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Interviste

Festival di ritorni unici (a sé stessi). Quelli de I MANAGEMENT DEL DOLORE POST-OPERATORIO al TRANSUMARE FEST 2025

Management in concert at Arci Bellezza in Milano foto di Rossella Mele per www.rockon.it
Management in concert at Arci Bellezza in Milano foto di Rossella Mele per www.rockon.it

Articolo di Marzia Picciano

L’avevano fatto capire che era ora di tornare. Forse: Luca Romagnoli e Marco Di Nardo in realtà ci sono sempre stati, con un nome abbreviato, ma che forse perdeva visceralità del concetto che i Management Del Dolore Post-Operatorio hanno sempre messo al centro della propria cifra artistica. Di Romagnoli ne abbiamo parlato già a inizio anno, anzi, ci abbiamo parlato, e la certezza che vi fosse sempre stata la volontà di un ritorno la dovevamo immaginare.

Forse non al TRANSUMARE FEST 2025, come data zero (o come giorno in più, io la preferisco cosi, del resto chi ha detto che le cose belle devono essere brevi?), a offerta libera (che detta così, in un ritorno alle origini da tanto atteso, mi ga ricordato un po’ la mossa dei Radiohead con In Rainbows), o forse, invece, proprio che si. Questo connubio non é scontato ma neanche improbabile.

Management in concert at Arci Bellezza in Milano foto di Rossella Mele per www.rockon.it
Management in concert at Arci Bellezza in Milano foto di Rossella Mele per www.rockon.it

Capire che era il momento giusto per rivedersi, a cinque anni dall’ultimo Ansia Capitale, a sei dischi in venti e passa-quattro anni di onorata carriera di artisti, formazioni cambiate (ma non il duo centrale) e tornare a fare gli onori a quello che c’era all’inizio, in quel disco il cui titolo poi dissero rappresentasse il “momento di massima fertilità dell’animo umano”. Che poi, se c’é una cosa meravigliosa de i Management Del Dolore Post-Operatorio (e si, mi impegnerò a scriverlo per intero ogni singola volta), band pienamente abruzzese eppure così “nazionalmente sentita”, é che non si sono mai tirati indietro, non si sono mai sognati di non dire la loro verità e anzi fartela vedere nel modo più brutale possibile. Si chiama provocazione, e tanti purtroppo ci cascano, senza comprenderla.

Di ritorni e corsi e ricorsi storici ne abbiamo chiesto conto a Luca Romagnoli direttamente. Se Luca Marini di Transumare dice che si é trattatato di una congiunzione e di un regalo che hanno voluto fare al pubblico del Festival, provando ad avvicinare generazioni e far conoscere, contaminare, sarebbe da chiedere all’altro Luca cosa ha portato a voler fare una sopresa regalo ai propri fan come questa.

“Abbiamo scelto l’Abruzzo e il Transumare Festival per annunciare il nostro ritorno sui palchi con una data estiva unica in tutti i sensi.”

Appunto, unica. “Unica perché ne faremo solo una e unica perché sarà speciale.”

Avevano di fatto dato qualche indizio e anticipato l’annuncio della data su Instagram con un post che riprendeva il nome per intero (con felicità dei militanti della prima ora). É finita la pausa?

“Ci siamo sentiti amputati, per un pò. Quel nome rappresenta un modo diverso di esprimersi, di cui avevamo bisogno in questo momento storico.”

La visceralità del concetto di cui sopra. E i tempi che corrono (brutti davvero). Ma qui si tratta di ricentrarsi. E si tace (giustamente) sui prossimi passi. Del resto, il 20 sarà un momento per prendersi il tempo per tornare indietro no? E magari, anche tornare a pensare al ruolo dell’artista, poeta, cantante o cantautore chicchessia, qualunque sia la sua arte.

A febbraio Luca Romagnoli ci diceva: “Non credo che l’artista obbligatoriamente debba essere impegnato politicamente”. Eppure se si torna all’origine, si torna anche a fare un pò di canto poetico per fare politica, e anche polemica. No?

“Certo, non è obbligatorio, ma oggi è più che mai necessario.”

Appunto. E come?

Management in concert at Arci Bellezza in Milano foto di Rossella Mele per www.rockon.it
Management in concert at Arci Bellezza in Milano foto di Rossella Mele per www.rockon.it

“La musica come sottofondo per le passeggiate nei centri commerciali esisterà sempre, facciano pure.
L’importante è saperla riconoscere come tale, come un prodotto qualsiasi del capitalismo.
L’arte è un’altra cosa.
Loro facciano pure i soldi e scalino le classifiche, ma che lascino in pace l’underground.
La musica alternativa è il luogo dove nasce il futuro, difendiamola.
”

Quindi, torniamo ai luoghi della musica alternativa, al TRANSUMARE. Cosa ci aspettiamo da questo concerto?

“Una bella scaletta densa e potente che ripercorre tutta la storia della band, con maggiore attenzione alla fase post-operatoria che è nata col nostro primo disco Auff!!”

Niente di più gradito. Ci si vede il 20 agosto.

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Dall’Adriatico centrale (quello forte e gentile), trapiantata a Milano passando per anni di casa spirituale, a Roma. Di giorno mi occupo di relazioni e istituzioni, la sera dormo poco, nel frattempo ascolto un sacco di musica. Da fan scatenata della trasparenza a tutti i costi, ho accettato da tempo il fatto di essere prolissa, chiacchierona e soprattutto una pessima interprete della sintassi italiana. Se potessi sposerei Bill Murray.

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