Comcerto è lieta di annunciare
Dopo la data già annunciata che lo porterà il 27 Luglio a Sesto al Reghena per Sexto ‘nplugged 2013, ROVER anticipa il suo ritorno in Italia a giugno.
ROVER
Sabato 8 Giugno
SOLIERA (MO) – ARTI VIVE FESTIVAL
Piazza Sassi 41019 SOLIERA (MO)
“in collaborazione con Fondazione Campori”
www.artivivefestival.it/
27 Luglio
SESTO AL REGHENA (PN)
www.sextonplugged.it
CASTELBUONO (PA)
YPSIGROCK FESTIVAL
Piazza Castello
www.ypsigrock.com
La storia di Rover (Timothée Régnier) (guarda le nostre foto del concerto di Roma) inizia due anni fa, quando venne espulso dal Libano per problemi di visto durante un tour con i The New Government, band molto famosa in Medio Oriente. Se questo antefatto non fosse successo, le sue canzoni sarebbero probabilmente rimaste inascoltate. Dopo il suo ritorno forzato in Francia, si rinchiude in una casa in Bretagna insieme ai suoi strumenti musicali e, riflettendo sul suo futuro, passa l’intero inverno in solitudine componendo e registrando. Nella sua casa-studio sgangherata, ha imparato a padroneggiare la sua unica e versatile voce, che può essere roca e cupa quando il brano lo elettrizza e che spicca il volo quando la passione lo richiede.
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Inconsapevolmente ha seguito le orme di coloro che ammirava e ascoltava quotidianamente: Brian Wilson dei Beach Boys, Bowie e i Beatles, pur non essendone un discepolo e ancor meno un nostalgico. Come gli artisti contemporanei che stima – Interpol in particolare – ha assimilato, reinterpretato e sintetizzato le sue varie influenze. La città di New York, dove la sua famiglia si è trasferita quando aveva 7 anni, ha alimentato la sua creatività. Ed è proprio lì che ha suonato per la prima volta una chitarra, così come fecero gli Strokes, suoi compagni del Liceo Francese.
Timothée scrive, compone, suona e arrangia tutte le sue canzoni. Ha registrato il suo album di debutto con Samy Osta (Cocosuma, Tahiti Boy & The Palmtree Family) e Guillaume Jaoul che arrivano dall’etichetta Third Side Records.
Prodotte con tecnologia analogica e con l’idea di catturare l’atmosfera e lo stato d’animo che lo hanno portato a scrivere, le sue canzoni beneficiano sia della precisione dello studio di registrazione, sia di una serie di strumenti che formano il suo audace approccio all’arrangiamento (organi, piano, chitarre, sintetizzatori, drum machine, etc.).
Timothée ha scelto Rover come nome d’arte per il suo amore per le macchine inglesi (“I miei genitori non guidavano altro quando ero bambino”) ma anche perché vede la sua vita come una lunga serie di viaggi, e sente di avere ancora molta strada da fare per arrivare a destinazione.





























