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Neverwhere – Alonetogether

neverwhere2016 Dotto

Se ascoltata tra una fretta e l’altra potrebbe sembrare una “formula sonora super collaudata” questa contenuta  nel progetto in solitaria Alonetogether   messo in campo dal torinese Michele Sarda in arte Neverwhere, se invece ascoltato in silenzio e al buio, si cavano fuori dettagli, spessori e una poesia nebbiosa che riveste di ottima uggia malinconica un pugno di minuti, un pugno di intimità non coagulate.

Folk, sincerità, elettricità e calme espressive, ballate, melodie, echi e  una forte determinazione a raccontare il dentro dell’anima sono le credenziali di un disco che fa presa già dal primo pezzo, che regala subito quella confidenza amarognola precisa di un amico ritrovato dopo tanto tempo. Disco di undici tracce di redenzione e tremori, una Parlor guitar quasi su tutto, un Glen Hansard You &I , Onefor the missing di soppiatto e tanta, ma tanta bellezza in contraltare, tracce inclini a stupire  e dove Neverwhere si rotola dentro interpretazioni di livello, liberatorie e a guscio di noce, a seconda dell’umore a contrasto che balena al momento.

Sospiri di Counting Crows November, Stranded, Christmas eve lonesome bitterness blues, un pezzo di America al banjo Scenes from a wedding, mente a chiudere spetta alla malinconia convulsa di Winterligh, e la magia si chiude per riaprirsi ogniqualvolta il cuore lo chiede. In questo caso sempre!

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Giornalista che crede che la musica sia la via maestra di tutto per arrivare al tutto.

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