THE FLAMING LIPS: foto, reportage e scaletta del concerto di Milano

Articolo di Roberta Ghio | Foto di Roberto Finizio

Alcatraz IS Wonderland! È nel paese delle meraviglie che The Flaming Lips trasformano il locale di via Valtellina, che li ospita per la loro unica data italiana del 2018!
Che i live della band di Oklahoma City riservino sempre delle sorprese lo sappiamo, ma quando, guardando il palco, vediamo due enormi funghi ai lati, cannoni spara coriandoli, bombole di elio, una palla a specchi tipica delle disco anni ’70 e fili di luci che come onde sovrastano la scena, la curiosità è tanta.

Ad aprire la serata Universal Sex Arena, una rock band composta da sei ragazzi, che propongono un live carico di energia e molto fisico, con brani a volumi altissimi che vanno dal rock allo stato più puro a contaminazioni con ritmi quasi tribali, interpretati anche fisicamente dal frontman, che alterna momenti in cui va in mezzo al pubblico, ad altri in cui interpreta la musica con il corpo, con movenze che ricordano un ballerino di flamenco, il tutto illuminati dalle luci che compongono la coreografia, formando il loro nome.

Appena terminato il cambio palco, fa capolino sulla scena Wayne Coyne, con la sua acconciatura da scienziato pazzo che ricorda Doc di Ritorno al Futuro, indossa un completo pantaloni e giacca color azzurrino con i polsi in pelliccia rosa ed un occhio bendato a mo’ di pirata. Dopo essere stato raggiunto dai suoi musicisti, inizia il live dirigendo una ipotetica orchestra ed un gioco di luci, che a ritmo delle note di Così parlò Zarathstra di Strauss illuminano la scena. Ha inizio l’odissea nello spazio dei The Flaming Lips!

Sulle prime note di Race for the Prize coriandoli variopinti vengono sparati sopra il pubblico, i fotografi nel pit hanno l’arduo compito di scattare foto evitando il bersagliamento delle decine di palloni di diversi colori che, dal palco, vengono lanciati verso i presenti, che giocano, divertiti, facendoli rimbalzare ovunque nella sala, il tutto illuminato da luci a led in colori tipici della pop art: rosa fucsia, giallo, verde, azzurro, arancione. E’ successo tutto in un attimo: fino ad un istante prima eravamo in attesa del live ed in un lampo siamo stati catapultati in una festa multicolore e interattiva, in cui band e pubblico giocano a tirarsi palle e coriandoli, in cui assistiamo in diretta alla nascita di esseri fantastici che ci accompagneranno nel live, come l’enorme robot rosa sotto il quale Wayne canta Yoshimi Battles the Pink Robots e ci divertiamo a cantare The Yeah Yeah Yeah Song con un Wayne stupito di come Yeah Yeah Yeah si dica uguale in tutte le lingue!

Uno dei momenti più visionari lo si tocca quando, dopo essere sparito dal palco per alcuni minuti, vediamo Wayne, con un palloncino multicolore a forma di ali attaccato alla schiena, girovagare per l’Alcatraz cavalcando un unicorno, gettando coriandoli argentati in mezzo ai fan divertiti e attoniti. Incredibile. Il pubblico a bocca aperta tra il divertimento e lo stupore, è incantato da quello che vede, il tutto avvolto dall’atmosfera del rock dei The Flaming Lips che tocca lo psichedelico e l’elettronico, con momenti di melodie sintetiche e anche un po’ di azzeccatissimo caos; come valore aggiunto, la simpatia di Wayne Coyne, che costantemente incita e ringrazia con mitragliate di ThankYou!ThankYou!ThankYou!ThankYou!
C’è movimento sul palco, gli assistenti di Wayne stanno gonfiando enormi palloni contenenti coriandoli per lanciarli nuovamente sul pubblico e quando qualche pallone scoppia, ancora pioggia di colore.

Ma le sorprese non sono finite. Vediamo Wayne entrare in un involucro trasparente, che viene gonfiato e ci appare così, in una bolla, illuminato in controluce. In questa capsula inizia l’esecuzione di Space Oddity, per poi, dopo qualche strofa, lasciarsi rotolare e rotolare dal e sul pubblico che lo trasporterà fino ad una pedana posta dal mixer, dove terminerà il brano di Bowie, per poi rotolare nuovamente verso il palco. Ci guardiamo intorno ormai rapiti e pronti a tutto, anche a due enormi occhi (con tanto di gambe) che compaiono sul palco insieme ad una bocca.
Il live termina con Do You Realize? cantata sotto un enorme arcobaleno gonfiabile.
Usciamo leggeri e anche un po’ frastornati da tanti colpi di scena. Per strada, in metro, ci riconosciamo: siamo quelli con coriandoli argento tra i capelli.

 

The Flaming Lips

THE FLAMING LIPS – La scaletta del concerto di Milano

Also sprach Zarathustra
Race for the Prize
Yoshimi Battles the Pink Robots, Pt. 1
Fight Test
The Yeah Yeah Yeah Song
The Castle very
There Should Be Unicorns
She Don’t Use Jelly
The Captain
Space Oddity
How??
Are You a Hypnotist??
The W.A.N.D.
A Spoonful Weighs a Ton
Do You Realize??

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