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Reportage Live

MATT MALTESE a Milano: fine del mondo da terzo incomodo

Articolo di Alessandro Canalicchio 

In queste ore, mentre i notiziari internazionali battono a ritmo tambureggiante l’ennesimo e tesissimo ultimatum di Trump all’Iran, viene quasi naturale cercare un posto in cui nascondersi. Quel posto oggi è proprio il Legend Club di Milano, dove sta per esibirsi Matt Maltese. Diventa quasi impossibile non pensare alla genesi della sua canzone più famosa, As the World Caves In, nata da un’idea tanto assurda quanto geniale: una storia romantica e immaginaria tra Theresa May e Donald Trump, stretti nell’ultimo abbraccio un attimo prima che una guerra nucleare cancelli l’umanità. Lo stesso cantautore raccontava che quell’immagine lo faceva “piegare dalle risate”, offrendogli la scusa perfetta per scrivere un brano che fosse volutamente “ridicolo ma dolce”. E con l’apocalisse globale che torna a fare capolino tra i feed dei social, quell’attitudine surreale è il filtro perfetto per chiudersi la porta del locale alle spalle, lasciando il mondo fuori a sbrigarsela da solo. 

Prima di Maltese, a riscaldare il Legend è Sophie May. Non è una presenza casuale: tra i due esiste un sodalizio artistico consolidato. Sophie ha aperto gran parte dei suoi concerti in Europa e durante il tour australiano, e i fan li associano spesso come una coppia naturale di palco. La connessione va oltre la tournée: Maltese ha co-scritto Worst Thoughts in the World, title track del secondo EP di Sophie, uscito nell’estate del 2023. Due mondi affini che condividono un’estetica e probabilmente anche molto della stessa visione del mondo. 

Sul palco Sophie racconta ogni canzone prima di cantarla. Greek Statue, dal suo ultimo album, descrive l’idealizzazione di un amore causata proprio dalla perfezione del suo aspetto fisico. L’inedita Win parla invece dell’abitudine a litigare non per avere ragione, ma puramente per vincere. Proprio come Maltese, Sophie sa coprire i momenti più pesanti con un’ironia precisa, quasi istintiva. Lo dimostra quando sparano il fumo e lei si spaventa: il pubblico ride, e quella leggerezza improvvisa addolcisce tutto. A fine concerto è allo stand del merchandise a salutare tutti, una gentilezza rara che non passa inosservata. 

Matt Maltese entra accompagnato da musica celestiale, Luna, Amore e No di Piero Piccioni, e si siede al pianoforte. Il Legend è sold out. E guardandosi intorno, la sensazione è netta: almeno il settanta per cento del pubblico è venuto in coppia. L’apocalisse, evidentemente, si affronta meglio in due. Chi non ha seguito questo consiglio non implicito (ovvero io) accetta il ruolo di terzo incomodo, ma si gode un ottimo concerto. 

Matt parte subito con Buses Replace Trains, poi saluta tutti con un «buonasera». Rivela di essere “leggermente italiano”, e di aver vissuto a Milano per due anni, quando era piccolo. Lo fa parlando italiano con un accento britannico che il pubblico accoglie con grande tenerezza. 

Anche Maltese presenta ogni brano prima di eseguirlo. A un certo punto chiede un po’ meno fumo: il drama va bene, ma c’è un limite. Bastano poche parole per spostare il pubblico dalla parte del palco. Per Mystery chiede aiuto agli spettatori per cantare le seconde voci, e il Legend si trasforma per qualche minuto in qualcosa di simile a una messa laica. Poi si sposta dalla tastiera al pianoforte, e cambia registro. 

Dice che questa scaletta è più variegata rispetto alle altre date del tour, Tour For You My Whole Life, partito nel 2025 e approdato in Europa questa primavera, con tappe a Vienna, Madrid e Barcellona. Per Like a Fish serve un clarinetto. Chiede al pubblico cosa ci sia di meglio di un clarinetto e risponde alla sua stessa domanda: “ovviamente Sophie May” che torna sul palco per duettare con lui. 

Il momento più inaspettato arriva con Eternamente: una canzone italiana scritta dallo stesso artista che, ammette, ascoltano circa tre persone al giorno. Non l’ha mai cantata live. «I’m gonna forget all the lyrics», avverte, chiedendo di lasciar stare la sua pronuncia. Il pubblico si lascia scappare l’applauso più grande della serata, per un pezzo veramente inaspettato. 

Poi annuncia: «I’m gonna sing a happy song about the end of the world». Parte As the World Caves In e l’artista bombarda i tasti del pianoforte. La sala, come previsto risponde con entusiasmo. 

I bis arrivano quando già sembrava tutto chiuso: Cure for Emptiness, poi Everyone Adores You. Inchino, ringraziamenti sinceri. Il Legend ha fatto da rifugio antiatomico per una sera. Ne siamo usciti indenni, coppie e terzi incomodi insieme, molto soddisfatti di aver assistito alla prima data italiana in assoluto di Matt Maltese. 

MATT MALTESE – la scaletta del concerto di Milano 

1. Buses Replace Trains 

2. Rom-Com Gone Wrong 

3. Curl Up & Die 

4. Nightclub Love 

5. Everybody Is Just As Crazy As Me 

6. Mystery 

7. Madhouse 

8. Jupiter 

9. Always Some MF 

10. Like A Fish 

11. Arthouse Cinema 

12. Lobster 

13. Eternamente 

14. As The World Caves In 

15. Intolewd 

16. Anytime, Anyplace, Anyhow 

17. Cure For Emptiness 

18. Everyone Adores You (at least I do) 

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