Articolo di Serena Lotti | Foto di Andrea Ripamonti
La prima data degli I-DAYS Coca Cola 2025 si è aperta all’insegna di un attesissimo back in the days, ma non c’è stata alcuna nostalgia in questo. L’icona americana del pop contemporaneo JUSTIN TIMBERLAKE ha inaugurato ufficialmente l’edizione estiva del Festival milanese, lasciando nella memoria collettiva una serata letteralmente perfetta, sotto ogni punto di vista. Sono passati 18 anni da quando Justin si esibì l’ultima volta in Italia, correva l’anno 2007, il palco era quello del Forum di Assago e l’Italia non da allora non ha mai smesso di aspettarlo. Il cielo è plumbeo ma non importa, ci sarà Justin ad accendere l’orizzonte stasera, e non sarà stato solo merito del light designer.
DAGNY ci spiega che in Norvegia fa caldo. Anzi caldissimo.

L’opening act è affidato a DAGNY, una delle artiste pop più interessanti e in-demand della Norvegia che sul palco degli I-DAYS conferma di possedere una sua straniante e (in barba agli stereotipi) contagiosa allegria nordica e di essere in grado di scaldare un pubblico in attesa di un pezzo da novanta come JT. L’elettropop norvegese non sta solo vivendo un periodo interessante ma sta letterlamente scalando le classifiche globali e sul versante pop certamente il volto della nuova generazione è quello di Dagny che, salendo sul palco dell’Ippodromo SNAI San Siro, ha dimostrato quanto sia capace di emanare la sicurezza di una veterana e grande padronanza scenica. Supportata da una band di chitarristi assertivi, ha presentato un set impeccabile e strizzato l’occhio ad un glam-rock 2.0 che bene si adatta alle sue pulsing tunes.
Mi è piaciuta? Si, Dagny ha sicurezza, voce e stile ma quel tocco di singolarità, a mio avviso, non è ancora sbocciato pienamente. Diamole tempo.
Justin Timberlake: YES I CAN!

Justin Timberlake torna dopo 18 anni in Italia e sul palco degli IDAYS 2025 dimostra ancora una volta di possedere il talento artistico di un uomo che tutto può.
Non è certo un novellino, si muove sul palco come un gatto in scarpe da ginnastica e t-shirt dei Guns N’ Roses, snocciolando falsetti e sculettate con la stessa abilità di quando era il principe degli NSYNC: in effetti continua a esibirsi con il suo stile tipico delle boy band. ma in tutto ciò c’è grande evoluzione. Mi ripeto: lui può, e si fa amare anche dalle frange più integraliste dell’indie rock più di nicchia. Quello che Timberlake unisce, la critica non divida.
Uno come JT riesce a fare un merge di pubblico transgenerazionale, mettendo insieme quelli che copiavano i balletti del Mickey Mouse Club a quelli cresciuti a pane e Cry Me a River ai nostalgici NSYNChiani degli anni 90 ai fan più giovani ancora, insomma non andiamo lontani se diciamo che nonostante i suoi 44 anni, JT è la colonna sonora di almeno due generazioni, ed è ancora perfettamente in grado di portare avanti uno show di novanta minuti senza un attimo di cedimento.
Con mezz’ora di ritardo si spengono le luci e lo show si apre con Mirrors e Cry Me a River: insomma Justin la tocca piano. I boati d’ordinanza di oltre 30.000 persone riempiono un’atmosfera sospesa e avvolgente e su quelle linee di synth inconfondibili ci sciogliamo mentre andiamo indietro nel tempo twerkando all’impazzata coi nostri culi sudati.
Il palco (così come il pit del resto) è più affollato più delle metropolitane che ci hanno portato fino qui: 17 elementi della band dei Tennessee Kids, tra ottoni, coriste e musicisti, capaci di destabilizzare letteralmente il pubblico con arrangiamenti virtuosi e una sinergia veramente stupenda.

