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SOAP & SKIN: foto e reportage del concerto di Milano

Soap & Skin in concerto a Milano foto di Fabrizia Lamarra per www.rockon.it

Articolo di Federico Giancipoli | Foto di Fabrizia Lamarra

Una tiepida serata primaverile per questa data milanese del tour europeo promozionale dell’album “From gas to solid” per la poliedrica Soap&SkinAnja Plaschg (questo il suo nome vero) è una Pianista/Compositrice austriaca. Autrice di tre album e varie collaborazioni (tra cui spicca quella di “Goodbye” con Apparat).

La serata al Santeria Social Club viene aperta dal pianista tedesco Jungstötter. Sonorità, le sue, che preparano i ricettori sensoriali del pubblico piuttosto attento del Santeria con estrema gentilezza e delicatezza considerando l’esibizione di solo piano e una fantastica voce maschile, questo in un riuscitissimo contrasto a ciò che Anja avrebbe avuto poi in serbo per il pubblico milanese. Dopo la rilassante introduzione di Jungstötter è il momento per Soap&Skin di entrare in scena. Per prima è l’orchestra a posizionarsi sul palco preparare gli spartiti e dare il la al suo ingresso.

L’orchestra era formata da pianoforte, tromba e trombone, primo e secondo violino, violoncello, percussioni e vari strumenti elettronici suonati e programmati da un’ unica mano.
Soap&Skin ha una preparazione classica, ha iniziato a suonare il pianoforte a 6 anni per poi, in adolescenza, iniziare con il violino, ma le sue influenze sono decisamente elettroniche.

Si può dire che Björk scorre a litri nelle sue vene così come il trip hop anni ‘90 ma le sue origini austriache riportano le sue sonorità e dinamiche alla classicità dei compositori più famosi dell’antico Impero Austroungarico.

L’imperatore Austriaco Giuseppe II scommise su Mozart  per la sua capacità di percepire la musica oltre le più banali teorie bigotte dell’epoca (a differenza di Salieri compositore Italiano di corte) portando la lingua tedesca al centro della propria musica, Soap&Skin non è assolutamente paragonabile al genio spropositato di Mozart, è certo, ma nello stesso modo esce dagli schemi classici, bigotti e quadrati della musica classica aggiungendo un brio elettronico e moderno, trasformando le sue composizioni, anche grazie alla sua voce,  in un “pop sognante” e alla portata di tutti.

Quello che colpisce della sua musica sono le dinamiche che invece rimangono molto classiche: momenti sussurrati e minimal si alternano a momenti decisi e suonati con impeto, pomposi con un’armonia complessa ma sublime, il tutto accompagnato da una presenza scenica semplice ma dai movimenti sinuosi.

Durante il concerto è stato presentato gran parte dell’ultimo disco, dove spiccano  i brani “Italy” (forte il suo legame con il nostro paese) e le cover Goodbye (Apparat), “Me and Devil blues” (Robert Johnson), “Mawal Jamar”(Omar Souleyman), “Gods and Monsters” (Lana Del Rey), “Pale Blu Eyes” (The Velvet Underground) e la sempre emozionante “What a Wonderful World”(Louis Armstrong) usata anche come pezzo di chiusura della serata.

Il suo ritorno sul palcoscenico di questi ultimi mesi dopo qualche anno passato a smaltire da una parte una certa depressione dovuta all’improvvisa scomparsa del padre e dall’altra la gioia per la nascita di sua figlia, hanno contribuito alla preparazione di uno spettacolo  intimo e personale, ma anche di una sensibilità capace di toccare a fondo le percezione di un pubblico accorso (locale gremito) per lasciarsi cullare dalle sue ariose armonie.

Lei stessa ha finito per commuoversi sul palco davanti a tutti noi, condividendo anche questa personale emozione.

SOAP & SKIN – La setlist del concerto di Milano

1. This Day
2. Athom
3. Creep
4. Foot Chamber
5. Cynthia
6. Wonder
7. Voyage, voyage (Desireless cover)
8. Safe With Me
9. Pray
10. Vater

Encore:
11. Italy
12. Heal
13. Goodbye  (Apparat cover)
14. Surrounded
15. Me and the Devil Blues  (Robert Johnson cover)
16. Mawal Jamar  (Omar Souleyman cover)

Encore 2:
17. Gods and Monsters  (Lana Del Rey cover)
18. Falling

Encore 3:
19. Pale Blue Eyes  (The Velvet Underground cover)
20. What a Wonderful World  (Louis Armstrong cover)

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