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Reportage Live

EELS + Chaos Chaos: reportage, foto e scaletta del concerto di Milano

Foto di Andrea Ripamonti | Articolo di Simona Ventrella

Mark Oliver Everett, meglio conosciuto con il nomignolo di Mr. E. oltre ad essere il fondatore degli Eels è, senza alcun dubbio, il classico esempio di personalità artistica capace di riversare tutto sé stesso nella musica. Una capacità che ha racchiuso al suo interno qualcosa di catartico ed epifanico, una via tortuosa a volte dolorosa, decisamente per pochi, con cui potersi esprimere e relazionarsi con il mondo. Una vita, la sua, costellata da momenti di grande sofferenza e lutti personali che hanno riservato a Mr. E una via preferenziale per le oscurità del blues e del rock and roll tagliente e al tempo stesso profondo. Per intenderci quello che ti spara il mondo dritto in faccia, senza filtri e imbellettamenti, che va giù dritto al nocciolo, lanciando per aria tutti quello che resta in superficie. Con questa premesse è facile capire il perché un concerto degli Eels è paragonabile ad una grande seduta di terapia di gruppo in cui la dimensione intima e quella collettiva confondono temporaneamente i propri confini per mescolarsi insieme.

Dopo anni di palchi, è quello del Magnolia è stata l’ennesima riconferma, possiamo affermare con certezza che Mr. E ha raggiunto una consapevolezza di sé e una spiccata ed amabile spavalderia, che lo rendono un personaggio quasi iconico. La sua divisa total denim, gli occhiali scuri e il cappello in testa, trasudano una personalità forte e sicuramente un ego poco ingombrante. Ma che dire questa veste, forse meno spontanea e scapestrata, ma decisamente più cool, ha il suo effetto e ci piace! In questo tour post Decostrution (l’ultimo album pubblicato nel 2018) ci sono tutti i sintomi di una maturità espressiva a partire dalla scaletta che ripercorre la carriera della band, prendendo brani e mescolandoli insieme, senza esclusione di pesi massimi come Novocaine For The Soul e Mr. E’s Beautiful Blues, I Need Some Sleep e My Beloved Monster. Senza dimenticare qual e là qualche cover famosa, che però non riscuotono grande successo. Helter Skelter a parte. La voce ogni tanto fa le bizze, ma che dire non siamo qui per la pulizia e la precisione, ma per prenderci tutta l’energia ossessiva e propulsiva che la band sa ancora come regalare ai propri fan.

Un’energia contagiosa, anche grazie alla sintonia con gli altri membri delle crew, fatta di occhiatine complici e siparietti ironici. L’interazione col pubblico è un espediente ricercato, a volte ben costruito a volte decisamente spontaneo, ma sempre capace di mettere in luce le peculiarità dei singoli. Ironia, divertimento, narrazione e un po’ di teatralità istrionica sono i fattori chiave per un concerto più che riuscito, capace in due ore di non solo di non annoiare, ma di lasciarti sulla pelle una sensazione di frizzante elettricità. Sono queste le vibrazioni che la buona musica è capace di darti e dopo questo live non riesco a togliermi dalla mente un pensiero a: “Senza gli Eels il suono dell’indie rock non sarebbe stato lo stesso, dovrebbe essere scritto in qualche libro o su qualche muro metropolitano”.

Clicca qui per vedere le foto degli EELS a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto).

EELS – la scaletta del concerto di Milano

Out in the Street (The Who cover)
Mississippi Delta (Bobbie Gentry cover)
Raspberry Beret (Prince cover)
Bone Dry
Flyswatter
Dog Faced Boy
I Need Some Sleep
Dirty Girl
Daisies of the Galaxy
Prizefighter
She Said Yeah (The Rolling Stones cover)
Tremendous Dynamite
Open My Present
You Are the Shining Light
My Beloved Monster
In My Dreams
I Like the Way This Is Going
Helter Skelter (The Beatles cover)
Little Joe!
Today Is the Day
Novocaine for the Soul
Souljacker, Part I
I Like Birds
P.S. You Rock My World

Encore:
Fresh Feeling
Mr. E’s Beautiful Blues
Fresh Blood

Encore 2:
Love and Mercy / Blinking Lights (For Me) / Wonderful, Glorious
The End (The Beatles cover)

Written By

Prima di tutto fotografo

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