Foto e articolo a cura di Davide Merli
I fan della Drum and Bass più aggressiva e del Rock Elettronico attendevano da tempo di rivederli sul palco milanese. Per chi c’era in quei Magazzini Generali ben quindici anni fa, intrisi di calore e sudore persino nelle mura, avrà constatato che il tempo pare essersi fermato: Rob Swire e soci sono tornati e l’hanno fatto in grande stile in un Alcatraz pieno zeppo di gente scatenata. I Pendulum hanno ripreso esattamente da dove avevano lasciato, anzi, hanno alzato il volume e l’energia a un livello stratosferico.
Ad aprire le danze ci ha pensato il duo di sorelle ALT BLK ERA, e hanno fatto decisamente centro. Con il loro mix di Rock, Industrial e influenze R&B, le due artiste sono state capaci di catturare immediatamente l’attenzione dei presenti. Con un carisma innato e una presenza scenica contagiosa, hanno preparato il terreno in modo eccellente, riuscendo a divertire e a scaldare un pubblico già impaziente, dimostrando di essere un opening act energico e all’altezza dell’evento.
Clicca qui per vedere le foto delle ALT BLK ERA a Milano (oppure sfoglia la gallery qui sotto)
Pendulum: Un Ritorno Esplosivo
L’atmosfera all’arrivo dei Pendulum era semplicemente esplosiva. L’Alcatraz era strapieno, un muro umano vibrante e sudato. Il tempo di attesa è valso ogni singolo secondo. Non c’è stata ruggine, solo una ripartenza perfetta.
I Pendulum non sono solo un gruppo Drum and Bass; sono un’istituzione che ha saputo fondere l’aggressività del Rock e del Metal con l’energia cinetica della musica elettronica. La loro proposta live è un assalto sonoro che richiede una maestria impeccabile. E la band è stata, a dir poco, eccellente.
Il quintetto capitanato da Rob Swire (voce, synth) e Gareth McGrillen (basso, voce) ha offerto la vera natura dei Pendulum: un caposaldo del rock elettronico dove l’elettronica è materia viva, suonata con la ferocia di una rock band.
Un Alcatraz in Pogo Continuo tra Classici e Nuove Scariche
L’esibizione è stata una maratona di pura adrenalina. Dal primo all’ultimo beat, il pubblico dell’Alcatraz si è trasformato in un’unica massa ribollente. Ad ogni singola canzone la gente ballava e pogava con una furia liberatoria, cantando a squarciagola i successi che hanno definito un genere. E parliamoci chiaro: il pubblico ha pogato più che ad un concerto metal, un segno inequivocabile della violenza e della potenza sprigionata sul palco.
La setlist, sapientemente bilanciata, ha saccheggiato in particolare due lavori fondamentali. Da un lato, il capolavoro “Immersion” (2010) ha offerto classici immancabili come “The Island” e “Watercolour”; dall’altro, l’ultimo disco “Inertia” (2024) ha dimostrato tutta la sua forza dal vivo, con tracce che hanno immediatamente trovato il loro posto tra i banger più amati e hanno rinnovato la scarica di adrenalina della band. Naturalmente, non sono mancati i colpi storici come “Tarantula” e “Propane Nightmares”.
Questo ritorno, a distanza di 15 anni dall’ultima volta sui palchi milanesi (nonostante la data a Padova lo scorso anno), ha dimostrato che i Pendulum sono più rilevanti che mai. Hanno ripreso il discorso esattamente dove lo avevano interrotto, regalandoci uno show che è stata una vera e propria celebrazione della potenza della Drum and Bass suonata dal vivo.
Per i presenti, è stata una notte catartica. Per chi c’era quindici anni fa, una conferma che alcune fiamme non si spengono mai. Bentornati, Pendulum. Ci siete mancati.
Clicca qui per vedere le foto dei Pendulum a Milano (oppure sfoglia la gallery qui sotto)
PENDULUM – La scaletta del concerto di Milano
- Silent Spinner
- Propane Nightmares
- Come Alive
- Blood Sugar / Voodoo People (The Prodigy cover)
- Granite
- Cannibal
- Colourfast
- Nothing for Free
- The Island – Pt. I (Dawn)
- The Island – Pt. II (NEW)
- Archangel
- Halo
- Witchcraft
- Watercolour
BIS
- Tarantula
