La setlist è uno storytelling tra ieri, oggi e domani: dalle ballate R&B che hanno fatto la storia come What Goes Around… Comes Around, agli inni da dancefloor come Rock Your Body, Summer Love senza tralasciare gli estratti dall’ultimo album Everything I Thought It Was, come Selfish, No Angels e Play, che si inseriscono con naturalezza in un repertorio pieno di classiconi ai quali JT riesce sempre a dare un booster più potente rispetto al brano precedente, in un crescendo narrativo che è pura goduria.
Visivamente lo show è una vera esperienza sensoriale e considerate le megaproduzioni timberlakiane ce lo aspettavamo: visual ipnotici, luci taglienti e coreografie che strizzano l’occhio all’erotismo. Le immagini sono impressionanti con elementi retrò-futuristici che da tempo caratterizzano la visione artistica di Timberlake.
Il live è tutta una sfida tra groove e spleen che riesce al meglio della sua rappresentazione con l’accoppiata Like I Love You / She Wants to Move (tributo ai mitici N.E.R.D.).
Sexy Ladies e Play seguono con energia crescente, JT fa incetta di mossette, passi di street dance e sfoggio di uno dei culi più belli del mondo. Noi continuiamo a seguirlo, su Señorita ci sgoliamo su Summer Love ci abbracciamo, mentre la brezza umida di Milano ci rinfresca. Con Suit & Tie la scenografia si fa vintage, tra fumo bianco e archi dorati che evocano l’eleganza dei grandi crooner ma con lo stile un pò tamarro di Timberlake, ovviamente.
Invece di proporre rivisitazioni dritte dei classici, quei guasconi di JT e i Tennesse si sono divertiti a scompigliare gli arrangiamenti, interpolando Good Times dei Chic in Rock Your Body e Careless Whisper di George Michael nel climax di What Goes Around, in una versione sussurrata, più intima, meno orchestrata. Il momento di Can’t Stop The Feeling è goduria pura, l’Ippodromo si trasforma in un dancefloor gigantesco.

Planiamo su Holy Grail, la cover del brano di JAY-Z che JT aveva inciso in origine, eseguita in una versione superpower e teatrale, con le immagini di fiamme e specchi infranti a fare da sfondo.
Chi come me aveva la setlist in mano da un’ora prima non aspetta che il momento del DJ Set di Andrew Hypes (che ha aperto anche i concerti di Pharrell e Travis Scott); insomma the “Justin situation” con un intero segmento mixato di Ayo Technology / Chop Me Up / Give It to Me / 4 Minutes / Let the Groove Get In che riassume l’intera carriera di Timberlake come produttore, performer e showman. In meno di dieci minuti, la storia del pop anni 2000-2010 va in scena sotto forma di festa.
Il sipario sta per andare in chiusura con LEI, LA CANZONE, QUELLA CANZONE: SexyBack, esplosiva, provocatoria, erotica. Raccogliamo da terra i nostri bacini e le nostre anche irrimediabilmente usurate dopo soli 6 minuti di brano.
Verso la fine, prima di Until the End of Time JT si lascia andare a un momento di tenerezza e gratitudine perchè lui sarà pure un’icona sexy di inenarrabile fregnitudine ma è anche un autentico patatone: “You all know that this is my favourite country in the world. Thank you for making the dreams of a boy from a small town in Tennessee come true. I love you, Milan”.

Impossibile negare che Timberlake possieda ancora la verve e la vitalità dei suoi giorni di Justified, la sua energia non cala per tutto il live. Tante sono sembrate le improvvisazioni e quanto fossero tali non è chiaro, ma a 25 anni dall’inizio della sua carriera solista è impossibile negare la capacità di JT essere non solo protagonista di uno show imponente ma anche di sapere entrare in contatto con un pubblico di dimensioni da arena, in un modo davvero unico e personale.
Un’ovazione fragorosa chiude il concerto e la sensazione generale è chiara: Justin Timberlake ha ancora tutti i suoi super poteri. Voce, presenza scenica, cuore e palle per insegnare alle nuove generazioni cosa significa essere una vera popstar.
Uno spettacolo unico in perfetto old school swag costruito per divertire, emozionare e far ballare. Justin Timberlake agli I-DAYS 2025 non ha fatto solo Justin Timberlake: ha ricordato a tutti che lo spettacolo pop, quando è fatto con talento e intelligenza (e mega produzioni) può essere una vera esperienza collettiva: questo straordinario performer è un vero yes man nel ricordarci il passato, con il suo ampio back catalogue di successi che sono un’efficacissima sessione di psicoterapia.
Clicca qui per vedere le foto di Justin Timberlake in concerto a Milano (oppure sfoglia la gallery qui sotto).
JUSTIN TIMBERLAKE: la scaletta del concerto di Milano
INTRO
Mirrors
Cry Me A River
No Angels
LoveStoned/I Think She Knows
Like I Love You [N.E.R.D. Flip]
My Love
Sexy Ladies
Play
Señorita
Summer Love
Suit & Tie
Rock Your Body
Can’t Stop the Feeling!
Selfish – Acoustic
What Goes Around… Comes Around
Holy Grail
TKO
DJ HYPES SET
Let the Groove Get in
SexyBacK
ENCORE:
Until End Of Time































