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Patti has the power: foto e racconto del concerto di PATTI SMITH a Verona

Foto di Matteo Scalet | Articolo di Alberto Cristofolini

Mentre dall’altoparlante del Teatro Romano di Verona una voce continua insistentemente a ricordare il divieto di fumare, ci accorgiamo che il palco è allestito con gli strumenti di tutta la band di Patti Smith. La Sacerdotessa ci ha fatto una sorpresa: non riproporrà il concerto di Padova «words & music» con il solo polistrumentista Tony Shanahan bensì ci presenterà una celebrazione elettroacustica del rock dagli anni 60 in poi.

L’inizio del concerto è affidato alla figlia Jesse che, dopo una piacevole ballata, si cimenta in un discorso di sensibilizzazione sull’ambiente in un quasi impeccabile italiano. Poi sale su palco Patti che, capelli argentati e completo all black, attacca con il suo racconto a tappe della storia del rock. E’ sorridente, di buon umore, in completa armonia con la band (soprattutto con lo storico chitarrista Lenny Kaye) e scambia volentieri due parole con il pubblico (c’è il tutto esaurito ovviamente); dopo aver suonato quattro dei suoi innumerevoli capisaldi, “Wing”, “Ghost dance”, “My Blakean Year” e la meravigliosa “Dancing barefoot”, Patti interpreta la prima cover della serata: “A hard rain’s a-gonna fall” dell’amico Bob Dylan.

Successivamente la cantautrice originaria di Chicago ci allieta con “Beneath the Southern Cross”, canzone in cui fece l’ultima apparizione in studio il compianto Jeff Buckley, per poi lasciare il palco ai suoi musicisti che si lanciano nelle travolgenti cover di “Free” dei Rolling Stones e “Take a walk on the wild side” di Lou Reed.

Al suo ritorno Patti racconta di come solo a Verona, dopo averci provato per mezza Europa, sia riuscita a trovare qualcuno in grado di riparare i suoi amati occhiali per poi regalarci due reinterpretazioni magistrali: “It’s a dream” di Neil Young e soprattutto “Perfect day” di Lou Reed che il pubblico canta all’unisono con lei.

Siamo ormai alle battute finali e quando la band intona le prime note di “Because the night” c’è chi non resiste a stare seduto sulle gradinate e, con il beneplacito dell’ormai stremata Sacerdotessa del rock, sotto il palco si forma un nutrito gruppo di persone che hanno voglia di ballare: “Gloria, Can’t help falling in love” di Elvis (dedicata da lei alla “città dell’amore giovane” ”Romeo, Romeo” aggiunge) e l’immortale “People have the power” chiudono una meravigliosa, e inaspettata, serata rock. Patti has the power.

Clicca qui per vedere le foto di Patti Smith a Verona (o sfoglia la fotogallery qui sotto).

PATTI SMITH – La scaletta del concerto di Verona

– Wing
– Ghost dance
– My Blakean Year
– Dancing barefoot
– A hard rain’s a-gonna fall (Dylan)
– Beneath the Southern Cross
– Free (Rolling Stones) + Walk on the wild side (Lou Reed)
– It’s a dream (Neil Young)
– Perfect day (Lou Reed)
– Pissing in a river
– Because the night
– Gloria

(bis)
– Can’t help falling in love (Elvis Presley)
– People have the power

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