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Reportage Live

PIERO PELÙ: foto, reportage e scaletta del concerto di Milano

Piero Pelù

Articolo di Roberta Ghio | Foto di Roberto Finizio

In una Milano sotto la pioggia da giorni, con un clima tutt’altro che favorevole, mi catapulto all’Alcatraz per la data meneghina del Benvenuto al Mondo Tour di Piero Pelù, sul palco insieme ai Bandidos. I miei compagni di concerto sono di età adulta e la fantasia negli outfit si spreca; la mia camicia di jeans si fa spazio tra magliette dei tour passati, fisici da modella con mini camicette, capi in pelle borchieggianti e qua e là brilla qualche strass. Ma tutti abbiamo negli occhi quella luce di chi vuole godersi una serata all’insegna del rock!

Sono immagini impressionanti di disastri ambientali, allagamenti, frane, quelle che vediamo proiettate sui quattro pannelli verticali profilati di verde acceso posti a fondo palco, mentre la voce fuori campo di Pelù, in una sorta di recitato dalla cadenza tribale, fa riflettere sul fatto che “siamo la terra”. In questo scenario, entrano i Bandidos, tra urla e applausi della platea. Pochi istanti dopo lui, il tanto atteso ragazzaccio! Pantaloni neri d’ordinanza con stringhe laterali, canotta, il rassicurante bicipite in bella mostra (non è l’unica parte anatomica che regala gioia agli occhi, ma non voglio essere irriverente) e quello sguardo da simpatica canaglia che cattura. Da sempre. In sostanza: Piero Pelù!

Come anticipato dal tema in apertura, la serata prende il via con Picnic all’inferno, brano uscito poco più di un mese fa, un originale duetto in cui la voce del rocker si alterna con quella di Greta Thunberg, riprendendo il discorso che la giovane attivista svedese fece a Katowice in occasione della COP24. Il brano, con il suo ritmo marziale, è accolto da un’ovazione di teste che tengono il tempo in un Alcatraz fino a quel momento impaziente e che ora può scatenarsi. “Non è maltempo, è cambiamento climatico ca**o!!! Tribù di Milanoooo!” L’urlo che aspettiamo tutti, mentre ci facciamo sollevare dal ritmo tribale della pulsante batteria, che rafforzato dalla chitarra elettrica, dà il via al rock di Tribù, con Piero che non esita a sbatterci in faccia quanto sia dannatamente in forma, affacciandosi sulla platea per cantare quasi sul volto dei fan, correndo da una parte all’altra del palco, saltando con una carica da cui veniamo contagiati.

Piero Pelù
Lasciamo il verde per immergerci nel rosso di Bomba Boomerang, mentre di fronte a noi immagini di bombe stilizzate si alternano all’amato cornucuore e Pelù sempre più incontenibile e scatenato. Sul palco la sintonia è palpabile, gli arrangiamenti fanno sì che si possa godere di un entusiasmante alternarsi tra voce e assoli strumentali da parte di James Castillo (Giacomo Castellano) alla chitarra, di Luc Mitraglia (Luca Martelli) alla batteria e Black Dado (Dado Neri) al basso. Dopo la potente Sto Rock, con le pulsanti cifre R O C K cubitali che si illuminano davanti a noi, la magnetica La preda. Ed è salto nel tempo, di quelli che emozionano, il ricordo va a quel giorno in cui Giorgia, la mia vicina di banco mi imprestò una musicassetta (storie e terminologia del secolo scorso) dicendo “è di mio cugino, ascolta sto gruppo, sono bravissimi!” e scopro i Litfiba. Piero, come un cacciatore, è inginocchiato a puntare la preda per poi scattare in piedi e riprendere la corsa. La resa del brano è esplosiva e per certi aspetti ipnotica, grazie anche alla sensualità che Pelù emana nei momenti in cui danza, con quelle movenze tipicamente sue, spagnoleggianti e gitane, riprese con fisicità e al contempo sinuose. Un mix di gesti che catturano. Cerchi neri a fondo palco ci anticipano Sole nero, altro successo dei Litfiba, che travolge la sala. In questo stato d’animo total rock accogliamo un brano, che a mio avviso è il picco emotivo della serata: Fiorirà, canzone dedicata a tutti coloro che hanno perso la vita per mafia, corruzione, malapolitica. Ed è toccante vedere passare i volti di alcune di queste vittime, tra cui Piersanti Mattarella, Don Pino Puglisi, Giovanni Falcone, accolto dall’applauso che si leva da una platea in religioso silenzio, con Piero in ginocchio e a capo chino. Brividi. Restiamo scossi, ma si prosegue, sensuali, rock e caricati più che mai dal gioco di voce che precede il sussurrato “sabbia rossa e deserto”, il battimani e il coro da parte di tutti, ma proprio tutti, per l’esplosiva Fata Morgana. Saltiamo, balliamo, sudiamo, è tutto potentemente vivo!

