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Reportage Live

NOTHING BUT THIEVES in concerto a Milano: reportage, foto e scaletta del live

Continua l’ascesa dei Nothing But Thieves che tornano dopo un anno tornano nel capoluogo lombardo per supportare l’uscita del nuovo EP What Did You Think When You Made Me This Way? uscito ad un anno di distanza dal fortunato Broken Machine.

In un Fabrique gremito fino alle casse al limite del tutto esaurito, il compito di aprire le danze spetta ai francesi The Blackmordia e agli inglesi Deaf Havana, entrambi autori di una prestazione molto apprezzata  seppur decisamente breve che però ha saputo riscaldare a dovere la platea in attesa dei ragazzi dell’Essex.

Quando Conor e soci salgono sul palco mettono subito le cose in chiaro con il pubblico: pochissime parole, illuminazione e scenografia completamente spoglie di qualsiasi elemento coreografico ma tanta voglia di suonare e coinvolgere tutti i presenti già in visibilio fin dalle prime note di I Was Just A Kid cantata a memoria da tutti i presenti. Inutile girarci attorno: la voce di Conor Mason è il fulcro dello show, capace di sorprendere anche dal vivo per padronanza e potenza con cui arriva in alto in brani come I Get High o I’m Not Made By Design. Eccezionale e coinvolgente pure Live Like Animals, uno dei pezzi dell’ultimo disco che mi avevano convinto maggiormente che con i suoi mid-temposi dimostra efficace pure dal vivo facendo saltare tutti i presenti.

Pochissime parole per il pubblico ma i NBT riescono comunque ad arrivare dritti al cuore dei presenti con i brani più lenti come Particles e Sorry che vengono cantante da tutti i presenti senza però dare la fastidiosissima sensazione di essere ad un karaoke come spesso accade in questi casi.

Note a parte per i giovani tecnici della band inglese, assolutamente inadeguati per il livello ormai raggiunto da Conor e soci: inaccettabile vedere dietro al mixer un ragazzo a braccia conserte per la quasi totalità dello show quando i suoni per buona parte dell’esibizione sono stati assolutamente appena sufficienti con la voce di Conor a tratti troppo bassa. Discorso a parte per il tecnico delle luci che ha praticamente fatto esibire la band al buio con qualche luce stroboscopica qua e là a ritmo di musica, più intento a bere e svapare con la sigaretta elettronica piuttosto che a migliorare la situazione: parafrasando un noto film italiano “Il mio falegname con trenta mila lire le faceva meglio” quelle luci.

Dopo l’ottima Sorry la band saluta il pubblico ma poco dopo torna per sparare le ultime cartucce con Afterlife, Itch e la famosissima Amsterdam che mette il sigillo su un concerto veramente riuscito e positivo che manda a casa soddisfatti tutti i paganti.

La sensazione è che i Nothing But Thieves abbiano davvero tutto per sfondare e diventare dei big della musica rock internazionale: la strada è quella giusta e se Conor e soci non la smarriscono penso che tra un paio di anni li vedremo tornare nel nostro paese anche in location più grandi come le arene principali d’Europa.

Le foto del concerto:
Nothing But Thieves

NOTHING BUT THIEVES – scaletta del concerto di Milano

I Was Just a Kid
Ban All the Music
Wake Up Call
Soda
Broken Machine
Take This Lonely Heart
I’m Not Made by Design
Live Like Animals
Number 13
You Know Me Too Well
Particles
If I Get High
Trip Switch
Forever and Ever More
Sorry

Encore

Afterlife
Itch
Amsterdam

 

 

 

Davide Merli
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2 Comments

2 Comments

  1. Avatar

    Carlo

    12/11/2018 at 09:27

    Recensione che mi trova d’accordo. i nbt sono decisamente ad un livello molto alto per i miei gusti. Francamente non capisco come mai non suonino già in altri spazi. Tra l’altro pubblico abbastanza eterogeneo come età. Unico dubbio: è vero che la qualità del suono è stata scarsa, però qualche mese fa al zona roveri a Bologna il suono mi è sembrato quasi perfetto. Serata storta? Cambiato tecnici? boh…

  2. Avatar

    Silvia

    12/11/2018 at 14:12

    Assolutamente d’accordo. E’ il secondo concerto dei NBT che vedo (il primo a Padova a luglio) e devo dire che sono davvero bravi. Speriamo continuino e non si perdano lungo la via. Assolutamente d’accordo anche sull’inadeguatezza di fonico e luci: da profana musicale quale sono, la voce di Conor in certi momenti l’ho solo immaginata.. peccato davvero.

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