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NOEL GALLAGHER’s High Flying Birds – Chasing Yesterday

noel-gallagher-chasing-yesterday2015, Sour Mash Records Ltd.

Sono passati 3 anni e qualche mese dal primo album da solista di Noel Gallagher, che all’inizio del mese è tornato con il suo nuovo lavoro, ‘Chasing Yesterday‘, secondo album da solista sotto il nome di Noel Gallagher’s High Flying Birds. “Lavoro per vivere, non vivo per lavorare”, proprio per questo l’ex Oasis si è preso un anno libero (2013) dopo un tour mondiale che tra il 2011 e il 2012 lo portò a suonare in 30 paesi per oltre 130 concerti. Nel gennaio del 2014 è tornato in studio, rigorosamente da solo con i gemelli Stacey: Paul, che ha lavorato anche con Lucio Battisti, ingegnere del suono ormai “personale” e chitarrista in alcuni pezzi (nonché grande amico) e Jeremy, batterista dei Noel Gallagher’s High Flying Birds nel tour.

Il suo produttore di fiducia sin da “Don’t Believe the Truth” (2005) degli Oasis, Dave Sardy, era impegnato, quindi Gallagher ha deciso di fare tutto da solo. Lavoro poi ultimato nel luglio 2014 ma uscito solo il 2 marzo (3 marzo in Italia) di quest’anno a causa delle ristampe di ‘Definitely Maybe’ e ‘(What’s the story) Morning Glory?’ degli Oasis che hanno impegnato il suo management per tutto il 2014.

Il 47enne di Manchester lo ha detto chiaramente: la reunion degli Oasis difficilmente accadrà. forse solo per mezzo miliardo di sterline, ma anche in quel caso ci penserebbe due volte, almeno secondo lui. Anche perché la sua carriera da solista va avanti alla grande con due album piazzati al primo posto, tour nelle arene britanniche sold out in meno di un’ora e concerto da headliner in un festival importante come il T in The Park quest’estate. Lo vedremo anche in Italia il 6 luglio a Milano (Assago Summer Arena – biglietti in vendita a questo link > http://bit.ly/1BL0oWO), l’8 all’Hydrogen Festival (Piazzola sul Brenta – biglietti in vendita a questo link > http://bit.ly/1xriAiY) e il 9 al Rock in Roma (biglietti in vendita a questo link > http://bit.ly/1CmeLmH).

‘Chasing Yesterday’ parte con quella che è una delle migliori canzoni che Noel Gallagher abbia mai scritto, ed è quello che ha detto lui in diverse interviste. ‘Riverman’ è un pezzo dalla melodia solida con un bel assolo di chitarra dopo il primo ritornello e un conseguente assolo di Sax che ricorda molto i Pink Floyd. Pezzo forte, magari non ai livelli di ‘Definitely Maybe’ e ‘(What’s the story) Morning Glory?’ ma sicuramente uno dei migliori del nuovo millennio.

Il primo singolo ‘In the Heat of the Moment’ è probabilmente la canzone più commerciale della sua discografia, estremamente “radio-friendly” e definita proprio da lui come “throwaway” (usa e getta) del disco. La sua b-side, “Do the Damage” è probabilmente di livello superiore.

‘Lock All the Doors’, track 4, arriva come un uragano. Puro stile “Definitely Maybe”, non a caso è un pezzo scritto nel 1993 e ormai ex demo degli Oasis. Noel Gallagher non aveva mai trovato il modo per creare un contorno al ritornello. Ma un giorno, come ha raccontato lui, mentre usciva da un supermercato di Maida Vale (Londra, dove vive) lo ha folgorato l’idea giusta dal nulla. E’ nata quindi la canzone che riporta indietro fans e non ai primissi anni degli Oasis. A voler essere onesti il fratello Liam, anche con lo stato attuale della sua voce, avrebbe potuto portare questo pezzo a un livello ancora più alto.

Atmosfera che dura ben poco perché a prendersi la scena, subito dopo, è ‘The Dying of the Light’, la più classica delle canzoni d’amore “gallagheriane”. Pezzo che ha lo stesso ruolo che ‘If I Had a Gun’ aveva nel primo album.

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La canzone che colpisce di più per stile è ‘The Right Stuff’, una qualcosa che non era mai uscito da un album degli Oasis. Gallagher l’ha definita “Space, psychedelic Jazz” e anche una canzone che “negli Oasis non sarebbe mai stata incisa”. La voce di Noel Gallagher è contrapposta a una femminile e funziona bene su quel “You and I got the right stuff” tra piccoli assoli di chitarra e sax.

Anche ‘You Know We Can’t Go Back’ ricorda gli anni del britpop (in un anno che vede anche la reunion dei Blur!) con melodia e testo spensierati, “Maybe I believe in magic love, I find it in the moon and stars above”. Il titolo potrebbe sembrare un messaggio per il fratello Liam, ma non è così e lo ha spiegato più volte. Chiude l’album ‘Ballad of the Mighty I’, secondo singolo. Nel pezzo suona anche il grande Johnny Marr, suo amico di lunga data ed ex chitarrista degli Smiths. Melodia efficace (e in questo Noel Gallagher non sbaglia mai); se l’obiettivo era quello di creare una sorta di atmosfera malinconica Gallagher ci è riuscito alla grande grazie a un bel testo e a buone scelte di produzione.

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Nessun rimpianto o voglia di riunire gli Oasis per Noel Gallagher, che porta avanti la sua carriera da solista con il massimo della libertà. “Per me riformare gli Oasis sarebbe un passo indietro dal punto di vista creativo”, quindi non resta che goderci questo album in attesa del prossimo.

Giacomo Costa

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Nato a La Spezia nel 1994. Appassionato di Musica Rock britannica, del Regno Unito e di calcio.

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