo album “Trovarsi soli all’improvviso”.
Lo abbiamo intervistato per parlare del disco, del suo rapporto con Adele e dell’importanza di contesti come SOLIDO.
“Trovarsi soli all’improvviso” è un disco che affronta il tema del distacco in modo delicato ma diretto. C’è stato un momento, un’immagine o un suono da cui è partito tutto?
Non c’è un momento specifico, ma un momento della vita inteso in senso largo, come se si fosse aperto un ciclo di conversazione su una serie di argomenti – il distacco, il lutto, la fine, l’abbandono, il contrasto tra una stasi e un movimento che alcuni di questi eventi spesso impongono. Un momento bello che mi ha aperto tante prospettive, ma appunto è uno tra tanti, è stato quando ho iniziato a improvvisare su dei droni – su musica ambient – che facevo solo per me stesso e per il momento. Diversi pezzi sono nati da questi momenti solitari, ma non li stavo cercando.
Negli anni hai costruito un rapporto artistico molto forte con Adele Altro. In questo disco quanto è stata importante la sua presenza e cosa vi accomuna nel modo di fare musica?
È stata fondamentale, come sempre. Mi viene difficile immaginare di non condividere la mia musica con lei, ne fa ormai parte ed ogni decisione è condivisa. Anche se quando scrivo le mie canzoni, do anche un indirizzamento musicale e ho bisogno che emergano alcuni caratteri espressivi che sento, così come fa lei quando lavoriamo alla sua musica, il rispetto reciproco di questa libertà credo conservi l’equilibrio e lo alimenti. Non c’è mai un voler realizzare una propria urgenza personale nel territorio espressivo dell’altro. E credo che ci accomuni la costante curiosità, la voglia di ascoltarsi e ascoltare, di accogliere dei tratti nuovi di noi stessi, così come anche coinvolgere altre persone in quello che facciamo, cercando il valore aggiunto nei rapporti. Non è mai tanto l’amore per il suono o per il gesto, quanto tutta la trama umana che con il pretesto della musica ha modo di germogliare.

Il tuo nuovo disco alterna leggerezza e profondità, con una cura quasi artigianale per i suoni. C’è un dettaglio a cui sei particolarmente affezionato e che secondo te dice molto del disco?
Ho un rapporto combattuto con i dettagli del suono. Da una parte è un vocabolario con cui so di avere dimestichezza, dall’altra parte è qualcosa in cui rischio sempre di perdermi. A volte racconta di una mia insicurezza e di una tendenza ad ossessionarmi da cui sto cercando di prendere distanza, perché mi impedisce di avere una postura dinamica rispetto a quello che mi succede. Quindi da una parte mi viene da rispondere che il dettaglio rappresentativo del disco è quello che ha natura casuale, dall’altra la sensazione tattile e fisica del suono – che spero si avverta – è qualcosa di cercato.
Parteciperai al Festivalino organizzato da SOLIDO con uno showcase speciale in duo con Adele Altro. Che tipo di set porterete a Ferrara e cosa significa per te suonare in un contesto così collaborativo e trasversale come SOLIDO?
Sarà un concerto con due chitarre, un sintetizzatore e due voci. È una delle vesti con cui verranno suonate queste canzoni. Mi piace che abbiano forme diverse a seconda di chi e quanti le suonano. Mi piace l’idea di suonare in un contesto di conversazione su argomenti che ci coinvolgono politicamente – termine inteso come “vita in una società”. È una parte di coscienza collettiva da cui è difficile sottrarsi, anche nelle conversazioni private, dunque trovo naturale estenderla ad una dimensione pubblica.
Dopo i due showcase di presentazione dell’album (Milano e Roma sempre con Adele Altro) e la partecipazione a Festivalino possiamo aspettarci anche un tour in futuro? Quali sono i tuoi programmi?
Si, ci saranno i concerti dal 2026, ma non posso ancora comunicarli. Ho molta voglia di suonarlo, quindi spero di dedicarci un bel periodo, poi lavorare a nuova musica è un gesto ormai quotidiano, ma sono lento.





