Piero Pelù
“Milano sei sempre molto generosa!” la divertita esclamazione per i reggiseni volati e i seni nudi che compaiono qua e là per qualche secondo: così si partecipa al concorso Regina di Cuori 2019, una (non saprei definire, diciamo) “interessante”, gara messa in piedi dal ragazzaccio, che al grido di “non si frigge con l’acqua” dà via al momento hot della serata. Da qui a fine live, tolta una piccola pausa, è un continuo susseguirsi di brani resi ancora più potenti, rispetto alla versione registrata, da arrangiamenti di una efficacia sorprendente. È la volta di Gioconda – in cui la fede ancora bella lucida del neo sposo Piero brilla sulle strofe “l’anello no, no, non te lo do” segno evidente che quando incontri la persona giusta nel momento giusto, non c’è scampo! – El Diablo, profonda e con tanto di momento di purificazione, Lacio drom: si salta, si poga, si suda ed è tutto bellissimo! Chiude la setlist un vero bis, riascoltiamo Picnic all’inferno e forse sono io accelerata, ma la colgo più “veloce” rispetto alla versione in apertura. Termina la serata lo strip di Pelù che, liberatosi della canotta, la lancia al pubblico, restando a torso nudo.

Una serata intensa, in cui Piero si conferma l’animale da palco che mi ha platonicamente sedotta da ragazzina, capace di far saltare una platea di uomini e donne che arrivati di corsa dal lavoro hanno voglia di scatenarsi. Genuino, verace, potente. Non resta da aspettare cosa ci combinerà nel 2020, per i 40 anni di carriera. Grazie Piero.

Clicca qui per vedere le foto di Piero Pelù in concerto a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto)

Piero Pelù

PIERO PELÙ – La setlist del concerto di Milano

Picnic all’inferno
Tribù
Bomba boomerang
Mille uragani
Sto rock
La preda(Litfiba song)
Sole nero(Litfiba song)
Fiorirà
Viaggio
Fata Morgana(Litfiba song)
Dea musica
Regina di cuori(Litfiba song)
Tutti fenomeni
Gioconda(Litfiba song)

Io ci sarò
Bene bene male male
El diablo(Litfiba song)
Lacio drom (Buon viaggio)(Litfiba song)
Toro loco

Picnic all’inferno

Roberta Ghio
Written By

Nata e vissuta sul mare, da qualche anno a Milano dopo una parentesi romana. Cresciuta a pane e Bruce Springsteen, da un lato gli studi scientifico matematici, un lavoro nell'IT che mi appassiona, dall'altro l'amore per la pittura, la scultura, la fotografia, il teatro e i film di Sergio Leone. Amo sia visitare città, sia la natura e lo stare all'aria aperta. La musica è una costante nella mia vita, ogni momento ha una colonna sonora; amo soprattutto la musica dal vivo, unico modo per conoscere veramente un artista. Amo scrivere e sono alla costante ricerca del modo migliore per tradurre su carta le emozioni. Sono profondamente convinta dell'importanza dell'amare e del mettere passione in tutto quello che si fa... con anche un pizzico di ironia!

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