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Yeah Yeah Yeahs – Cool It Down

Quando una band torna a far parlare di sè dopo molti anni (in questo caso nove), c’è sempre una certa non ben codificata sfiducia. Ora l’attesa è finita ed è arrivato il momento di cliccare il tasto Play per ascoltare il nuovo lavoro dei Yeah Yeah YeahsCool It Down’, preannunciato da due brani pubblicati rispettivamente a Giugno e Agosto 2022.  Se ascoltassimo questo album senza conoscere la band di certo esclameremmo:       – Wow, chi cavolo è questa nuova popstar? -. 

Karen Lee Orzolek. Meglio nota come Karen O. Frontwoman di una band nata nei primi anni 2000 nell’America di Bill Clinton, American Psycho e delle prime chiavette USB. Una band che è sempre risultata oscillare tra il garage punk e l’indie rock, Karen O alla voce, Nick Zinner alla chitarra, Brian Chase alla batteria. Una band che si ispirava a gruppi quali ESG, Siouxsie and the Banshees e i New Order e che sono stati d’ispirazione a figure che più pop non si può come Beyonce, Kelly Clarkson e The Black Eyed Peas. 

Dopo il flop dell’ultimo disco del 2013 ‘Mosquito’ la band aveva deciso di prendersi una pausa, poi, durante la pandemia, eccola arrivare la voglia di rimettersi in gioco e di nuovo al lavoro. Un album, dunque, nato in videoconferenza. Gli Yeah Yeah Yeahs non si sono lasciati travolgere dal lockdown, in gioco c’erano due prove: la prima era ritornare, la seconda era non deludere. Ardua sfida per dei quarantenni ormai con famiglia alle prese con un mondo cambiato, stravolto.

In ‘Cool It Down’ Karen O torna a sfoggiare i vestiti dallo stile DIY di Christian Joy, la stessa frangetta mora a coprirle gli occhi dal 2000, la stessa voce elettrica che sa essere dolce e pericolosa allo stesso tempo e lo stesso personaggio carismatico che pare non invecchiare mai. Il titolo dell’ album è un omaggio ad una canzone dei Velvet Underground (dall’album del 1970 ‘Loaded’) e si apre con un pezzo dedicato al cambiamento climatico, ‘Never had no chanche’ canta Karen O in ‘Spitting off the Edge of the World’ che vede la partecipazione del cantante Michael Hadreas aka Perfume Genius. Un tema che la band newyorkese ha molto a cuore e su Twitter annunciano che doneranno 1 dollaro all’organizzazione in difesa del pianeta ‘ClientEarth’ per ogni vinile limited edition venduto. Spuntano poi delle inattese linee di basso (‘Lovebomb’ e ‘Fleez’) e momenti nostalgici di riflessione sul suo passato come in ‘Blacktop’ dove la cantante sembra quasi confessarsi: 

“Oh, as I was young and easy
In the mercy of his means
Time held me green and dying
Though I sang in my chains like the sea”

Dei synth spaziali ci accompagnano in questo viaggio verso ‘Mars’, l’ultima canzone dell’album e arriviamo alla conclusione che gli Yeah Yeah Yeahs sono sopravvissuti alla selezione naturale decisamente bene. Hanno saputo reinventarsi (ma non troppo). Quel tanto che bastava per immettersi nel traffico del 2022, ma pur rimanendo fedeli a se stessi. 

Sofia Nadalin

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