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Concerti

Dal 21 Febbraio tre concerti per i SOULFLY

La tribù dei Soulfly è ancora una volta sul sentiero di guerra.
Il sesto album per Roadrunner Records, Conquer, potrebbe essere l’equivalente musicale del film Braveheart. I brani – proprio come i guerrieri del film – convogliano una rabbia grezza ed incontenibile attraverso una cacofonia di chitarre thrash, groove contagiosi e ritmi tribali… il tutto condito dagli inconfondibili ruggiti minacciosi di Max Cavalera. In quest’album i Soulfly creano un enorme caos metal, superando ancora una volta se stessi. Conquer passa dal metal veloce e inarrestabile ad un doom lento e cupo. La chitarra di Mark Rizzo ha la precisione di una bomba intelligente, mentre Bobby Burns crea linee di basso volatili e potenti. Il batterista Joe Nunez fa a pezzi la batteria, creando lo sfondo ritmico perfetto per questa accanita guerra sonora. Ancora una volta il leggendario Max Cavalera è al centro del ciclone, facendo da collante a questa tribù musicale nei panni del leader non ufficiale. La sua voce e i riff della sua chitarra comandano la tribù in battaglia. Indossate i colori di guerra e preparatevi per il massacro.

Data: 21/02/2009
dove: Rolling Stone – Milano

Data: 22/02/2009
dove: Alpheus – Roma

Data: 23/02/2009
dove: New Age – Roncade (TV)

Soulfly

Soulfly

Da quando il loro debut album omonimo del 1997 vinse il disco d’oro, i Soulfly si sono affermati come una delle band più brutali del genere. Dal momento in cui Max ha lasciato il Sepultura per formare i Soulfly si è dato un sacco da fare. L’album di debutto dei Soulfly, diventato un classico, è stato seguito da altri quattro lavori e da numerosi tour mondiali. Nel 2008, poi, Max si è riunito a suo fratello Igor per dar vita al progetto Cavalera Conspiracy, a cui ha fatto seguito l’album Inflikted. Allo stesso tempo è riuscito a scrivere e registrare Conquer. Prodotto da Max e mixato da Andy Sneap (Machine Head, Arch Enemy), l’album abbraccia un’ampia gamma di violenza. Max commenta “Dopo Cavalera Conspiracy, volevo scrivere qualcosa di ancora più forte con i Soulfly: un album che non scendesse assolutamente a compromessi. Ciò che ho fatto in quest’album è ciò che amo. Questo è il disco dei Soulfly che ho sempre sperato di scrivere”. Ciò è evidente in Conquer, soprattutto se si considerano la rabbia premeditata e i randellanti groove di brani come “Enemy Ghost” e “Rough”.

Con Conquer, i Soulfly non fanno alcun prigioniero. Max spiega “Sicuramente questo è l’album più guerrigliero dei Soulfly. Il vibe mi ricorda film come Il Gladiatore e 300. E’ qualcosa di completamente diverso”. L’assalto si scatena sin dalla prima nota di “Blood Fire War Hate”, e non si arresta fino alla fine del brano che chiude l’album, la strumentale “Soulfly VI”, una tradizione che segna la chiusura di tutti gli album dei Soulfly. Partendo da “Blood Fire War Hate”, Max ha consapevolmente deciso di uscire dai cancelli con armi roventi, proclamando “Sono entusiasta di aprire l’album con un brano veloce. Di solito i dischi dei Soulfly iniziano con dei mid-tempo, invece questo mi ricorda Beneath The Remains. Questo pezzo ha anche uno dei più grandi ritornelli che io abbia mai scritto. Se chiudo gli occhi mi immagino la gente ai festival che lo canta in coro. Quando comincia la parte più veloce, beh, è guerra pura”.

Ai precedenti album dei Soulfly hanno partecipato guest importanti, come Chino Moreno dei Deftones, Sean Lennon, e Corey Taylor degli Slipknot. Continuando sulla linea di questo spirito di collaborazione, in Conquer Max è affiancato da Dave Peters dei Throwdown nel brano “Unleash” e da David Vincent dei Morbid Angel in “Blood Fire War Hate”. In “Unleash”, Peters e Max danno vita ad un ritornello corrosivo destinato a non essere dimenticato facilmente. Max afferma, “E’ la cosa più vicina ai Pantera che abbia mai fatto. Dave ha tirato fuori delle linee vocali micidiali. La parte veloce alla fine è in assoluto la mia parte preferita in tutto l’album”. Grazie ai riff taglienti e ad un ritornello molto orecchiabile, “Unleash” ha lo stesso impatto di una bomba di distruzione di massa. A proposito della collaborazione con l’eroe del metal underground Vincent, Max afferma “Il suo scream in quel pezzo è pazzesco! Lavorare con David è stata un’esperienza unica. Il pezzo è un assalto in piena regola, ed è venuto fuori in modo molto naturale. Non conosce compromessi”.

I Soulfly sono un collettivo ispirato dalla musica di tutto il mondo e il processo di composizione e di registrazione vede spesso Cavalera in giro per il mondo alla ricerca di ispirazione. Per il quinto album dei Soulfly, Dark Ages, Max ha registrato in 5 location diverse, mentre per Conquer gli è bastato un viaggio in Egitto. “Adoro mescolare culture diverse. Gli album precedenti avevano il sapore dell’Europa dell’Est. I Sepultura, invece, erano più influenzati dalla cultura brasiliana. L’Egitto ha avuto molta influenza su Conquer. Abbiamo visitato “La città dei morti” mentre eravamo là. E’ un cimitero in cui le famiglie vivono ancora vicino ai loro defunti. E’ stato strano, da pelle d’oca, assurdo. Non credevo che questo viaggio a Il Cairo avrebbe influenzato così tanto il disco”.

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