Giorgieness torna con nuova musica, a distanza da due mesi dal singolo Jack E Sally. Abbiamo approfittato dell’uscita della ballad Eclissi per fare quattro chiacchiere con Giorgia.
Come è nata l’idea di scrivere “Eclissi”? Qual è il significato della canzone per te
L’idea che due persone siano come il sole e la luna, nello stesso spazio ma con tempi totalmente opposti, che quasi si ricorrono, incontrandosi pochissime volte ma generando uno spettacolo che fa stare tutti con il naso all’insù, mi gira in testa da anni.
Dovevo vivere qualcosa in più, forse, per poterla restituire con una canzone.
Il brano è nato durante una passeggiata notturna con un’amica e il suo cane, siamo tornate a casa e ho scritto una prima stesura di getto.
Dopo quasi un anno ha avuto la forma che potete ascoltare.
C’è una distanza che deve passare da quando provi emozioni così forti a quando riesci a guardarle da fuori e dargli un senso, sono felice di averle dato questa gestazione lunga, penso abbia fatto bene alla canzone.
Nel testo di “Eclissi” parli di come la musica ti mette a nudo e ti permette di connetterti con gli altri senza difese. Qual è il tuo rapporto con il pubblico quando suoni dal vivo?
Si, esatto, sul palco io sono metaforicamente nuda, penso si riesca a vedere anche come funzionano i miei organi interni.
Sarà che ho un rapporto diretto e viscerale con le canzoni che scrivo, non riesco a parlare di cose che non ho vissuto, quindi il live ha un impatto fortissimo su di me, è catartico, ne esco distrutta e felice.
Leggera.
Il pubblico lo vivo come un gruppo di persone che alla fine si fa le mie stesse paranoie, vive luci e ombre senza paura e cerco sempre di passarci un po’ di tempo post concerto. Credo faccia più bene a me che a loro.
L’amica di cui parlavo prima l’ho conosciuta così: era venuta da sola ad un concerto, siamo state un po’ insieme, il mese dopo mi aiutava in uno dei miei tanti traslochi, quest’anno abbiamo vissuto insieme per due mesi perché sono andata a stare nella casa che lei lasciava.
Forse è vero che la musica ci aiuta a trovare i nostri simili.
Nel tuo ultimo album “Mostri” hai esplorato sonorità pop e cantautorali diverse rispetto ai tuoi lavori precedenti. Cosa ti ha spinto a fare questo cambiamento?
Era un cambiamento necessario già dal secondo album.
Il mio più grande proposito è rimanere vera e penso che la musica non possa non crescere con la persona che la scrive, sarebbe assurdo per me rimanere incastrata in un suono, in un’immagine, io cambio costantemente.
Quindi è stato un passaggio naturale, la rabbia dei vent’anni purtroppo e per fortuna ha lasciato spazio ad altro.
Musica e parole vanno insieme, di conseguenza come uso la voce.
La cosa meravigliosa di questo lavoro è che non arrivi mai da nessuna parte, è come avere in mano il pongo per tutta la vita.
C’è da dire che ho anche lavorato con un team che mi ha ascoltata moltissimo e mi ha aiutata a trovare per Mostri il vestito adatto.
Aver messo le mani nella produzione più di quanto abbia fatto in passato mi ha regalato un disco che mi somigli moltissimo, o quantomeno alla Giorgia che ero quando ci ho lavorato!
Come è cambiato il tuo approccio alla scrittura di canzoni nel corso della tua carriera? Ci sono degli argomenti o delle emozioni che ti ispirano particolarmente?
Una costante è sicuramente l’ispirazione che continua a darmi il cinema, che poi declino anche nei video, che nell’ultimo anno ho quasi sempre scritto, diretto e montato insieme personalmente, girando insieme a persone splendide.
Egoisticamente, la cosa a cui mi ispiro di più è la mia vita e ciò che della mia vita sento irrisolto, fumoso, doloroso o estremamente gratificante.
Anche il mio rapporto con la musica ed in particolare con la discografia torna spesso in varie forme.
Credo anche che siano strettamente legate al tempo in cui vivo e quindi di conseguenza anche nelle mie canzoni, che sono principalmente d’amore, si nasconde molto altro, come le insicurezze che giovani e giovani adulti sviluppano in un mondo così complesso e pieno di disuguaglianze e difficoltà.
Alla fine se non stai bene di tuo, se non vedi un futuro, se non hai stabilità, anche i sentimenti passano in secondo piano o si tende a difendere il proprio spazio lasciando fuori tutto ciò che può farci ulteriormente male.
Quando scrivo cerco di essere estremamente sincera con me stessa, cruda, provando a giudicarmi il meno possibile.
E da sempre c’è un interlocutore, che cambia nel tempo, ma al quale ho bisogno di dire qualcosa.
Musicalmente mi faccio guidare dall’istinto, da un suono, dall’atmosfera che voglio restituire e spesso tutto questo è legato ad immagini che possono essere ciò che vedo fuori dalla finestra o, appunto, un film.

Hai suonato in molti concerti in Italia e all’estero. Qual è stato il tuo show più memorabile e perché?
Non saprei dire una volta più memorabile di altre, ho una memoria interna che ricorda praticamente ogni concerto.
Ricordo con affetto un retro palco con Edda, che è uno dei miei artisti preferiti.
Gli abbracci con Shirley Manson, l’Arci Bellezza pieno, la prima volta che ho presentato un album…
Potrei parlarne per ore!
Come ti senti riguardo alla scena musicale italiana attuale? Quali sono i tuoi artisti preferiti del momento?
Sinceramente? Un po’ triste e forse inadatta.
Credo si sia perso un mondo meraviglioso come quello dell’underground, quello che quando ho iniziato aveva davvero al centro la musica, un messaggio, uno stile di vita preciso.
Allo stesso modo oggi c’è un sacco di musica diversa e valida, artisti e artiste con forte personalità e belle idee, non ho un’indole reazionaria, sono curiosa di vedere cosa succede.
Del resto sono passati anche gli anni 80, i 2000, abbiamo avuto gli anni 70, gli anni 90, insomma, è tutto ciclico!
La verità è che ascolto poca musica italiana, tra i miei preferiti oggi Blanco, Truppi, Claudym, Francesca Michielin e Edda come dicevo prima.
Dall’estero invece ho apprezzato moltissimo gli ultimi album di Taylor Swift, Phoebe Bridgers, aspetto con ansia quello nuovo di Lana del Rey, negli anni scorsi sono impazzita per Dua Lipa…c’è anche da dire che ascolto un sacco di musica più vecchia, come il mio grande amore storico che sono i Red Hot!
Quale consiglio daresti a chi sta iniziando a fare musica e vuole emergere sulla scena?
Di pensare alla musica, rendersi autonomi, non avere paura di sbagliare.
Non saprei cosa consigliare per emergere, onestamente ad oggi non saprei da dove iniziare e, a conti fatti, sto ancora nuotando.
GIORGIENESS – prossimi concerti
18/03/2023 PRATO, CAPANNO BLACKOUT
25/03/2023 MONTICHIARI (BS) MONAMI
14/04/2023 TARANTO SPAZIO PORTO
26/05/2023 BOLOGNA MONTAGNOLA REPUBLIC






























