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Interviste

Il cambiamento inaspettato di CALEIDO: L’intervista

La felicità può esser cercata o trovata in vari aspetti della vita, in alcuni casi la possiamo definire come un’ambizione. Chi non ambisce ad essere felice? Caleido ha trovato la sua felicità e la esterna attraverso il suo ultimo singolo dal titolo Sto benissimo. Il brano nasce da un  forte bisogno espressivo scaturito dal nascere di nuovo senso di pienezza figlio dell’ingresso di una nuova persona e di nuove emozioni nella sua vita. Il tutto causa un grande cambiamento nella vita dell’artista, e si sa, i cambiamenti sono momenti di particolare tensione e riflessione caratterizzati da pensieri, dubbi e paure che si manifestano ogni qual volta essi siano di notevole importanza.

Cristiano Bolci, in arte Caleido, nasce dalle ceneri di Siberia, band toscana nella quale Caleido stesso partecipa in qualità di bassista. I suoi primi brani seguono l’onda della nuova scena pop italiana e Sto benissimo è un brano che non si discosta dal mondo pop.

In occasione dell’uscita del brano abbiamo scambiato quattro chiacchiere per avere una visione più ampia del suo mondo. Ecco cosa ci ha raccontato.

Sto benissimo è il titolo del tuo nuovo singolo. Com’è nato il brano? Questo tuo stato di gioia è frutto di un cambiamento nella tua vita?
Questa canzone è nata di getto. In quel periodo mi stavo lasciando il passato alle spalle, un passato abbastanza ingombrante che aveva preso il sopravvento e stava sgretolando pian piano il mio benessere. Non ho ricercato il cambiamento, è arrivato inaspettatamente, in maniera totalmente naturale, io l’ho solo accolto e poi portato dentro alla canzone in maniera sincera.

“Ci lasceremo tutto quanto alle spalle / Ci incanteremo quando fuori c’è il sole / E chiuderemo tutte quante le porte / E grideremo più forte sto benissimo”
. Cosa vuoi lasciarti alle spalle?
Il passato ingombrante, la vita opprimente, la nebbia interiore che non ti fa sentire pienamente vivo. Ho lasciato alle spalle quello che per me in quel momento stava ingabbiando i miei pensieri e ho iniziato a guardare in altre direzioni che mi hanno fatto ritrovare equilibrio e benessere.

Il video di Sto benissimo, uscito su Youtube il 21 novembre, è il sequel di Ridicolo, il tuo precedente singolo. Raccontaci un po’ la storia che collega i due brani.
I brani non hanno grandi cose in comune, credo che il collante tra le due canzoni sia la mia voce.
Quando ho deciso i singoli ho voluto rischiare proponendo in qualche modo gli opposti tra tutte le nuove canzoni, una canzone estiva e una con un sound più cupo e oserei direi a tratti internazionale.
L’idea di un unico video diviso in due parti è stata del regista Alessio Mose, la cosa mi ha entusiasmato e quindi ho la tuta da sci e mi sono improvvisato attore.

Parliamo ancora di Ridicolo. Il brano, come da te affermato, è stato scritto nel periodo di lockdown e manifesta il bisogno di tornare ad una normalità. Cosa ha bloccato il lockdown nel tuo percorso artistico?
Quel periodo è stato traumatico, la mancata libertà si faceva ogni giorno sempre più pesante, ma fortunatamente a livello artistico non ho avuto la crisi temuta. In quel periodo ho scritto tanto, tutti i giorni sfornavo idee e in tre mesi ho chiuso il disco, sfruttavo l’immaginazione per sentirmi un po’ meglio.

Cos’è cambiato rispetto al tuo precedente percorso con i Siberia?
Diverse cose, con la band è tutto differente, hai sempre una spalla sulla quale appoggiarti quando le cose vanno male, e dei compagni per festeggiare quando invece vanno bene. Adesso le responsabilità sono mie, qualsiasi cosa succeda, però è stimolante, mi invoglia a fare sempre di più e sempre meglio, a non accontentarmi mai. Poi chiaramente ora è la mia voce a cantare le canzoni.

L’artwork del singolo è curato da Giuseppe Annaloro. Raffigura due persone che tengono per mano in tuta da sci; quest’ultima è una delle cose che salta più all’occhio del video di Ridicolo. Perché hai scelto questo vestiario?
Questo va chiesto allo sceneggiatore Valerio Piperata e al Regista Alessio Mose, io ho solo sudato tanto vestito in quel modo sotto il sole pugliese di luglio.

Com’è nato il tuo percorso in Pulp Music? Pensi che questo sia un nuovo, e più rilevante, punto di partenza?
Con Pulp Music io ho iniziato a lavorare come autore per terzi, scrivendo canzoni per artisti della scena italiana come Comete (Eugenio Campagna) e Michele Merlo. Successivamente si sono interessanti anche a me come artista, mi hanno proposto di fare un disco e io ho immediatamente accettato perché era un desiderio che covavo da tempo.

Com’è stato aprire il live di Franco126? Lo apprezzi come artista?
Quel giorno sono stato una delle tante aperture, ma lo ricordo come un bel concerto. Si, apprezzo un sacco di cose della scena italiana, mi rende felice sapere che la bella musica nostrana sia tornata di moda così tanto. Lunga vita alla musica  italiana!

Quale sarà il tuo prossimo passo?
Il prossimo passo è decidere se far uscire un nuovo singolo dopo Sto benissimo oppure liberare il disco direttamente.

Di Alessandro Pirrone

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