
Articolo di Stefania Clerici, Foto di Roberto Finizio
Non è bastata la reunion di Milano del 30 e 31 gennaio scorsi. I Litfiba ieri e oggi sono all’Acatraz ,per il tour “Trilogia 1983-1989”, che ripercorre il loro periodo d’oro, dando nuova vita ai brani della “Trilogia del potere”, gli album “Desaparecido” (1985), “17 Re” (1986), “Litfiba3” (1988), oltre al conclusivo live “Pirata” (1989), considerati da tutti ancora oggi delle vere pietre miliari nella storia del rock italiano ed europeo ed accomunati da una forte critica verso il totalitarismo.
Il successo annunciato con il tutto esaurito in 4 date, ha fatto aggiungere anche tappe in giro per Italia, a Bologna (4 aprile, Estragon), Padova (6 aprile, Gran Teatro Geox), Fontaneto d’Agogna (NO, 10 aprile, Phenomenon), Cortemaggiore (PC, 13 aprile, Fillmore), Napoli (17 aprile, Casa della Musica) e Roma (20 aprile e –già sold out- 21 aprile, Atlantico Live).
La formazione sul palco è quella storica degli anni ’80, con Piero Pelù e Ghigo Renzulli (freschi di riappacificazione dal 2009) insieme ai veterani Gianni Maroccolo al basso e Antonio Aiazzi alle tastiere, oltre alla new entry Luca Martelli alla batteria.
L’Alcatraz è sold out, la folla sotto l’acqua scrosciante che non vuole abbandonare Milano da 2 giorni, attende in fila e in maniera ordinata di entrare: il locale pian piano si riempie di un pubblico adulto, che segue i Litfiba da un pezzo… qualche giovane anche, in braccio a mamma o a papà! I teen sono ancora zombie, dopo il concerto di Justin Bibier di Bologna: Litfiba? Li ho sentiti agli MTV Day ti risponderebbero.

Sono le 21.40 circa e i quattro salgono sul palco: senza scenografia, zero schermi led e altre tecnologie che ho visto in tanti concerti. Il rock degli anni ’80 è nudo e puro, anche se sono troppo giovane per ricordarlo (non ho ancora 30 anni). Si parte con “Eroi Nel Vento”, cantata all’unisono da tutto il pubblico, in visibilio… È poi la volta di “Tziganata”, in versione un po’ indie folk, e “La preda”. Ecco poi “Transea”, psichedelica come non mai e la mia media rossa è già terminata… mi dirigo verso il bancone ed ecco che incontro il Drigo e Mac dei Negrita (che abbiamo ascoltato ieri a Legnano) in cerca di una bionda (birra, ahimè). Nello stesso momento Pelù intona “Instanbul”, ringraziando i Negrita ospiti della serata, con i quali aveva cantato proprio questa canzone lustri addietro.
Arrivano poi “Guerra” e “Versante Est”, cupe e scure nei suoni e nelle atmosfere; con “Apapaia”, la “Ballata” e l’”Elettrica danza” la folla si rianima in un puro rock di pogo e partecipazione assoluta con gli artisti sul palco, partono i cori da stadio “Piero” e “Litfiba alè alè”, che su “Gira Nel Mio Cerchio” – dedicata al fegato di tutti, soprattutto a quello di Bukowski – raggiungono le vette più alte della serata: è poi sulle note di “Lousiana” che la prima parte del concerto volge al termine.
Il tempo di scendere e risalire sul palco, le corna di tutti sono puntate verso l’alto: si riparte con “Il vento” e fino in fondo, senza sosta, per il gran finale con “Santiago”, “Paname”, “Corri”, “Amigo”, “Resta” e la grande “Tex”, con finalone hardcore.
Dopo più di due ore di concerto, i Litfiba chiudono la serata all’Alcatraz, pronti a bissare domani sera un secondo grande successo tra il pubblico milanese.
Tracklist 24-1-2013
Eroi nel vento
Tziganata
La preda
Transea
Istanbul
Guerra
Versante est
Apapaia
Ballata
Elettrica danza
Re del silenzio
Gira nel mio cerchio
Cane
Ferito
Louisiana
(Encore)
Il Vento
Santiago
Paname
Corri
Amigo
Resta
Tex






























