COUNTERFEIT. La rinascita del rock inglese: intervista con Jamie Campbell Bower

A pochi giorni dall’inizio del loro tour europeo, abbiamo avuto la possibilità di parlare con i COUNTERFEIT., band punk rock inglese, di quello che sta succedendo nella loro vita e nella loro musica al momento. Insieme ad un nuovo singolo e un album in uscita nel 2020, il tour partirà il 25 ottobre da Roma (Orion) e farà tappa a Cesena (Vida Club) il 26 ottobre e a Milano (Santeria Toscana 31) il 27 ottobre, prima di spostarsi in tutta Europa.

Abbiamo chiacchierato con Jamie Campbell Bower, cantante e frontman della band, ecco quello che ci ha detto!

RockON: Ciao Jamie. Spero che vi stiate divertendo. Grazie per averci concesso un po’ del vostro tempo, immagino siate impegnatissimi in questi giorni. Sta per partire il vostro tour, come vi sentite?
Jamie Campbell Bower:
Mi sento bene. Ci stiamo impegnando nelle ultime prove, sono molto eccitato di tornare in tour. Sarà divertente.

L’Italia è la prima, non vediamo l’ora di accogliervi qui. Com’è il pubblico italiano ai vostri show?
Beh, il pubblico è sempre fantastico. L’italia è stato uno dei primi posti che ci ha accolto a braccia aperte, ci ha dimostrato un sacco di affetto. È sempre molto divertente e bello venire a suonare in Italia. La gente impazzisce.

Guardando alcuni video delle vostre performance ho notato che c’è una grande relazione tra il palco e il pubblico, siete molto vicini, tu scendi anche dal palco per cantare in mezzo alla folla. Ti senti sempre a tuo agio? È mai successo qualcosa di strano?
No, in realtà non è mai accaduto nulla di strano, anzi. Per me è davvero importante stabilire una connessione con le persone che sono lì a guardare il concerto. Sai, c’è questo momento quasi spirituale che si crea quando ti connetti con un alto essere umano e questo sintetizza un po’ quello che sono i nostri concerti e la nostra musica. Sta tutto nel guardare direttamente negli occhi di persone che magari non si sentono seguite o ascoltate nella loro vita, questo è quello che cerco di fare sempre. Credo che ogni persona che venga via da un concerto in cui ha stabilito una connessione con l’artista, debba sentirsi in un certo senso rafforzata da questa cosa. Ed è bellissimo.

A proposito, parlando di queste connessioni, quello a cui mi ha rimandato il vostro ultimo singolo è questo potente inno alla libertà, alla speranza per le nuove generazioni. Mi sbaglio?
Assolutamente, questo è al 100% il messaggio che vogliamo mandare alle persone che ascoltano la nostra musica.

Mi è anche parso che ci sia stato un cambiamento rispetto al vostro primo album (Together We Are Stronger, 2017), avete un po’ abbassato i volumi, ci sono colori sulla copertina e avete anche una mascotte, giusto?
Sì certo, HYPER, la nostra mascotte. Il primo album era molto più introspettivo e incentrato su di noi, per l’album nuovo abbiamo cercato di fare un passo fuori da noi stessi e vedere le cose da una prospettiva più ampia, accogliendo l’amore, la gioia e la sensibilità. Ovviamente questo è un cambiamento ma potrebbe anche essere visto come un percorso di crescita personale, insieme alla ricerca di questa connessione profonda con gli altri.

Ci farete sentire qualcosa dal nuovo album in queste prossime date?
Certo, abbiamo in programma di suonare un sacco il nuovo materiale. In realtà sto controllando ora le scalette e abbiamo un solo brano del primo album, tutto il set è fatto di brani nuovi.

Wow ragazzi, è fenomenale. Come pensate che risponderà la gente?
Beh, speriamo gli piacciano i nuovi pezzi. Stavo giusto parlando di questa cosa alla band: quando siamo partiti con il primo tour, e siamo venuti anche in Italia nel 2016, non avevamo ancora fatto uscire il primo album, ma solo un singolo; abbiamo suonato solo canzoni nuove e la gente è impazzita. Abbiamo già suonato il nuovo materiale di recente in America e il pubblico ha risposto bene.

Ho letto che il vostro nuovo album è stato prodotto da Rob Cavallo. È l’uomo dietro a quasi tutti i più grandi album dei Green Day e anche a Welcome to the Black Parade dei My Chemical Romance. Come vi siete sentiti a lavorare con lui?
Siamo stati molto fortunati. Rob ha prodotto alcuni dei nostri album preferiti di sempre. Lavorare con lui è stata davvero una benedizione per noi. Abbiamo registrato a Los Angeles nello Studio B della United Recordings, costruito da Frank Sinatra che ci fondò la sua etichetta. Ci siamo sentiti davvero parte di qualcosa di grande.

Parlando di grandi traguardi, avete anche suonato sul main stage del Reading Festival quest’anno.
È stato assurdo. Ero davvero nervoso prima di salire sul palco, tanto che l’unica cosa che ricordo sono due pezzi e poi la fine del set. Essere su quel palco è stato davvero un sogno, abbiamo suonato sul palco piccolo due anni fa. Jimmy, il nostro batterista è solito andarci, è il suo festival locale. Tutti i nostri amici e le nostre famiglie erano lì per noi, è stato un bel momento.

Recentemente ho ascoltato spesso nuova musica inglese rock e punk, gli IDLES, gli Shame, Frank Carter. Hai l’impressione che questo tipo di scena si stia riprendendo negli ultimi anni? Secondo te il rock potrà tornare ad essere ‘mainstream’?
Le band e i musicisti inglesi sono sempre stati i migliori al mondo, se devo essere sincero. Vedere questa rinascita della musica inglese in tutto il mondo è davvero fantastico, abbiamo un sacco di gente talentuosa qui, ma per davvero. E vivo in America al momento, quindi lasciatemelo dire (Ride). Mi piacerebbe molto rivedere il rock nelle classifiche mainstream, sarebbe fantastico se la gente cominciasse a riascoltare musica sincera e non costruita, mi piacerebbe davvero.

Le vostre influenze come musicisti quali sono e sono state finora?
Allora, per il nuovo disco abbiamo preso ispirazione da band che abbiamo ascoltato crescendo, i Placebo, i Deftones e anche qualche band più indie pop e indie rock. Io sono nato nel 1988, alla fine degli anni ’90 avevo dodici anni e stavano esplodendo gli Oasis, i Blur, ma anche Marilyn Manson.

Ci parli de vostro nuovo video? È uscito da poco e sembra molto interessante.
Sì, adoro parlarne. Come ti dicevo prima, la cosa più importante per noi sono i nostri fan e il rapporto che abbiamo con loro, la community che stiamo costruendo insieme. Quando stavamo cercando l’idea per il video siamo giunti alla conclusione che volevamo che i fans fossero coinvolti. Ho scritto su twitter qualcosa tipo “Se volete partecipare al nostro nuovo video scrivete una email qui … e venite con noi”. È un video che parla di guarire, di amare, di stare insieme, riguarda gli altri, non noi. Fa vedere i lati più belli delle persone, le vedi essere loro stesse e questa è la cosa più importante. Alla fine, noi dobbiamo tutto alle persone che ci supportano ed è giusto far sapere loro che teniamo a loro.

I COUNTERFEIT. saranno in italia per tre date:
25/10/19, Orion, Roma
26/10/19, Vida Club, Cesena
27/10/19, Santeria Toscana 31, Milano

Trovate i biglietti qui

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