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The LIVING DAYLIGHTS – Ways to Escape

The LIVING DAYLIGHTS - Ways to Escape

The LIVING DAYLIGHTS - Ways to Escape

Prendete i Fugazi dei primi due strabilianti ep (quello omonimo e “Margin Walker” poi raccolti nel cd antologico “13 Songs” tanto per intenderci) e aggiungete un pizzico di melodia in più. Recuperate tutta la rabbia degli Strike Anywhere più ispirati e incazzati e mescolate tutto con una buona dose di rock’n’roll e qualche richiamo agli Hot Water Music. Solo così potrete avere una mezza idea di cosa suonano i Living Daylights, ennesima bella scoperta della nostra No Reason Records (qui affiancata dalla Found of Life) dopo un anno passato a base di Rentokill, Argetti, Antillectual e compagnia cantante. Più ci penso e più la label di Sant’Angelo Lodigiano mi ricorda la mitica e compianta Nh-n del mio amico Francesco Derchi, che qualche anno fa aveva sfornato i dischi di band come Bigoz Quartet, Evolution So Far e Nitrojuice. Ma bando ai ricordi, quello che colpisce di questo bel disco (“Ways to escape”) è senza dubbio la compattezza di tutti i suoi dodici pezzi. Una manciata di canzoni davvero ben scritte e suonate come dio comanda (ottima anche la produzione, discreta ma azzeccata). A farla da padrone, per tutto l’album sono le chitarre ruggenti del quintetto inglese (sono di Lincoln, ma suonano come un gruppo di Richmond o Washington DC), che mescolate alla voce di Rusty (un marchio di fabbrica per chi fa questo tipo di post-hc) riescono ad emozionare anche un vero e proprio criticone come il sottoscritto. E anche se qualcuno obietterà (giustamente) che fra i dodici pezzi in scaletta non ci sono grandi novità di rilievo (ragazzi le coordinate credo di averle spiegate piuttosto diffusamente), c’è da dire che fa sempre un immenso piacere ascoltare un lavoro onesto come questo “Ways to escape”, che sappia parlare al cuore, ma anche alla testa delle persone. In fondo non è così facile, in quest’ultimo periodo, sentire degli album che non infilino, ogni tre per due, un urletto screamo o si avventurino in sonorità gotiche e darkeggianti con la pretesa di fare “punk”. Questi ragazzi, invece, hanno deciso di rispolverare il caro vecchio hc o post-hc che di si voglia di marchio americano. Ne è venuto fuori un esordio cosi fiocchi.

www.myspace.com/thelivingdaylightssuk

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