Il teatro immersivo di ROSELINE, in scena a Milano fino al 3 Giugno

Si chiama teatro immersivo ed è un’esperienza da vivere. Non c’è il palco, non si sta seduti e non c’è una platea. C’è una storia da seguire e ci sono degli attori, anche loro da seguire e cercare, tra angoli bui, corridoi, stanze, scale e sotterranei, agendo e partecipando in prima persona sulla scena e nella rappresentazione.

Ogni giovedì, venerdì, sabato e domenica, in un edificio fatiscente, Palazzo Calchi Taeggi, in corso di Porta Vigentina (M3 Crocetta) si entra in Roseline (biglietti in vendita a questo link, > http://bit.ly/roseline2018): un luogo, ma anche uno spettacolo, ideato da Paolo Sacerdoti, ventiquattrenne laureato al Politecnico con specializzazione a Yale, che con la casa di produzione Pulsarts ha trasformato il palazzo con i suoi 3 piani (e cantina) per allestire un moderno Amleto in cui non esiste la quarta parete e in cui 100 spettatori a sera entrano in un non-luogo per assistere alla performance.

Come al McKritik Hotel di Chelsea, New York va in scena Sleep no more, ispirato a Macbeth, così qui, dietro la facciata neoclassica di un palazzo in centro a Milano, va in scena Rosaline (anagramma di Elsinore, dove è ambientato l’amleto shakespeariano).

Lo spettacolo, in inglese e di circa 2 ore, vede un cast di 10 attori madrelingua: all’ingresso gli spettatori diventano fantasmi, invitati ad indossare un mantello e a lasciare borse e zaini al guardaroba, si sale una scala dove si viene smistati tra i piani: al primo bellissimo l’antro del pazzo, dove tra un laghetto artificiale e terriccio (davvero ricreati in due stanze) assisto al primo monologo (e con me qualche altro ospite). Intanto si sentono delle grida, arriva prima una strega e poi un uomo anziano dall’andatura lenta che mi lascia in mano un legnetto. Arriva poi un ragazzo magro e biondo, visibilmente alterato: scelgo di seguire lui, che corre via al piano superiore.

Indossare scarpe comode e separarsi, almeno all’inizio, da amici e accompagnatori, sono due consigli da seguire per vivere al meglio questa esperienza. Decidere poi il punto di vista dal quale assistere alla rappresentazione è fondamentale: decidete un personaggio e fatevi trasportare da lui all’interno della storia. Non abbiate paura di interagire e accettare consigli dagli sconosciuti: benchè spettrale e suggestiva è pur sempre una finzione e viverla in prima persona ve la farà apprezzare ancora di più.

Che seguiate Ivan, Ada, Amos o Mia, in loro riconoscerete presto Claudio, Gertrude, Amleto e Ofelia. Avere un’infarinatura su Shakespeare può aiutarvi a districare dei punti oscuri nella storia, poichè vedere tutto e capire tutto non vi sarà possibile: sarete anche voi dei moderni Hamlet, ognuno avrà vissuto un pezzo della storia e proprio parte dei dubbi che percorrono l’intero Amleto originale rimarranno in voi fino alla fine, lasciandovi smarriti e a pensare.

Biglietti in vendita a questo link, > http://bit.ly/roseline2018
Avete tempo fino al 3 giugno, dal giovedì alla domenica.

Tags

About the author

Stefania Clerici

Stefania Clerici

Milanese, classe 1983, sono appassionata di musica, cinema e cultura pop. Adoro viaggiare, mangiare, dormire, viaggiare, ballare, sorridere e fare l'amore. Oltre a scrivere di musica su Rockon sono digital producer per il tuo canale tv preferito. Amo il rock in tutte le sue forme, i gatti, fotografare il cibo che mangio (e lo faccio da anni, non per moda social) e perdermi per le vie delle città che non conosco. Bulimica di serie tv, collezionatrice di vestiti, scarpe, borse e tutto ciò che può entrare in una grossa cabina armadio puoi chiedermi di tutto e ti darò la risposta che cerchi (altro che Google e il libro delle risposte!), basta non domandarmi: “qual è il tuo artista preferito?”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.