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Interviste

Slacciate le cinture di sicurezza e iniziate a fluttuare nel vertiginoso mondo di Francesco De Leo

Il suo nuovo album SWAROVSKI travolge e incanta allo stesso tempo, e proprio come l’armadio di Narnia apre la realtà a mondi astratti e ad immaginari stroboscopici. 

Francesco De Leo ha poi spostato i riflettori da sé stesso ad un roster eccezionale di collaborazioni tutte al femminile: Clementine le Fruit, Lucia Manca, Rachele Bastreghi, Maria Antonietta, cmqmartina, Vipera. In aggiunta, il basso di Bruno Bellissimo, con il quale aveva già collaborato, ed infine Populous e M¥ss Keta, i quali hanno aggiunto il tocco magico alla title track dell’album, unica cantata da De Leo. 

Da bravo stilista ha quindi vestito ogni brano con i colori e la personalità di ogni artista, creando un match perfetto per un ascolto inebriante. Proprio come un caleidoscopio, De Leo ha portato alla luce il suo album e ha mosso le fila dei suoi brani che prendevano un colore diverso a seconda dell’ospite che era chiamata a cantare. 

Perciò, che aspettate? Lo abbiamo intervistato per farci raccontare qualcosa di più: buon ascolto e buona lettura! 

Ciao DE LEO, come stai? È da poco uscito il tuo nuovo album SWAROVSKI, come è nato il concept? 

Ciao Futura 1993! Dunque, le prime demo di Swarovski risalgono all’estate del 2019, anno in cui i miei ascolti principali erano tutti incentrati su cose dream pop, vapor wave e cantautorato italiano. Ho ascoltato molto i Beach House, Ariel Pink, Piero Ciampi, windows 96 e altre influenze simili. Il mio intento era quello di ricreare un immaginario sinestetico, un mondo onirico ma reale, un’atmosfera dove suoni e parole diventano una cosa sola. Inoltre, c’è da dire che non volevo figurare come “protagonista principale” del progetto, ma come una sorta di regista, un autore dietro le quinte del mio stesso disco. Ho deciso di far cantare le mie canzoni a delle artiste che stimo, che ho conosciuto in questi anni di concerti: Myss Keta, Rachele Bastreghi, Maria Antonietta, cmqmartina, Vipera, Lucia Manca e Clementine le Fruit. Tutte loro hanno fatto letteralmente brillare le mie parole donando a tutto il progetto una luce unica.

SWAROVSKI è anche la title track del tuo album, come è nato il brano e quale significato si cela dietro la scelta di questo titolo?

La parola Swarovski per me racchiude in sé un immaginario psichedelico, volevo rendere il tutto come un universo metafisico, uno spazio astratto dove potersi soffermare. Il brano è il primo che ho scritto dell’intero disco, è proprio il primogenito. È il tentativo di ricreare sotto forma di suono, una o più visioni contenute in uno spazio liminale, dove la realtà si mescola con il surreale, una specie di sogno lucido.

Il tuo è un pop “anarchico”, che accarezza e accompagna, con sonorità dal sapore vintage, ma che pianta i piedi sul presente a chi ascolta. Come descriveresti il tuo modo di fare musica?

… Come gli artigiani delle vetrerie di Murano ahah

Forse in un’altra vita ho fatto il sarto non so, mi piace scrivere anche per gli altri non solo per me.

L’album si riempie di fantastiche collaborazioni, le quali hanno vestito tutti i brani con particolari unici, mescolandosi perfettamente con la tua musica. Rendici partecipi di questi incontri: come è avvenuta la scelta delle artiste e com’è stato lavorare con loro? 

Sono tutte artiste di cui sono fan e che ho conosciuto nel corso di questi anni tra festival e tour. Ho assegnato i brani in base alle loro personalità, per esempio Lucia Manca ha lavorato su un pezzo dall’approccio più elettronico dark, Maria Antonietta invece su toni più jazz, cmqmartina più chill hop, Myss keta una prod più dreamy ecc… praticamente le registrazioni sono state quasi tutte effettuate lavorando a distanza durante il lockdown del 2021, solo con Caterina (Vipera) e Martina ci siamo visti in studio.

La tua è una musica molto espressiva, a tratti estatica, che incanta. Come avviene, in genere, il processo di creazione di un brano? Segui un ascolto interiore oppure ti fai ispirare dall’esterno?

Io accumulo molto materiale, scrivo e produco basi in modo randomico più o meno da sempre. Diciamo che attingo da un archivio che mi sono costruito con gli anni.

Ci sono nuove idee in testa per il prossimo anno? 

Non posso svelare ancora nulla.

Come ti vedi nel futuro? Fatti un augurio.

Mi vedo al top, e mi auguro che inizi davvero un “rinascimento” non solo artistico ma anche umano.

A cura di Chiara De Rosa

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