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Interviste

Eleganza e Magnetismo: SONIKO ci racconta Sweet Talking e del suo DNA artistico

Originario di Cittadella (luogo a noi di Rockon molto caro!), classe 2001, sulle scene già da diverso tempo, nell’estate 2025 segna diversi goal. Un nuovo singolo, un video girato interamente in AI e la partecipazione al Summer Tour di Radio 105… per adesso!

Intervista di Giada Arciuoli

Soniko, al secolo Niccolò Cervellin, DJ e producer, ha iniziato un percorso artistico in espansione dal 2018, scrivendo e interpretando una serie di brani di successo. Con la pubblicazione del singolo Sweet Talking e la partecipazione al Summer Tour di Radio 105, ha portato la sua energia e il suo stile nelle principali piazze italiane.

Noi di Rockon abbiamo avuto modo di scambiare qualche battuta con lui… e sono emersi temi molto interessanti!

Ciao Niccolò, grazie del tuo tempo! In primis volevo chiederti di Soniko:e è un nome d’arte molto distintivo. Come l’hai scelto? 

In realtà è nato un po’ per caso, ma mi ci sono affezionato subito. Cercavo qualcosa che suonasse forte, ma anche semplice da ricordare. “Soniko” unisce il suono, l’energia, e un po’ di quel vibe digitale che mi rappresenta. Lo uso anche come modo per separare la mia parte più personale da quella artistica. Quando sono Soniko, è come se entrassi in una dimensione diversa. 

Quali sono state le tue principali influenze, quali artisti ti hanno ispirato e portato a dire a te stesso “Voglio intraprendere questa carriera?” 

Sicuramente The Weeknd. È stato il primo a farmi capire che si può essere pop e profondi allo stesso tempo. Poi direi Calvin Harris, per come riesce a mescolare generi diversi e tenere sempre uno stile suo. E infine Tame Impala, che mi ha fatto scoprire il potere della produzione più “emotiva”, quella che non ha paura di sperimentare. 

Di recente hai partecipato al Summer Tour di Radio 105… che esperienza è stata per te? 

Una bomba! È stata la mia prima vera esperienza su un palco così grande, davanti a tutta quella gente. Appena ho messo piede lì sopra e ho sentito il calore del pubblico… mi sono sentito a casa. Lo staff di Radio 105 è stato super professionale, mi hanno supportato in tutto. Un ricordo che mi porterò dietro a lungo. 

Hai in programma nuovi singoli o collaborazioni che puoi anticiparci? C’è un artista con cui sogneresti di collaborare? 

Sì, sto lavorando a diversi pezzi nuovi! Alcuni sono già quasi pronti, altri in fase di sperimentazione. Collaborazioni… per ora non posso dire troppo, ma ci sono un paio di nomi interessanti con cui sto parlando. 

Qual’è stato il consiglio più utile che hai ricevuto? 

“Non cercare di piacere a tutti, trova la tua voce.” Me l’ha detto un produttore durante una sessione in studio e mi è rimasto impresso. All’inizio cercavo sempre di fare quello che “funziona”, ma poi ho capito che la gente si innamora di quello che è autentico, anche se è diverso. 

Quali artisti o generi musicali ti hanno influenzato per questo progetto? 

Per Sweet Talking ho preso ispirazione da artisti che sanno raccontare l’intimità in modo elegante. Tipo Majid Jordan, Alina Baraz, ma anche certi momenti di Frank Ocean. Quel mix tra R&B moderno e vibrazioni chill, ma con una produzione curata al dettaglio. 

Come hai lavorato sulla produzione per ottenere questo sound così sensuale e contemporaneo? 

Ho lavorato molto sulle atmosfere. Volevo che tutto suonasse morbido, ma non noioso. Ho usato synth caldi, bassi profondi, e ho fatto attenzione a lasciare spazio tra gli elementi, per creare quel senso di sospensione. Anche la voce l’abbiamo tenuta molto naturale, quasi come un sussurro. Doveva sembrare intima, vera. 

“Sweet Talking” racconta quei momenti sospesi che precedono l’intimità tra due persone. Come sei riuscito a tradurre in musica queste parole e sfumature emotive così delicate? 

Ho pensato a come mi sentivo in quei momenti: quella tensione, l’attesa, i gesti piccoli che però dicono tutto. Ho provato a trasformare quelle sensazioni in suono. Anche nella scrittura ho cercato di essere diretto ma non esplicito, per lasciare spazio all’immaginazione di chi ascolta. 

Se dovessi descrivere “Sweet Talking” con tre aggettivi, quali useresti? 

Intima, elegante, magnetica. 

C’è stato un momento particolare in studio in cui hai capito che “Sweet Talking” stava prendendo la forma giusta? 

Sì, quando abbiamo sistemato il drop. Non è un drop classico da club, ma quando l’ho sentito per la prima volta mi è venuta la pelle d’oca. Ho capito che stavamo andando nella direzione giusta. Era il mix perfetto tra sensualità e freschezza. 

Hai detto che il brano è ispirato a una storia vera. Quanto c’è di personale in questa canzone? 

Tantissimo. “Sweet Talking” è nata dopo una rottura importante, ma non è una canzone triste. È una canzone di rinascita. Parla di quando ricominci a conoscere qualcuno e riscopri quella scintilla, quei piccoli momenti che sembrano niente ma in realtà sono tutto. Quindi sì, è molto personale. 

Il testo parla di “costruire sulle ceneri di un passato doloroso”. Pensi che la musica possa essere un modo per elaborare esperienze difficili? 

Assolutamente sì. Per me la musica è sempre stata una forma di terapia. Anche nei periodi in cui non riuscivo a parlare con nessuno, scrivere e produrre mi ha aiutato a tirare fuori quello che avevo dentro. A volte non te ne accorgi subito, ma dopo un po’ ti rendi conto che quel pezzo ti ha curato in qualche modo. 

Grazie Niccolò!

Da venerdì 18 è disponibile il videoclip ufficiale, innovatico, interamente realizzato in AI, tra le prime sperimentazioni di questo tipo nel panorama musicale italiano.

Il videoclip nasce da uno storyboard firmato da Beppe Stanco e prende vita grazie alla produzione di DDLVIDEO, con il sound design curato da Beat Sound. Con questo progetto, SONIKO si conferma tra i primi artisti in Italia a esplorare in modo consapevole e creativo le potenzialità dell’intelligenza artificiale nei video musicali, unendo visione artistica e sperimentazione tecnologica.

Come nella sua musica, anche nel linguaggio visivo SONIKO spinge oltre i confini dell’ordinario. Il videoclip racconta, attraverso sguardi, incontri, luci e movimenti, un immaginario suggestivo. 

Con questo progetto SONIKO non si limita ad accompagnare il brano, ma ad amplificarlo, trasformandolo in un’esperienza audiovisiva a 360 gradi.

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